"Ecco perché Latorre e Girone sono certamente innocenti"

Esce il libro "Il segreto dei marò", di Toni Capuozzo. L'inviato di guerra non ha dubbi: "Sono evidenti le responsabilità di politici e alti ufficiali"

Da oggi è in libreria "Il segreto dei marò" di Toni Capuozzo (Mursia Editore). Nel libro il giornalista Mediaset, autore e conduttore del programma di approfondimento del TG5 «Terra», non solo smantella le tesi indiane sulla colpevolezza dei marò, ma denuncia anche il distacco dei vertici politici e militari italiani colpevoli, di aver affrontato la vicenda come se Salvatore Girone e Massimiliano La Torre fossero due colpevoli anziché due innocenti. Ma Capuozzo - come leggiamo in questo estratto - punta anche il dito sugli alti ufficiali che continuano, nonostante le evidenti responsabilità nella vicenda, a venir promossi e far carriera.

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Perché hai scritto questo libro?

«Per dimostrare l'innocenza di Salvatore Girone e Massimiliano La Torre. È la tesi principale del libro e da quella discende tutto il resto, compresa l'insipienza di chi ai vertici delle Forze Armate e dello Stato doveva difenderli e non l'ha fatto. O l'ha fatto nel peggiore dei modi»

Secondo te alcuni alti ufficiali hanno fatto carriera nonostante vistose responsabilità nel caso...

«Responsabilità e mancanze sono evidenti. I due, tanto per dirne una, sono stati imbarcati senza telecamera e senza macchina fotografica. Ovvero senza le dotazioni fondamentali previste dagli standard internazionali per militari in servizio anti pirateria. Se avessero avuto quelle dotazioni non si troverebbero in questa situazione. La responsabilità non è né loro, né di qualche maresciallo, ma di chi ai vertici comandava quell'operazione»

E gli errori non si fermano lì...

«I vertici politici e militari si sono comportati come se Girone e La Torre fossero colpevoli e l'India un Paese di straccioni. Ad incominciare dalla decisione ignobile di offrire un risarcimento alla famiglia delle vittime. Con quel risarcimento politici e militari hanno pensato di cavarsela a buon mercato, ma hanno finito con l'ammettere indirettamente la colpevolezza dei nostri due militari».

Senza dimenticare il rapporto Piroli...

«Certo. Il Rapporto Piroli redatto dall'Ammiraglio Alessandro Piroli - responsabile del Reparto Operazioni dello Stato Maggiore della Marina e poi promosso a vice capo del Centro Operativo interforze - concede che la morte dei due pescatori sia collocata nell'incidente tra la Lexie e il St. Antony. Quel rapporto redatto accogliendo con superficialità le tesi indiane e fatto trapelare sulle pagine di Repubblica è oggi parte dell'impianto accusatorio. Ma è anche la prova che le nostre autorità si sono sempre comportate come se Girone e La Torre fossero non due innocenti, ma due colpevoli».

Perché?

«Per la convinzione di poter rimetter tutto a posto trattando in via amichevole con l'India. Dimenticando che nel Kerala la vicenda veniva usata a fini politici. Senza realizzare che in India c'era al potere una Sonia Gandhi a fine carriera accusata dai suoi nemici di aver sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti dell'Italia».

Il momento più vergognoso è la riconsegna all'India. Su chi punti il dito?

«Sul governo Monti nel suo insieme anche se alcune figure hanno responsabilità più gravi degli altri. Penso a Corrado Passera, allora ministro degli Affari economici. E al Ministro della Difesa Giampaolo De Paola che nonostante la divisa di ammiraglio vota nel comitato interministeriale la decisione di rispedirli in India».

Neppure il presidente Giorgio Napolitano fa una bella figura.

«La responsabilità di Napolitano non va sottovalutata. In quanto Presidente è anche capo della magistratura, eppure permette che quest'ultima abdichi all'obbligo dell'azione penale. Sarebbe bastata l'apertura di un'inchiesta con il ritiro del passaporto ai due marò per sottrarli alla responsabilità del governo sottoponendoli a quella della giustizia».

Ma non solo...

«A Giorgio Napolitano spetta da Presidente il comando delle Forze armate eppure viene meno al principio giuridico che esclude l'estradizione verso un Paese dove è prevista la pena di morte. L'India prospetta l'ipotesi un giudizio basato sul "Sua Act", il decreto anti pirateria in cui è prevista la pena di morte e noi paradossalmente gli consegniamo non due presunti terroristi stranieri, ma due militari italiani catturati mentre erano in missione per conto del governo. E come garanzia ci accontentiamo del pizzino consegnato a De Mistura dall'ambasciata indiana a Roma in cui si dice che la pena di morte viene applicata raramente».

Dal governo Renzi cosa t'aspetti?

«È partito con un fare decisionista annunciando l'arbitrato e nominando un legale inglese, poi s'è convertito all'idea di un negoziato basato su una sorta di patteggiamento ed infine è ripiegato nuovamente su un arbitrato che per Girone e La Torre rappresenterà l'ennesimo calvario».

Perché calvario?

«Perché ci vorranno non meno di tre anni e questo impedirà ulteriormente a Girone e La Torre di difendere il proprio onore di militari. Un onore che non si riassume solo nel dignitoso comportamento tenuto in questi lunghi anni, ma anche nella possibilità di dimostrare di aver agito da veri militari. Due militari che certamente non hanno sparato all'impazzata su dei pescatori inermi».

Commenti
Ritratto di centocinque

centocinque

Lun, 06/07/2015 - 11:54

Ho la sensazione che gli ultimi ripetuti rinvii dell'udienza siano tesi a favorire un'esfiltrazione.....

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 06/07/2015 - 13:54

Concordo con l'autore del libro. D'altronde è impensabile che una nave che si trovava locata in uno spazio e in un periodo di tempo diverso dal peschereccio dei pescatori uccisi, che si trovava in uno spazio di mare e in un periodo di tempo diverso dall'operazione anti pirateria attuata dai due marò fa a pugni con qualsiasi logica. Rimasi anch'io meravigliato che non furono fatte riprese video dell'intervento dei due marò, gli costava così tanto, allo Stato italiano, mettere un paio di telecamere per riprendere le situazioni anomale?

Tuthankamon

Mar, 07/07/2015 - 08:31

Sono riusciti a fare un caso di Stato dal nulla. L'inettitudine di tre governi in un solo evento ....

acam

Mar, 07/07/2015 - 08:44

qui vige una sola legge quella della marineria in acque internazionali vige la legge della bandiera battuta dalla nave attaccata se tre governi non son stati capci di metterci la propria faccia si vede da chi siamo governati, cari monti letta renzi

Ritratto di Otto-Volante

Otto-Volante

Mar, 07/07/2015 - 09:08

Capuozzo é uno dei giornalisti della "vecchia guardia" de ilgiornale, uno dei pochi con le palle... Da sempre! Che si parli di Ucraina, Russia o Italia dice sempre cose equilibrate supportate dai fatti. Ormai é rimasto il solo a dire la verità, anche sui Marò.

Sapere Aude

Mar, 07/07/2015 - 09:20

Ennesima prova che i nostri vertici militari – salvo casi rarissimi – sono degli emeriti quaquaraquà. Lo abbiamo dimostrato in guerra, lo reiteriamo in pace. Aggiungiamo che il ministro della Difesa è laureata in lettere, prestata alla politica, cos’altro possiamo aspettarci? Chi l’ha preceduta è laureato in filosofia, prestato alla politica – in un incontro sull’islam, presente Capuozzo che era andato giù duro sui vertici militari in Medio Oriente e Balcani – ha sentito il dovere di difendere l’operato ben oltre l’onere istituzionale. Fin quando ai vertici non si procederà a scelte che tengano conto delle reali capacità dei singoli, non aspettiamoci niente di meglio.

Beppe C

Mar, 07/07/2015 - 09:25

Ma se la E. Lexie ed il peschereccio erano locati in uno spazio di mare e di tempo diversi, cosa avrebbero dovuto riprendere le telecamere?

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mar, 07/07/2015 - 09:51

Gli alti rappresentanti dello STATO vendono o regalano i propri UOMINI, i propri ITALIANI. E anche qui la Storia si ripete. In Russia, scalzi, mal nutriti, mal gestiti. Oggi, li "regaliamo" come merce. C'E' SOLO DA VERGOGNARSI. E, a parte i MARO' NESSUNO STA PAGANDO per ALTO TRADIMENTO!!!

paco51

Mar, 07/07/2015 - 10:10

ancòra 8 settembre! i militari lasciati da soli! complimenti alla repubblica!

Ritratto di cangrande17

cangrande17

Mar, 07/07/2015 - 10:18

Mah. Capisco e condivido tutte le critiche ai pessimi politici e ai vertici militari totalmente incompetenti. Non capisco, però, dove siano le prove dell'innocenza dei due.

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 10:32

#Beppe C le telecamere sarebbero servite per immortalare la fantastica nave dei pirati contro la quale gli intrepidi marò ingaggiarono una furibonda sparatoria per salvare la petroliera. Faresti bene a leggere il demenziale comunicato dei marò inviato a Roma immediatamente dopo la conclusione dello scontro navale con cui gli sciagurati si vantavano dell'impresa di avere sparato contro "imbarcazione di piccole dimensioni" peraltro mirando in acqua. Peccato che l'ammiraglio Piroli abbia accluso al suo rapporto un fotogramma relativo a quella imbarcazione di piccole dimensioni da cui si evince, afferma l'ammiraglio, una singolare somiglianza con il St. Anthony...

Ritratto di Otto-Volante

Otto-Volante

Mar, 07/07/2015 - 10:33

@cangrande17... Guarda che l'innocenza NON DEVE ESSERE PROVATA!! SI É INNOCENTI FINCHÉ NON SI PROVA LA COLPEVOLEZZA! É IL FONDAMENTO DELLA GIUSTIZIA IN TUTTI I PAESI CIVILIZZATI... Proprio questo attesta l'innocenza dei Marò! Ed essendo la nave in acque internazionali l'India non ha nessun diritto a processare i Marò... Il giudizio de e avvenire in Italia. POI la giustizia deciderá SE sono colpevoli... Intanto la vigliacca India, NON FÁ il processo PERCHÉ NON HA LA MONIMA PROVA DI COLPEVOLEZZA!

mezzalunapiena

Mar, 07/07/2015 - 10:45

Perché meravigliarsi quando il custode o presunto tale della costituzione l' ha calpestata ignobilmente nominando tre presidenti del consiglio senza passare per il consenso popolare.

pipistrello88

Mar, 07/07/2015 - 10:52

conosco Capuozzo e Micalessin personalmnete e li stimo molto. Non si devono cercare le prove dell'innocenza dei ns due Fucilieri di Marina, ma si deve cercare di dimostrtare che loro non erano li in quel momento ed in quel luogo: e gli elemneti ci sono eccome!!. Nel diritto romano si chiama probatio diabolica : non posso provare ciò che non è! I ns ragazzi sono innocenti ed i ns vertici politici e militari si dovrebbero dimettere per la vergogna e l'ignominia! Purtroppo Badoglio continua a nascere in Italia!

gian paolo cardelli

Mar, 07/07/2015 - 11:00

Pontalti, l'incidente avvenne in acque internazionali, e comunque sia andata il processo andava tenuto in Italia, non in India.

Aleramo

Mar, 07/07/2015 - 11:08

I due fucilieri di marina sono certamente innocenti. Sono orami ampiamente note (tranne a chi non vuole vederle) le prove che indicano che la nave con cui si incontrò la petroliera italiana non era il St. Anthony. Fra l'altro, il vicecomandante della petroliera ha detto in due interviste (una a Repubblica, una a questo giornale) che il battello che tentò di avvicinarsi alla petroliera non era il St. Anthony, che quando si allontanò il suo equipaggio era tutto vivo e vegeto e in piedi il coperta, e che comunque i militari spararono solo in acqua. Solo l'incapacità italiana può avere lasciato che la situazione degenerasse fino al momento attuale. In tutto questo, gli unici che hanno fatto onore all'Italia con il loro comportamento dignitoso e fermo sono stati i due fucilieri di marina, degni eredi delle alte tradizioni del Reggimento San Marco.

Ritratto di primulanonrossa

primulanonrossa

Mar, 07/07/2015 - 11:11

In generale l'eterna strategia maledettamente vigliacca italica,in fatti internazionali e non solo, è sempre la stessa,dare addosso,colpevolizzare i nostri,militari e non, dato che i nostri politici,vertici militari ecc...all'estero non contano nulla qualsiasi cosa concessa,ripeto concessa,dalla controparte ad un'imputato italiano già battezzato colpevole, da noi per primi, verrebbe fatto passare come una grande vittoria diplomatica. Contrariamente,e di facile intuizione,se le nostre autorità (si fa per dire) si fossero battute fin dall'inizio come leoni per la loro innocenza (vabbé dai facciamo micetti) non avendo ottenuto nulla, tranne pernacchie, all'apparenza(in Italia conta solo quella) avrebbero fatto una figura peggiore dell'attuale.

Edmond Dantes

Mar, 07/07/2015 - 11:16

@Raoul Pontalti. Lei evince quello che non ha visto dalle affermazioni (magari non disinteressate) dell'ammiraglio che, dato il pregiudizio che caratterizza i suoi commenti, prende per oro colato. Quello che si evince dal suo post è solo lo stile da controinchiesta proprio di una sinistra che non ne ha mai azzeccata una da sempre ed ha contribuito ad individuare presunti colpevoli con conseguenze spesso tragiche (il commissario Calabresi, per dirne una). Per la serie: grazie all' "egemonia culturale" della sinistra l'imbecillità non è più una colpa di cui tacere ma un diritto da esibire. Ad maiora.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Mar, 07/07/2015 - 11:16

Rallegriamoci, tra poco festeggeremo una altro storico 25 luglio, solo che a pagare non saranno gli alti papaveri ma sempre il cornuto mazziato e tafazzato popolino.

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 11:20

gian paolo cardelli Tu parli di giurisdizione che è cosa diversa dal merito della vicenda. Nel libro propagandato dall'articolo si vuole sostenere l'innocenza degli sparacchiatori a vanvera sulla base di bufale che non stanno né in cielo né in terra. Ho già detto però in altri commenti che la giurisdizione secondo la maggior parte degli esperti di diritto del mare è concorrente, non potendosi assimilare a incidente di navigazione ex art. 97 UNCLOS una sparatoria compiuta da militari, quindi l'India può processare i marò, restando la sola carta dell'immunità funzionale dei militari la quale non può essere riconosciuta da un arbitrato ex UNCLOS, bensì dalla CIG dell'Aja o dalla stessa giustizia indiana.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mar, 07/07/2015 - 11:33

#Pontalti: da anni commenta e ancora poco ha capito o vuol capire della dinamica. Eppure è ampiamente descritta, commentata e ora, anche illustrata da Toni Capuozzo che a differenza di tanti scribacchini di turno è sempre stato in PRIMA LINEA. Nutro profondo RISPETTO per i NOSTRI MARO' che con alto senso dello STATO, quello che manca al Governo e vertici, stanno dimostrando che gli ITALIANI (pochi) hanno spina dorsale, dignità e ORGOGLIO!!

STEOXXX

Mar, 07/07/2015 - 11:41

povero capuozzo..crede ancora in babbo natale e nella befana !!!!

gian paolo cardelli

Mar, 07/07/2015 - 11:45

Pontalti, e chi l'avrebbe stabilito che una sparatoria compiuta in un contesto da accertare (attività quest'ultima squisitamente processuale) non rientri nel "any other incident of navigation concerning a ship on the high seas"? un "incident" indica qualsiasi cosa che esuli dal normale ovvero previsto andazzo della navigazione, e quanto avvenuto, COMUNQUE avvenuto, ci rientra in pieno!

gian paolo cardelli

Mar, 07/07/2015 - 11:49

Pontalti sempre: quanto al merito, se l'India ha distrutto tutte le prove a possibile carico la colpa è dei Maro'? inoltre la trasmissione della TV indiana che riprendeva il rientro del peschereccio ad un orario incompatibile con l'accusa è stata vista in tutto il mondo, quindi, fino a prova contraria (ditrutta dall'India, repetita juvant) qualsiasi accusa contro i due soldati è da considerasi una mera illazione.

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 11:58

Edmond Dantes di quale controinchiesta da parte mia vai cianciando? La controinchiesta la fanno i bufalai alla Capuozzo, alla Tronconi, alla Di Stefano, io mi sono limitato a sentire la campana ufficiale indiana (Polizia del Kerala, Corte suprema indiana) , poi quella ufficiale italiana (Marina militare, Ministro della difesa, viceministro Staffan de Mistura), poi ancora quella ufficiosa italiana (Piroli e Abbo) e infine le esternazioni di Noviello (al comando della Enrica Lexie al momento del fattaccio) e dei marò e sulla base di tali fonti sono giunto alla conclusione scontata che i marò spararono e uccisero. Punto. Poi seguono le questioni di diritto internazionale che gli italici furbacchioni manipolano come si trattasse del gioco delle tre carte finendo regolarmente sbugiardati. Sono stufo infine di ripetere che non sono compagno né islamico ma fascista e cattolico.

Ritratto di primulanonrossa

primulanonrossa

Mar, 07/07/2015 - 12:13

Un'esempio a conferma di ciò che dicevo prima, chi fu la prima ad essere colpevolizzata nella strage di Ustica ? L'Itavia (cedimento strutturale si disse),inquisita,fatta fallire,circa 1500 persone senza lavoro da un giorno all'altro, poi non centrava nulla, se riflettiamo un'attimo di casi attinenti c'è ne sono tantissimi e tutti per lo stesso motivo,il nulla dei nostri amministratori pubblici.

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 12:13

Franco_I la dinamica la trovi sul video del capitano di fregata Diego Abbo (anche se a me fa sorridere l'ipotesi dei colpi di rimbalzo) che comunque per il primo terzo, dove narra come le due navi ebbero a incrociarsi e sui probabili motivi per i quali i marò deciso di sparare, è accettabile in quanto basato su due documenti, uno pubblico costituito dal demenziale comunicato con cui i marò si vantarono di avere sparato e l'altro riservato costituito dal rapporto di Latorre per l'IMO. Dinamiche coinvolgenti navi o imbarcazioni diverse dalla Enrica Lexie e dal St. Antony non reggono al primo esame serio. Ricordo infine che la bufala del calibro 7,62 o similare repertato sui cadaveri dei pescatori si trova appunto solo su siti bufalai e non è sostenuta da alcuna fonte ufficiale o ufficiosa italiana.

scarface

Mar, 07/07/2015 - 12:17

Ancora una volta l'oracolo raoul dimostra di avere visto cose che noi umani neppure possiamo immaginare. Non solo evidentemente era anche sul posto ove sono avvenuti i fatti, ma evidentemente è in possesso di prove schiaccianti che lui e solo lui conosce. Propongo alla magistratura indiana di contattarlo in modo da chiudere definitivamente , senza ombra di dubbio alcuno, questa vicenda.

STEOXXX

Mar, 07/07/2015 - 12:28

gli indiani stanno rinviando continuamente il processo per evitare che, visto il reato di cui sono accusati, il tribunale potrebbe anche condannarli a morte... e allora che farebbe renzi...ridere i polli !!!

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 12:30

gian paolo cardelli è semplicemente una bufala che l'India abbia distrutto le prove, perché prove inesistenti è impossibile distruggerle, e le altre non sono distrutte: i corpi dei pescatori non furono cremati come insistono a raccontare i bufalai ma sono sepolti dal 17 febbraio 2012 nel cimitero di Kollam; il peschereccio non fu distrutto ma affondò per un fortunale in porto a Neendakara dove si trovava sotto sequestro, fu rimesso in galleggiamento e ora sta tranquillamente marcendo essendo fatto di legno, ma va detto che perizie indiane e controperizie italiane furono espletate già nel febbraio e nel marzo 2012; i proiettili estratti dai corpi e dallo scafo sono agli atti, così come la perizia balistica e i referti autoptici. Infine l'orario di rientro a Neendakara (non a Kochi! e nemmeno da Kochi!) del St. Anthony è perfettamente compatibile con il luogo del fattaccio.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mar, 07/07/2015 - 12:41

#Pontalti: Solo una su tutte: la nave è stata fatta attraccare con l'inganno e strano ma vero, i signori Indiani hanno deliberatamente distrutto prove ancor prima di iniziare un processo che a oggi slitta da 3 anni. Cosa facciamo, diciamo pure che le prove le hanno distrutte dietro lauto compenso??? Beh, per un Paese che lascia impuniti stupratori di bambini che quasi giornalmente accade, ogni altro commento è superfluo. Per il resto si è liberi di pensare o di convincersi della propria teoria. Le ricordo, ancora una volta, e sicuramente non è un caso, che il Sig. MONTI, per motivi mai spiegati ha negato la consegna di elicotteri Augusta proprio all'india in quel periodo. Poi......faccia Lei.

Ritratto di BenFrank

BenFrank

Mar, 07/07/2015 - 12:57

Ecco perchè Monti e compagnia massonica andrebbero messi in galera, altro che senatore a vita: lavori forzati a vita!

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 12:58

scarface nemmeno i bufalai erano sul posto...E nemmeno i giudici sono mai sul posto a osservare lo svolgersi reale del delitto su cui poi sono chiamati a giudicare ed emettere sentenza. Però in conformità con Vittorino e Cicerone io sostengo che si peperit cum viro concubuit (se partorì giacque con un uomo) e per supporre l'avvenuto coito non ho bisogno d'averlo visto, bastandomi l'esito del parto. Se degli allucinati raccontano di avere sparato ai pirati in un mare dove di pirati non se ne sono mai visti e subito dopo si rinvengono sopra ad un peschereccio sforacchiamenti da proiettili da guerra e cadaveri crivellati devo immaginare alla scarface che gli allucinati spararono ai pirati ancorché fantasmi e i pescatori furono vittime di faide con la polizia dello Sri Lanka (mille miglia di distanza) o di marinai greci sbronzi di ouzo...

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mar, 07/07/2015 - 13:06

#Pontalti: visto che Lei è ben informato e a conoscenza di atti, cosi sembra, perchè non da il Suo contributo per chiudere la vicenda e la facciamo finita?

gian paolo cardelli

Mar, 07/07/2015 - 13:07

Pontalti, l'incidente, secondo le Autorità indiane, avvenne alle 16.30, ed il peschereccio rientrò dopo le 23.00, sempre secondo le autorità indiane: sette ore per percorrere venti miglia, cioè il peschereccio, che poteva andare a quasi dieci nodi, viaggiò a tre nodi scarsi con dei feriti a bordo? se questa è "compatibilità"...

FedericoLanzone

Mar, 07/07/2015 - 13:20

Buongiorno, mi scusi Sig. Pontalti, leggendo i suoi post si nota che i due Maro' sono colpevoli al 100%. Mi può spiegare dalla sua autorevole posizione , come mai non hanno ancora processato i due militari?

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 13:48

gian paolo cardelli parafrasando Wittgenstein diciamo che di ciò che non si conosce non si deve parlare...20 miglia? Ma Tu fai orrenda confusione tra la distanza dalla costa e la distanza del porto raggiunto! Se ad es. stai al largo di Follonica, a 20 mn dalla costa, non sei a 20 mn dal porto di Civitavecchia! Il fattaccio avvenne secondo i marò al largo di Allepey e il peschereccio attraccò poi a Neendakara dove tuttora si trova a marcire. Se ascolti poi i bufalai alla Capuozzo che collocano lo scontro nei pressi di Kochi tra St. Antony e Olympic Flair e ad un'ora diversa, a che ora sarebbero dovuti giungere in porto i pescatori? Quando si discute su queste cose il primo atto è verificare su carta geografica lo scenario supposto per riscontrare distanze e tempi per coprire le distanze stesse.

Edmond Dantes

Mar, 07/07/2015 - 13:49

@Raoul Pontalti. Il problema non è quello che lei è, liberissimo di definirsi fascista e cattolico, ma quello che lei dice che purtroppo ha tutte le caratteristiche di una controinchiesta pregiudiziale, sia per le fonti che per la conclusione che rimane la "sua". O lei ha il gusto del bastiancontrario o non si accorge di deragliare sempre nei vizi della sinistra affetta da malafede. Ad maiora.

scarface

Mar, 07/07/2015 - 13:53

@raoul, le ripeto: se è a conoscenza della verità dia il suo fondamentale contributo al fine di chiudere per sempre questa storia. Altrimenti la sua è e rimarrà una sola opinione al pari di tante altre e lasci ai giudici emettere sentenze definitive. O per caso a tempo perso esercita la giurisdizione ?

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 13:54

FedricoLanzone la risposta Te la dai da solo leggendo gli articoli dei giorni scorsi sui rinvii delle udienze da parte di Corte suprema indiana e Tribunale speciale che deve giudicare i marò. Ti aiuto comunque: la giustizia indiana nella vicenda è paralizzata dagli avvocati dei marò con continui ricorsi a raffica ai fini di una difesa DAL processo anziché NEL processo. Se si è innocenti che problemi vi sono ad affrontare il processo e far emergere la propria innocenza?

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 07/07/2015 - 13:58

Beppe C, avrebbero dovuto riprendere l'incontro con l'ALTRO peschereccio, avvenuto in ora diversa e in luogo distante dal caso del peschereccio con i due morti. In quelle acque gli scontri armati e la pirateria sono all'ordine del giorno. Credere che il caso della Lexie sia stato l'unico quel giorno, risoltosi senza problemi, è puro ottimismo. La Lexie è alta almeno 30 metri e il peschereccio colpito era alto poco più di due metri. La traiettoria dei proiettili era orizzontale e non erano proiettili del tipo usato dai marò. Se fossero stati i marò i colpi sarebbero stati dall'alto in basso e i poiettili trovati sarebbero stati dei marò, cosa che non è avvenuta.

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 07/07/2015 - 14:07

cangrande17, vuole la prova dell'innocenza dei due marò? La Lexie quando è avvenuto l'incontro con il peschereccio, in rotta di collisione con lei, era a 20 miglia dalla costa e l'ora era verso le 15 del pomeriggio, l'incidente è stato omunicato subito dopo sia al centro antipirateria in Somalia, sia al nostro comando, sia alle autorità del Kerala. Il peschereccio con i due morti erano a soli tre miglia dalla costa ed erano le 21 di sera. La posizione della Lexie è dimostrata dai rilevamenti satellitari, quella del peschereccio indiano colpito dal radiotelefono usato subito dopo l'attacco dal capitano e dal suo rientro in porto alle 22 di sera, tutto confermato dallo stesso capitano a una televisione locale verso le 24. Un'ora di tepo per rientrare vuol dire che si fa un miglio marino (cioè quasi due chilomentri) ogni 20 minuti, se avesse dovuto ritornare da dove si trovava la Lexie nemmeno con un motoscafo super veloce ci sarebbe riuscito a farlo.

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 07/07/2015 - 14:19

Parlare di processare i due marò in India non ha nessun senso. Erano in acuqe internazionali e su territorio italiano, inoltre non sono due privati cittadini qualsiasi, sono due soldati, cioè facenti parte di un Istituzione italiana. Processarli vorrebbe dire come se si processasse l'Italia e l'intero popolo italiano. Ammesso e non concesso che siano colpevoli, l'India al più può chiedere che vengano processati in Italia e pagati i danni alla loro nazione, sempre che sia provata la loro responsabilità. Infine sia l'India che l'Italia hanno firmato un Trattato Internazionale per azioni contro la pirateria e con l'utilizzo, appunto, di soldati, anche su navi civili. L'averli attratti con l'inganno, arrestati, sequestrate le loro armi e trattenuti i due marò in India è fuori da tutte le convenzioni Internazionali, sono puri atti di pirateria da parte indiana.

Ritratto di Nazario49

Nazario49

Mar, 07/07/2015 - 14:29

La furbizia dell'India sta nel non giudicare e condannare... Perché, se lo facesse, dovrebbe essere costretta ad attuare l'accordo sottoscritto bilateralmente, fra talia-India, che impone ai condannati di questi paesi di scontare la pena in Patria. Accordo che fu ratificato dalle Camere con DdL 5521A 17/10/12. Accordo che, oggi, non può esercitarsi, perché si è in attesa giudizio.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mar, 07/07/2015 - 14:35

#Stock47: nemmeno i rilevamenti satellitari, l'ora, le miglia e quant'altro possono convincere chi è convinto. Nemmeno chi era a bordo può dire la sua e nemmeno Toni Capuozzo che stimo come giornalista serio. Qui si commenta per sport e/o ideologie proprie. Ed è anche per questo che MERITIAMO CHI CI GOVERNA. E' come una partita di pallone: tutti sono tecnici!!!

gian paolo cardelli

Mar, 07/07/2015 - 14:47

Pontalti, io mi sono basato su quello che ha dichiarato il comandante del peschereccio, che ha fornito DUE posizioni differenti ed incompatibili entrambe con l'evento, ed entambi incompatibili con l'ora del fatto e l'ora del rientro in porto, avvenuto BEN DOPO IL TRAMONTO, mentre l'unica cosa sicura è che la posizione della Lexie era a VENTI MIGLIA dalla costa, e quasi in linea retta con il porto indiano di attracco. Forse non le è passato per la testa che prima di scrivere abbia dato un'occhiata alla cartina geografica, che dice?

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 15:39

Sì certamente! Dopo le cellule nucleari (che non si è capito se siano radioattive o meno) nel caso Bossetti, la lingua islamica (che non è chiaro se sia comprensibile come la lingua cattolica) e il wahhabismo (il cui fondatore nacque nei primi anni del sec. XVIII) che si misura con lo sciismo nel medio evo (!) nei commenti sulle attività di ISIS, l'impareggiabile stock47 (gradi alcolici) oggi ci stupisce collocando addirittura in Somalia il Centro internazionale antipirateria che corrisponde a collocare a Bagheria la Direzione Investigativa Antimafia (DIA). Non sa mai di cosa parla quest'uomo e però ne parla...

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mar, 07/07/2015 - 15:54

#Pontalti: almeno con il Suo ultimo commento è riuscito a strappare un sorriso. Mi è sembrato l'uomo ragno. Poi, eventualmente se lo desidera, mi spiega cosa c'entra la DIA, Bagheria, ecc. ecc.

Ritratto di cangrande17

cangrande17

Mar, 07/07/2015 - 16:47

stock47: allora perchè non l'hai scritto tu il libro invece di far arricchire ulteriormente Toni Capuozzo?

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 07/07/2015 - 18:39

Ha parlato Public Relation, l'anti italiano e islamico per eccellenza, ma vatti a nascondere!

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 08/07/2015 - 00:14

cangrande17, non scrivo libri e non m'interessa scrivere libri, il tuo è spirito da peracottaro su delle verità elementari. Non ti piace l'Italia, il popolo italiano e l'esercito italiano? Emigra e togliti dai cog.....!

Ritratto di abj14

abj14

Mer, 08/07/2015 - 11:01

Pontalti 11:58 dixit : "Sono stufo infine di ripetere che non sono compagno né islamico ma fascista e cattolico" - - - Zio Benito si sta scompisciando con le lacrime agli occhi dal tanto ridacchiare.

Ritratto di abj14

abj14

Mer, 08/07/2015 - 11:15

Pontalti 12:58 dixit : "si peperit cum viro concubuit (se partorì giacque con un uomo) e per supporre l'avvenuto coito non ho bisogno d'averlo visto, bastandomi l'esito del parto". - - - Ma … il parto non spiega con che uomo la partoriente citata ha avuto il coito.