Le trame di D'Alema contro Renzi

D'Alema in campo per far cadere Renzi. Quei tre incontri anti-riforma e le telefonate per la Raggi

Massimo D’Alema smentisce ma Repubblica rilancia. Il giorno dopo la pubblicazione del retroscena che vede l’ex premier impegnato per la sconfitta del Pd renziano alle Comunali e al referendum costituzionale di ottobre, il giornale diretto da Mario Calabresi rivela nuovi particolari che confermerebbero come D’Alema stia tramando contro Matteo Renzi.

D'Alema in campo per far fallire il referendum

Sarebbero tre le riunioni in cui D’Alema avrebbe confidato a colleghi e intellettuali la sua intenzione di dar vita a dei comitati per il No autonomi da quelli già costituitesi. Il primo incontro si sarebbe tenuto a Bari con i fedelissimi dove avrebbe detto: "dobbiamo organizzarci sul territorio, così come faceva il Pci negli anni '50" così da "far cadere Renzi a qualunque costo perché la riforma è un pasticcio, è un presidenzialismo mascherato e senza alcun contrappeso". Un secondo incontro sarebbe avvenuto alla presenza di Bobo Craxi, leader della corrente Area socialista che dentro il Psi di Nencini si oppone alla riforma costituzionale, a cui D’Alema avrebbe sottolineato"il dilettantismo con cui Renzi ha immaginato la regola del limite dei due mandati a Palazzo Chigi. Confonde premierato e sistema presidenziale". Il terzo e ultimo incontro si è tenuto lunedì sera, nella sede di Italianieuropei, a cui hanno partecipato anche i membri della Fondazione presieduta da D'Alema e dell'associazione Magna Carta del senatore Gaetano Quagliariello (la principale gola profonda di Repubblica).“Repubblica ha l'elenco completo dei partecipanti alla riunione e ha contattato tre di loro per verificare l'esattezza delle frasi pronunciate da D'Alema su Renzi, sul ballottaggio romano, sul referendum costituzionale. Tutte queste fonti hanno offerto una versione univoca delle dichiarazioni dell'ex premier”, scrive il quotidiano di Carlo De Benedetti. Al termine della riunione il ‘lìder Maximo’ della sinistra avrebbe aggiunto:"Se vince il Sì al referendum me ne vado dal Partito democratico", prefigurando la scissione. Per D’Alema, poi, “è fondamentale – riportano la sconfitta di Renzi a Milano e Roma. Solo così si può ricostruire un campo del centrosinistra” tanto che avrebbe telefonato per due volte al critico d'arte Tomaso Montanari per convincerlo ad accettare l'offerta del Movimento 5Stelle di entrare nella prossima giunta di Virginia Raggi come assessore alla cultura. Offerta che, però, Montanari avrebbe declinato.

Commenti
Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Gio, 16/06/2016 - 12:57

D'Alema è un grillino. Svolge nel PD, dall'avvento del ragazzo fiorentino, la stessa funzione. Rottura. Di che cosa vedete voi. Non si rassegna, baffino, a vedere il suo amato partito comunista, già di Togliatti e Berlinguer, trasformarsi in un partito socialdemocratico. Sull'argomento il PCI ha già discusso, a lungo.