Ecco come l'area dell'Expo diventerà una "base militare"

I soldati della caserma Perrucchetti di Milano sorveglieranno di notte i padiglioni che saranno visitati da milioni di turisti

Da grande sito espositivo capace di ospitare di giorno fino a 250 mila visitatori, Expo di notte si chiuderà ermeticamente come una base militare.

Circondata da filo spinato alto oltre tre metri, con una vigilanza armata lungo il perimetro, doppi controlli su tutti i mezzi diretti al suo interno per «rifornirla» di generi di ogni tipo. Tutte le informazioni rimbalzeranno poi a due centrali operative: una per l'ordinaria amministrazione in via Drago, una seconda, per la sicurezza, presso la caserma Santa Barbara sede del reggimento artiglieria a cavallo Voloire. Dove continuerà anche la gestione dell'operazione «strade sicure».

L'Esposizione sta diventando un'operazione di un'incredibile complessità, con migliaia di uomini chiamati a sovrintendere alla sua sicurezza. Stanno infatti già confluendo in città i primi rinforzi promessi dal governo: 2.250 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri e un migliaio di militari. Più la vigilanza privata che, come ha spiegato ieri il commissario straordinario Giuseppe Sala, saranno circa 750 per turno. Tra le varie società di vigilanza anche All System, la stessa sotto accusa per la «falla» che ha causato la strage in Tribunale due giorni fa.

«Ma sarà solo una delle otto ditte coinvolte» ha subito precisato Sala. Che poi ha ricordato come verrà articolato il sistema di vigilanza durante l'orario di apertura dalle 10 alle 23. Vale a dire guardie giurate in servizio ai quattro accessi pedonali attrezzati con raggi X e metal detector «Anche se contiamo di portare a dieci secondi i tempi di accesso, come sono riusciti a fare cinque anni fa gli organizzatori dell'Esposizione di Shanghai». Tutto attorno correrà una recinzione di filo spinato di 3 metri e 15 centimetri punteggiata da 2.500 telecamere. Ogni informazione verrà trasmessa alla centrale di controllo istituita presso la sede della Protezione civile di via Drago. Al tavolo siederanno rappresentanti delle forze dell'ordine, dell'esercito, dei vigili del fuoco, del 118, ma anche di Comune e Regione e delle municipalizzate preposto all'erogazione di servizi come luce, acqua, gas, asporto rifiuti, trasporti.

Ma dalle 23 alle 10, il sito passerà quasi interamente nelle mani dell'esercito, venendo sigillata e trasformata in una sorta di base militare. La stanza di controllo sarà in piazza Perrucchetti, sede del Reggimento artiglieria a cavallo Voloire dove già si coordina l'operazione «Strade sicure», 350 soldati saliti in questi giorni, e fino alla fine di Expo, a 600. Verranno destinati alla vigilanza «statica» ai cosiddetti «obiettivi sensibili» (sedi istituzionali, consolati, uffici commerciali stranieri, chiese, sinagoghe, moschee e soggetti a rischio) liberando così per altri servizi il personale delle forze dell'ordine. Alla sola sede espositiva verranno invece riservati anche gli alpini, i bersaglieri e i lagunari, oltre 600, in arrivo in questi giorni.

A loro toccherà il compito di vigilare 24 ore su 24 sui sette varchi «carrai» dove di giorno transiteranno operatori e delegazioni ufficiali. Ma, nel corso della notte, i circa 900 mezzi che provvederanno a rifornire l'enorme macchina organizzativa interna.

Un sistema sofisticato che inizia in un'area della Fiera Rho-Però dove dovranno fermarsi tutti gli autocarri, per venire ispezionati dai soldati. Usando tecnologie all'avanguardia, raggi X, metal detector, rilevatori di fonti di calore e di esplosivi.

Una volta avuto il via libera l'automezzo procederà lungo un percorso stabilito, sotto il controllo delle telecamere, fino a raggiungere uno dei varchi Expo. Qui sarà nuovamente fermato, i militari esamineranno i documenti per verificare se i dati forniti dal primo punto di controllo corrispondano. Poi, come si fa nelle basi in teatro di guerra, si procederà a una seconda ispezione esterna, per accertarsi che nessuno per la strada abbia attaccato ordigni magnetici alla carrozzeria. Procedure tipicamente militari e che solo i militari sanno compiere con la necessaria precisione.

Commenti
Ritratto di Jaspar44

Jaspar44

Sab, 11/04/2015 - 11:09

La sorveglianza militare è la CONSEGUENZA. La domanda ( che per il momento non trova risposta) dovrebbe essere: “Come mai ci siamo ridotti in queste condizioni?” Possibile che nessun si rende conto che sono le CAUSE che devono essere “combattute”? Ma quando il politicante sente “combattere” … spara la famosa e “sua” rassicurante frase: “Siamo contrari alla … guerra !”. Contrari alla “guerra”, ma costretti a mandare i militari !