Effetto Ruby: in Procura volano gli stracci tra pm

Violento scambio di mail al vetriolo, Spataro contro la Boccassini e Repubblica

Inevitabilmente, la «botta» della sentenza Ruby fa sentire i suoi effetti anche all'interno della magistratura. Nessuna dichiarazione ufficiale: ma nei corridoi degli uffici giudiziari (a Milano, e non solo) le toghe non parlano che della clamorosa assoluzione in appello di Berlusconii. E se ne parla con franchezza quasi brutale anche all'interno delle mailing list interne alla categoria. Dal fronte uscito sconfitto dal processo (l'asse tra Ilda Boccassini e il capo della Procura, Edmondo Bruti Liberati) parte un siluro contro il Consiglio superiore della magistratura, che viene accusato di avere indebolito - avviando il procedimento disciplinare contro la Boccassini e Bruti poco prima della sentenza Ruby -la procura milanese, per rendere possibile l'assoluzione del Cavaliere. Accusa pesante. Dal fronte opposto si risponde con altrettanta asprezza. Insomma: volano gli stracci.

A lanciare l'attacco è il nuovo procuratore di Torino, Armando Spataro, che da sempre mal sopporta la Boccassini. Il giorno dopo della sentenza, legge su Repubblica un articolo che citando fonti anonime ma immaginabili della Procura di Milano lancia la tesi del complotto: «Chi sta con Bruti e Boccassini - scrive il quotidiano - è convinto che a Roma non sarebbe andata come è andata - gli atti per entrambi ai titolari dell'azione disciplinare - se non ci fosse stata la voglia di colpire Milano proprio alla vigilia della sentenza Ruby». Spataro si infuria, scrive all'autrice che «già la tecnica dell'anonimo è fortemente criticabile specie in relazione a fatti così importanti», e poi attacca: «Autorizzo a girare questo mio commento all'anonimo o agli anonimi: penso che quell'affermazione (che tra l'altro allude alla permeabilità dei componenti il collegio che ha assolto B.) sia semplicemente ridicola, forse più della teoria che vuole le Twin Towers abbattute dalla Cia. La mia solidarietà dunque per queste anonime offese sia a tutti i componenti del Csm (comunque abbiano votato) sia ai componenti della Corte d'appello di Milano che ha emesso la sentenza».Chiamata in causa da Spataro, la giornalista di Repubblica rifiuta di indicare le sue fonti: «Rivendico il diritto, soprattutto in tempi di azioni disciplinari facili, di riprodurre un virgolettato anonimo in un articolo». Spataro si arrabbia ancora di più: ed è chiaro che nel mirino più di Repubblica sono i suoi contatti all'interno della Procura di Milano. «Quando certi politici parlavano di giustizia a orologeria noi potevamo denunciarne la strumentale aggressione. Ma sempre noi - diversi da loro - possiamo definire ad orologeria le decisioni del Csm. Da non crederci!».

Accanto a Spataro scende in campo uno dei membri del Csm che ha deciso l'esito del «caso Milano», Paolo Carfì: che pure fu giudice del processo intentato dalla Boccassini a Cesare Previti, e accolse in pieno le sue tesi. Ma stavolta prende di petto la faccenda: spiega di sperare che la ricostruzione di Repubblica sia frutto di «una qualche incomprensione tra l'articolista e gli anonimi magistrati della Procura di Milano», ma poi aggiunge che in caso contrario «bisognerebbe concludere che c'è negli uffici giudiziari di Milano chi ritiene che la sentenza di assoluzione di Berlusconi non sia stata assunta in piena libertà dal collegio giudicante e che tra il Csm e la Corte d'appello di Milano sarebbe intercorso un filo rosso avente per fine ultimo la normalizzazione degli uffici giudiziari milanesi, in primis la Procura della Repubblica. Il che prima che offensivo è incredibilmente ridicolo». Dopodiché Carfì si spinge ancora più in là, e se la prende anche con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nel pieno della discussione al Csm del «caso Milano» era intervenuto con una lettera in aperta difesa di Bruti Liberati: «Certo non ha aiutato il tutto sommato inutile (rispetto alla materia del contendere) messaggio del presidente della Repubblica e la gestione che del medesimo se n'è fatta».

A togliersi un sassolino contro la Boccassini è anche Ferdinando Pomarici, grande vecchio della procura milanese: che affronta direttamente il tema per cui la Boccassini è finita sotto procedimento disciplinare, ovvero il pervicace rifiuto di fare circolare le notizie all'interno del pool antimafia e di comunicare le indagini alla Dna, la Procura nazionale antimafia. Il magistrato della Dna che aveva accusato la Boccassini, Filippo Spiezia, ha dovuto lasciare il posto dopo la furibonda reazione della dottoressa. E al suo posto a tenere i rapporti con Milano è arrivata Anna Canepa, leader di Magistratura Democratica e buona amica di Ilda. Al Csm, la Canepa, la Boccassini e Bruti Liberati hanno cercato di spiegare che a Milano va tutto bene, e che comunque una certa riservatezza fa parte delle tradizioni del pool antimafia meneghino. Ma Pomarici, che era capo dell'antimafia appena prima della Boccassini, insorge con una mail: «Per debito di verità, essendomi già doluto con Anna Canepa della rappresentazione non corretta della situazione, contesto assolutamente che sotto la mia gestione ci fossero delle criticità nell'inserimento dei dati per quanto concerne la Dda di Milano. Ignoro, e non mi interessa sapere, quale sia la situazione attuale, ma le mie disposizioni puntualmente attuate erano univoche: tutte le informative della polizia giudiziaria con i relativi seguiti, tutte le richieste di misure cautelari, tutte le relative ordinanze, tutte le sentenze di primo grado sono state inserite in banca dati e in tempo reale e trasmesse alla Dna. Chi riferisce di cose diverse afferma il falso, e viene da chiedersi il motivo. Ed eguale circolazione di informazioni è stata ovviamente assicurata all'interno della dea i cui magistrati ricevevano semestralmente relazione completa su tutte le indagini assegnate agli altri colleghi sul loro sviluppo e su tutti i nomi delle persone sottoposte a indagini». Esattamente ciò che la Boccassini è accusata ora di non avere fatto, e perciò rischia il procedimento disciplinare.

Commenti

honhil

Mer, 23/07/2014 - 11:08

Ce n’è d’avanzo, ed è tutta roba indigeribile. Ma il quadro sembra essere esaurientemente chiaro: alla procura di Milano c’era e c’è un enorme conflitto d’interesse: tra gli stessi pm, i pm e il capo della procura, e tra i singoli pm e le varie inchieste che sceglievano di portare avanti, per il semplice piacere di farlo e di annientare, per ideologia o odio personale, il malcapitato di turno. I doveri d’ufficio, a quanto pare, venivano ammucchiati in un cantuccio: a fare la muffa. Mentre la prevalenza, di scegliere da quel traboccante paniere di leccornie varie rappresentato dall’obbligatorietà dell’azione penale e dalle evenienti ipotesi di reato, era soltanto personale. Ed il gioco è stato bello finché è durato e poi, per cause tutte interne a quella procura, il bubbone è scoppiato. Le tensioni a lungo accumulate, le aspirazioni di carriera frustrate, le luci della ribalta negate e le tante acrimonie che rovinano anche i più felici dei matrimoni, alla fine l’hanno avuta vinta e la fune ha preso fuoco. Nonostante l’intervento autorevole del primo pompiere d’Italia. Ed ora è soltanto l’ora dei regolamenti dei tanti conti rimasti a lungo in sospeso. Con l’ozioso pretesto di continuare a guardare sotto le gonne di Ruby.

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Mer, 23/07/2014 - 11:25

...Lo sappi il CSM! I compagni che sbagliano, per quieto vivere, vanno premiati. Nessuna riforma della Giustizia potrà dare i frutti sperati dai cittadini, se prima non si procede alla "impossibile" riforme delle coscienze di chi quest'Ordine compone. Rimane, dunque, un male inguaribile.

Triatec

Mer, 23/07/2014 - 11:48

Se da questa procura dovesse uscire tutto il marcio che è stato accumulato negli ultimi vent'anni, bisognerebbe girare con maschere antigas in tutta Italia, isole comprese.

lento

Mer, 23/07/2014 - 11:50

Se non dicevano questo se non dicevano quello se il processo si faceva a Roma se il giudice ara quello e non questo se quella parola non si diceva era meglio per fottere l'imputato etc etc etc .Ma annate a fare in cxxx tutta la magistratura.L'unica cosa sensata sarebbe ripartire da capo con voi magistrati, vi dovreste laureare veramente !!!

maubol@libero.it

Mer, 23/07/2014 - 12:26

Basta: non siamo il paese dei balocchi. Il Csm dov'è? E' ora che a Milano si faccia pulizia. Cosa devono combinare ancora questa signora e il suo capo? Mln buttati nel cesso, sputtanamento a 360° di Berlusconi, ed è finta a tarallucci e vino?

agosvac

Mer, 23/07/2014 - 12:47

"l'un contro l'altro armati" questa è la visione che stanno dando i magistrati di fronte all'opinione pubblica. Si stanno scannando a vicenda invece di fare mea culpa per le corbellerie di un processo che neanche si sarebbe dovuto fare! E siamo solo agli inizi perché ancora non si sa cosa potrebbe succedere quando la corte europea comincerà ad esaminare il processo in cui Berlusconi è stato condannato per una frode fiscale mai provata e solo presunta!!! Frode fiscale a carico del maggior contribuente italiano, mica contro uno che non paga le tasse!!! Credo che si prospettino tempi duri per certa magistratura che invece di amministrare la Giustizia cerca solo di colpire "avversari" politici. In un paese serio, dove la Giustizia è una cosa seria e viene amministrata seriamente, a quest'ora la signora boccassini sarebbe sotto inchiesta.

giovauriem

Mer, 23/07/2014 - 12:47

ma veramente state parlando della procura della repubblica di milano e dei suoi magistrati? oppure di una cupola di delinquenza organizzata con i suoi adepti,ma a chi spetta ripulire e sturare questa fetida cloaca? al mondo non esiste nessun organo,politico,giuridico,scientifico professionale,ecc. che non deve dar conto a nessuno come la magistratura italiana,anche se di questo passo la magistrtura si autoestinguerà,altro che volar stracci qui a breve volano le lupare

meverix

Mer, 23/07/2014 - 13:12

Del caso Ruby non me ne è mai fregato nulla. Le uniche domande che mi sono posto è come mai dei funzionari della questura avrebbero dovuto mentire e come mai Ruby non si fosse presentata al processo come parte lesa dicendo "Il Berlusca è stato a letto con me" o "mi ha violentato quando ero ancora minorenne".

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Mer, 23/07/2014 - 13:16

La, boccassini e bruti liberati (minuscolo voluto) qui in Germania avrebbero una Splendida Carriera davanti a loro, infatti loro in un Paese dove la Democrazia e la Giustizia vengono rispettate sarebbero gia in Galera da Decenni e vedrebbero il Sole a Scacchi!. Quello, che é successo negli ultimi 20 anni in Italia, non ha niente a che vedere con un Paese dove cé la Democrazia, infatti in Paesi Democratici chi Intercetta un Premier nelle sue mura private Rischia di andare in Galera per Decenni,é quello che Napolitano ha permesso a questa Magistratura di fare; si conosce solo dai Paesi dove ci sono Dittature é non la Democrazia, é chi dice che in Paese serio Berlusconi sarebbe in Galera capovolge tutto il Sistema Democratico su di cui é fondata la Nostra Costituzione, é un Cittadino dovrebbe andare in Galera per le prove che ci sono, é non per quello che i Giudici e Magistrati inventono!; ma che Paese? é quello in cui un Capo di Governo deve temere dalla Giustizia che questa compri Puttane e Mafiosi per Infangarlo?!callunniarlo?! é insultarlo?!.

Ritratto di Farusman

Farusman

Mer, 23/07/2014 - 13:19

Me l'aspettavo. Era inevitabie e prima o poi doveva succedere: scontro di protagonismo tra soggetti affetti da delirio di onnipotenza

Paolo Preti

Mer, 23/07/2014 - 13:32

Guai a chi si mette contro Berlusconi...

giottin

Mer, 23/07/2014 - 13:40

Su su kompagnoski, non avete nulla da dire????? Ma non le solite stronzate, qualcosa di sensato!!!!

GENIUZZO

Mer, 23/07/2014 - 14:00

GLI ITALIANI PENSO SIANO A RAGIONE PREOCCUPATI PER QUANTO AVVIENE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO E ANCHE A QUELLA DI PALERMO. A QUESTO PUNTO PENSO CHE DELLA QUESTIONE SE NE DEBBA INTERESSARE L'EUROPA, DAL MOMENTO CHE SIA IL CSM CHE IL CAPO DELLO NON SONO ALL'ALTEZZA O NON VOGLIONO RISOLVERE I CONFLITTI IN ESSERE NELLA MAGISTRATURA ITALIANA. CIO' AL FINE DI RASSERENARE LA COLLETTIVITA' SULL'IMPARZIALITA' E TERZIARETA' DI GIUDIZIO DEI MAGISTRATI ITALIANI.ZIG

Libertà75

Mer, 23/07/2014 - 14:02

insomma la Bocassini sostiene che si faccia un uso politico della magistratura? praticamente da ragione a Berlusconi?

Gioa

Mer, 23/07/2014 - 15:06

SIGNORI GIUDICE C'E' ANCHE TRAVAGLIO CHE CE L'HA CON VOI PER L'ASSOLUZIONE DI BERLUSCONI...ANCHE TRAVAGLIO SI E' IMPROVVISATO GIUDICE...MA QUESTO TRAVAGLIO RIMANE IL GIORNALISTA CHE HA IL DIRITTO DI DIFFAMARE BERLUSCONI E DIFFMARE I GIUDICI CHE L'HANNO ASSOLTO. ESISTONO PROVE DELL'INNOCENZA DI BERLUSCONI AL GIORNO SUCCESSIVO ALL'ASSOLUZIONE VINE FUORI CHE I GIUDICI SI SONO SBAGLIATI...SIGNORI GIUDICI CHE AVETE ASSOLTO BERLUSCONI QUANTE CODE DI PAGLIA ESISTONO...QUESTA E' PAURA... FORZA ITALIA NUOVA PER PREMIARE I GIUDICI CHE HANNO ASSOLTO SILVIO BERLUSCONI SU PROVE TANGIBILI E IMMODIFICABILI DI VERITA' DI ASSOLUTE PER ASSOLUZIONE.

Ritratto di GABRIELE FOGLIETTA

GABRIELE FOGLIETTA

Mer, 23/07/2014 - 15:33

L'articolista di Repubblica adombrando complotti e tentativi di delegittimazioni della procura di Milano, facendo risalire ciò alla sentenza favorevole a Berlusconi, si rende conto di dare una martellata sulla testa degli accusatori ad oltranza? Da nuovo fiato ai sospetti di sempre: la legge non è legata a regole scritte, a fatti criminali o a prove inconfutabili. La legge è amministrata a seconda degli umori di questo o quel PM, di questo o quel capo di procura, di questo o quel giudice. Ci sta dicendo, l'articolista di repubblica che Berlusconi è stato condannato perché così volevano Ilda Boccassini e Bruti Liberati.

Ritratto di GABRIELE FOGLIETTA

GABRIELE FOGLIETTA

Mer, 23/07/2014 - 15:39

Caro Paolo Preti, ti informo che tutti i magistrati che hanno attaccato Berlusconi hanno fatto una gloriosa carriera, come quelli che hanno "archiviato" le inchieste contro il PCI/PDS/DS/PD. Chi ha provato ad indagare sulla sinistra è stato fatto sparire dalla scena giudiziari e politica Italiana. Non è che dichiarare il ribaltamento della verità la renda vera.

Bellator

Mer, 23/07/2014 - 16:07

Deve essere accelerato il Processo di Unificazione Politica della Unione Europea, poi questa Casta di minoranza di Giudici, faziosi,politicizzati,intoccabili, non avranno altra occupazione, che cercarsi un nuovo lavoro, se ne saranno capaci !!. che cercarsi un nuovo lavoro,se saranno capaci di farlo !!.

odifrep

Mer, 23/07/2014 - 17:00

Cosa credete che la Procura di Milano sia una bettola perché volano gli stracci?

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 24/07/2014 - 01:33

Se mi trovassi nelle condizioni di Berlusconi ora sporgerei una bella denuncia contro la Boccassini e Bruti Liberati per abuso di potere, stalking, diffamazione, e uso improprio delle risorse dello stato. MA QUEI DUE VERRANNO PROMOSSI DAL CSM. QUESTA È LA MISERRIMA REALTÀ DELLA GIUSTIZIA DEL NOSTRO PAESE.

maubol@libero.it

Gio, 24/07/2014 - 10:00

E' vero che al Capo dello Stato, al Csm, ai Magistrati dell'opinione dei cittadini non gliene frega niente, vero anche un brutto spettacolo come il caso Ruby, in mano alla Boccassini e al suo capo, ha creato effetti devastanti sull'Italia, sull'allora Capo del Governo, ha dissanguato, inoltre, le casse dello stato. Chi paga? Sempre e solo noi?

blackbird

Gio, 24/07/2014 - 10:20

In un paese serio: tutti a casa e rinnovo totale della Procura, e non solo di quella di Milano. Ma siamo in Italia: paese da opera buffa!