In due anni tre italiani massacrati in Kenya E il colpevole è sempre il maggiordomo

Una dottoressa, un tour operator e una ex imprenditrice traditi dai domestici

Nino Materi

Tre italiani di cui andare orgogliosi: Rita Fossaceca, 51 anni, dottoressa impegnata al servizio degli più bisognosi; Andrea Maffi, 40 anni, brillante tour operator e Maria Laura Satta, 71 anni, ex imprenditrice stimata da tutti. Rita, Andrea e Maria Laura non si conoscevano tra loro, ma in comune avevano l'amore per l'Africa. Ma qui, nel continente nero, hanno trovato solo la morte. Stesso terrificante destino: uccisi in Kenya, traditi dal personale di servizio che avevano generosamente accolto in casa.

Delitti di rara ferocia in cui - come nel caso della morte di Maria Laura - un ruolo decisivo lo hanno il giardiniere (arrestato ieri). Idem per la tragica fine di Rita e Andrea «colpevoli» di essersi fidati di individui, rivelatisi dei carnefici. Omicidi che si sono consumati negli ultimi due anni tra i villaggi di un triangolo infernale mimetizzato tra i paradisi di Mombasa, Malindi e Watamu. Assassinii accomunati da una crudeltà che ha impressionato gli stessi poliziotti kenioti. Pugnalate e colpi di macete. Decine di colpi inferti probabilmente sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. E, come nella classica tradizione dei libri gialli, il colpevole vestiva sempre i panni (anche) del maggiordomo o comunque del factotum assunto come «uomo di fiducia». Invece erano dei giuda senza scrupoli.

Nel caso dell'aggressione mortale alla signora Satta (il marito Luigi Scassellati, 72 anni, si è salvato per miracolo) l'unico - per ora - a finire in carcere, a 24 ore dal sanguinoso agguato, è stato il giardiniere che viveva in una depandance della villa acquistata due anni fa dalla coppia sassarese.

Dalla prima ricostruzione ufficiale l'uomo, durante l'assalto, era fuori casa: poco prima si era recato a messa. Ma è stato proprio lui ad aprire il cancello alla banda che poi ha infierito sui corpi della coppia italiana.

L'uomo finito in manette era d'accodo con i banditi? È stato lui a fare da basista per la rapina degenerata poi in omicidio? Se la magistratura keniota ha confermato il suo fermo, evidentemente, i sospetti su di lui sono forti. Nei delitti della dottoressa Fossaceca e del tour operator Maffi i responsabili furono individuati in breve tempo, indagando proprio sulle persone che erano più vicine alle vittime. E chi è «più vicino» di chi ha l'incarico di sbrigare le faccende domestiche? Luigi Scassellati, marito della donna uccisa, è ancora ricoverato al Mombasa Hospital: solo da poco si è ripreso dalle sadiche bastonate che i malviventi gli hanno sferrato sul viso.

«Io sono sopravvissuto, ma mia moglie non ce l'ha fatta - ha detto in un'intervista al sito Africa ExPress - e io mi sento in colpa. Sono stato io a insistere perché acquistassimo questa villetta in Kenya». L'arresto del suo domestico lo ha sconvolto: «Non posso credere che lui sia stato complice dei banditi. Era un uomo molto timorato di Dio. Andava regolarmente a messa. E con noi si è sempre comportato correttamente. Era ligio al dovere e ordinato».

L'identikit del perfetto maggiordomo. Vestito di bianco, ma forse con un'anima nera.