E ora i secchioni asiatici asfaltano i nostri studenti

I ragazzi cinesi e coreani, spronati dalle famiglie, alzano l'asticella delle scuole Usa. Provocando le proteste degli altri

Dopo alcuni suicidi di studenti nel New Jersey e a Palo Alto in California, l'America si accorge di essere immersa in un nuovo conflitto etnico: i giovani americani di origine asiatica (cinese, coreana e indiana) sono estremamente più bravi a scuola, impongono con le loro famiglie programmi sempre più selettivi e un ritmo che gli americani bianchi non riescono a tenere. Sempre più spesso, un adolescente americano fa crac e si uccide. Alcune scuole medie e high school alzano il livello in matematica, fisica e chimica. Altre, dove gli asiatici sono in minoranza, resistono con assemblee che chiedono una dimensione più umana, il tempo per lo sport, la musica, gli hobby e l'amore. È un problema che non nasce oggi, ma che soltanto adesso è diventato cruciale: gli asiatici americani sono il quattro per cento della popolazione totale, ma occupano più del venti per cento dei posti in tutte le graduatorie per le borse di studio e le ammissioni nei college. Come avviene sempre in America quando sorge un conflitto riconducibile alle etnie, molti si sono seriamente posti la domanda se gli asiatici siano una razza più dotata per genetica. E si è visto che no, il Dna non c'entra. I ragazzi e le ragazze di famiglia coreana, indiana e cinese crescono però in un ambiente severo, con genitori ossessionati dall'idea che i loro figli non riescano a cogliere i frutti del sistema scolastico che funziona ormai anche se non ovunque come una macchina da guerra.

Una delle scuole in cui la discussione è stata più tesa è la West Windsor Plainsboro, istituto del New Jersey con standard altissimi e dove gli americani «bianchi» in affanno e angoscia cercano di arginare le richieste crescenti degli asiatici di cui non sanno tenere il passo.

Il risultato è stato sintetizzato in una dichiarazione che suona così: questa è una scuola di eccellenza nel distretto scolastico cui appartiene. Gli alunni possono chiedere tutto l'aiuto, le ripetizioni, il sostegno morale e psicologico di cui hanno bisogno, ma non è obbligatorio studiare qui. Ci sono molte altre scuole più rilassanti e meno competitive. Chi non ce la fa qui, vada altrove.

È necessario un chiarimento sul sistema. Lo scopo di ogni carriera studentesca, dalla scuola materna «kindergarten», alla fine della scuola superiore, è ottenere l'ingresso in una università prestigiosa per entrare nelle liste dei giovani desiderati dalle aziende. I genitori americani, ancor prima che il figlio nasca, accantonano mese per mese le somme che dovranno pagare per la sua «education», l'istruzione. Ci sono oggi moltissime università pubbliche a costo quasi zero, ma che richiedono nelle loro application (domande di ammissione) l'intero curriculum dall'età di quattro anni in poi, oltre a notizie sulla vita privata, i gusti, gli sport, gli hobby, le attività sociali e di volontariato. Se uno studente parte fin da bambino con una media alta e la mantiene, non solo l'università sarà sua, ma anche i migliori posti privati e pubblici.

L'emergere prepotente di una élite asiatica preoccupa moltissimo gli afroamericani che già si sentono in fondo alla graduatoria, ma la crisi di nervi colpisce gli americani bianchi i cui figli perdono tempo con telefonini e Play Station, si soffocano di messaggi via Instagram e video, fanno sport e cercano a scuola di combinare il meno possibile. E quando proprio non ce la fanno più, si suicidano: più cresce la domanda di scuole selettive come le vorrebbero gli asiatici (chimica, biologia, fisica e algebra a livello universitario) più cresce l'ansia e crolla l'autostima. Gli studenti di famiglia indiana amici dei miei figli dormono quattro ore per notte e vivono sotto un controllo totale dei genitori. Alcune ragazze chiedono alle madri di combinare per loro un matrimonio socialmente giusto perché non hanno tempo da perdere con flirt, amori e disamori. La vita ruota intorno al «grade», il voto. Il voto più alto è una «A+» oppure cento centesimi. Quando uno studente porta una «A» senza la «+» in una casa indiana o coreana, scoppia una tragedia. Una «B», che è un ottimo voto, provoca devastazioni. Non parliamo di voti peggiori, impensabili.

I coreani si sono molto risentiti per la piega razziale che ha preso lo scontro perché non vogliono essere considerati delle diversità, sia pure eccellenti, ma persone semplicemente migliori degli americani bianchi. Una dottoressa di famiglia coreana scrive al New York Times che i suoi genitori hanno passato per anni giorni e notti ad aiutarla, a studiare con lei, a imparare le risposte che non conoscevano e sostenerla come mai saprebbero fare gli americani bianchi. Se non è un conflitto razziale, poco ci manca perché è uno scontro culturale e anche umano, affettivo psicologico. L'America è chiamata ancora una volta a domandarsi come vorrà selezionare la sua classe dirigente ed è stordita dai problemi più gravi come il terrorismo: non è ancora in grado rispondere. Le serie televisive si sono intanto adeguate dando vita a personaggi asiatici di successo: professori e psichiatri, sceriffi e giudici, scarsissimi i cattivi con gli occhi a mandorla.

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Commenti
Ritratto di Azo

Azo

Mar, 05/01/2016 - 08:58

Scusate tanto signori,"""QUANDO LA DISCIPLINA, IN UNA FAMIGLIA VIENE A MANCARE, È PIÙ CHE LOGICO CHE TUTTI I SIMBOLI CROLLANO"""??? Non c`è niente da meravigliarsi, è come il governo attuale Italiano, dove un ex capo di stato in PENOPAUSA,(NOVANTENNE), DOPO AVER VIZZIATO LE SUE CREATURE,"""FACENDOLE COMMETTERE LE PIÙ GRANDI MALVAGITÀ,ORA CERCA DI METTERE UN RIMEDIO"""!!! NON DOBBIAMO DIMENTICARCI CHE QUANDO A UN INFANTE SI DÀ UN INSEGNAMENTO DISCIPLINATO, """QUESTO RIMANE PER TUTTA LA VITA"""!!! PER QUESTO IN EUROPA ABBIAMO AVUTO LE BRIGATE ROSSE,(ROSSE, PERCHÈ FINANZIATE DAL COMUNISMO, MENTRE ORA ABBIAMO PURE GLI anti TAV E LE COOP-ROSSE, SEMPRE SOVVENZIONATE DAI COMUNISTI CHE SONO AL POTERE E CHE DI TUTTO FANNO PER METTERE IN SUBBUGLIO LA POPOLAZIONE, INCOLPANDO LE MAFIE DEI LORO MALFATTI!!! Il loro motto, è uno solo,"""quello di arricchire il più possibile, alle spalle della popolazione.

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Zagovian

Mar, 05/01/2016 - 09:16

Questo è un effetto collaterale del "multiculturalismo",la devastazione della "biodiversività" culturale.Macchine pensanti,in un "grande albergo" dove ti viene imposto di correre sempre di più,per pagare il conto!!!

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mar, 05/01/2016 - 09:39

qui non serve essere delle cime basta essere meridionali. Guarda i posti che occupano dalle loro parti e pure nel nord, sono 80% tutti di loro. Dirigenti di enti, insegnanti, impiegati quasi tutti di loro, come pure nelle banche questo al norditalia. I settentrionali se ci stanno sono veramente di una valutazione eccelsa, altrimenti non hanno scampo.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mar, 05/01/2016 - 09:42

dimenticavo > da noi si studia per quale politico è meglio che si possa appoggiare per una raccomandazione. Questo studiano ed i migliori sono della sinistra.Ecco perchè questi partiti ottengono tanti voti.

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acroby

Mar, 05/01/2016 - 09:53

Sono decenni che le sinistre appiattiscono verso il basso il livello dei nostri studenti. Niente meritocrazia, poco studio, università diventate parcheggi per nullafacenti. I risultati si vedono. Siamo un Paese allo sbando.

Luigi Farinelli

Mar, 05/01/2016 - 10:03

Un altro nodo che viene al pettine dopo decenni di ideologie progressiste, buoniste e lassiste applicate alle scuole con lo scopo di rendere la vita più facile e meno "stressante" ai bambini e ai ragazzi. La severità nell'insegnamento è stata abolita; la scuola femminilizzata per renderla più "dolce" (e i maschi hanno subito i danni maggiori in questo, tanto che ormai molti pensano ad un ritorno a classi separate); l'insegnante portato al livello degli studenti e a far evitare ogni sforzo: abolite poesie o brani a memoria, aritmetica e matematica divulgate con processi astrusi incapaci di titillare i centri logici del pensiero, abolizione del latino alle medie, dell'esame in terza elementare, del doppio esame in quinta; avversione di ogni "severità" (a scuola e in famiglia) e, dulcis in fundo, il tentativo di scimmiottare i metodi di insegnamento anglosassoni, affossando alfine anche in Italia un'altra delle nostre eccellenze passate.

Tergestinus.

Mar, 05/01/2016 - 10:10

E' quanto dico da sempre ai miei alunni: alle nostre porte premono masse di giovani che hanno motivazione, voglia di riscatto e spirito di sacrificio da vendere, e ci mangeranno vivi. Buon per loro, ma male non solo per noi, male per l'intera civiltà perché, come evidenziato dall'articolo, a questi asiatici rampanti interessano solo matematica, fisica e chimica, mentre di letteratura, arte, filosofia, musica non sanno che farsene. Anni fa parlai in treno con una cinese venuta in Italia, a Firenze, con una borsa di studio per studiare canto. Abitava a Firenze da un anno e conosceva solo la strada casa-conservatorio. Mai visitato un museo o una chiesa.

Ritratto di centocinque

centocinque

Mar, 05/01/2016 - 10:15

E' il risultato della non cultura del '68; comunque l'impegno scolastico degli Asiatici, finalizzato alla carriera personale ed al successo collettivo è una tradizione (si vedano in proposito anche alcune pagine del bellissimo libro di F. Thiess sulla guerra Russo Giapponese "Tsushima") Peraltro l'accesso a corsi di specializzazione anche in Europa è sovente vincolato alla presentazione di un curriculum scolastico di eccellenza con lettere di presentazione da parte dei docenti (esperienza personale)

Ritratto di enkidu

enkidu

Mar, 05/01/2016 - 10:31

questo è un bene: ora toccherà perdere l'insegnamento basato sulle moderne teorie egualitarie e mettersi a studiare modello scuola italiana degli anni 50-60. Tutti a capo chino sui libri ad imparare la grammatica e le tabelline a memoria.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mar, 05/01/2016 - 10:45

sono confuciani. Seri, come eravamo noi 100 anni fa. tutto qui

mariolino50

Mar, 05/01/2016 - 11:04

Quelli saranno bravi nel loro piccolo mondo, ma fuori sono dei perfetti idioti, i furbacchioni che hanno studiato meno se li mangiano a colazione, e li faranno lavorare per loro. Difficile che arrivi ai vertici veri gente con la mentalità così ristretta, il primo della classe serve a poco.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 05/01/2016 - 11:36

Quando Berlusconi andava a scuola era il primo della classe.

rokko

Mar, 05/01/2016 - 13:46

In America le famiglie accantonano risparmi da quando i figli sono piccoli per farli studiare nelle migliori università, da noi ci sono persone come mariolino50 che dice che chi ha studiato è un perfetto idiota e che chi studia meno se li mangia a colazione. Gli americani crescono del 2-3% l'anno, noi siamo in recessione o stagnazione perpetua.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 05/01/2016 - 17:12

@Tergestinus:....la tizia studiava canto(era di certo figlia i qualche "bel portafoglio" Cinese...),ma come tutti i Cinesi,guardava solo al sodo,ovvero il mezzo per procurarsi del denaro.Tutto ciò che è arte,storia,come un museo od una chiesa,per loro,è solo "vecchiume"...Li porti in un bel "centro commerciale" scintillante,con qualche trovata architettonica all'interno(tipo una cascata...),li porti in un "outlet",e loro sono felici e contenti.

mariolino50

Mer, 06/01/2016 - 08:26

rokko Mio caro, le risulta che chi comanda davvero sia stato mai un super studente, specialmente di materie scientifiche, due nomi Marchionne dottore in filosofia, Bill Gates nemmeno laureato, io mi riferivo a quelli, che fanno davvero carriera e soldi, gli studiosi sono in seconda o terza fila, e non parliamo dei politici. Gli americani crescono principalmente perchè hanno in certe cose il monopolio, tipo l'industria delle armi avanzate, e quello grazie ad aver vinto la guerra, poi bisognerebbe vedere i conti veri, loro pompano dollari a piacimento, qui i soldi li devi prendere in prestito dalla bce, prima crescevamo anche noi.

mariolino50

Mer, 06/01/2016 - 08:31

Zagovian Ha perfettamente ragione, anni fà sono stato in Cina, con la guida personale, eravamo in tre, e lo dicevano anche loro che erano stati in Italia a studiare la nostra lingua. Dicevano alcuni,voi tenete alle vostre antichità, qui spianano tutto e fanno centri commerciali e mac donald, tengono la muraglia cinese e poco altro, non piaceva nemmeno a loro che avevano visto Roma e Firenze, ma è così.

rokko

Gio, 07/01/2016 - 15:11

mariolino50, Bill Gates e Marchionne sono due persone. Al mondo siamo quasi otto miliardi, gli americani sono 300 milioni. Non so, vedi un po' tu.