"Era estraneo a Trieste". Una raccolta firme contro la statua del Vate

Dopo le polemiche del Pd, una petizione per bloccare il monumento a D'Annunzio

Le statue di Svevo, Saba e Joyce sì, ma quella di Gabriele d'Annunzio, il poeta guerriero, politicamente scorretto, assolutamente no. La chiamata alle armi per bloccare il Vate in forma bronzea a Trieste è una raccolta firme in rete con change.org. La miccia era stata accesa dal Pd locale e alimentata dalla solita schiera dell'intellighenzia politicamente corretta, compresi attori più o meno comici. Solo Claudio Magris ha osato non opporsi a spada tratta alla statua di D'Annunzio nel capoluogo giuliano. «La biografia letteraria e politica di D'Annunzio rasenta il ridicolo ed espone il buon nome dell'Italia al ludibrio mondiale, ma non è il questo il motivo principale della nostra contestazione: D'Annunzio era un aloglotto e totalmente estraneo alla città» sostiene Alessandro De Vecchi, promotore della petizione. E oltre un migliaio di persone gli vanno dietro nello sputtanamento del poeta guerriero, che nasconde una chiara discriminazione ideologica.

La scultura rappresenta il Vate seduto su una panchina, in borghese, che legge melanconico un libro. L'opera è dello scultore bergamasco Alessandro Verdi. La statua troverà spazio nella centralissima piazza della Borsa. I detrattori di D'Annunzio sostengono che «la collocazione di fronte al palazzo della Camera di Commercio è offensiva». Alla vigilia della petizione, il Piccolo, quotidiano di Trieste, ha raccolto le voci dei soliti intellettuali, che alimentano il «niet» a D'Annunzio accusandolo, soprattutto, di essere stato un mangia slavi. Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, ha addirittura sostenuto che gli irredentisti come «Nazario Sauro e Cesare Battisti a cui abbiamo dedicato scuole e vie, si rigireranno nella tomba di fronte alla presenza di quella statua». Peccato che Luigi, figlio del martire Battisti impiccato dagli austriaci, partecipò come legionario, al fianco di D'Annunzio, all'impresa di Fiume.

Un altro intellettuale politicamente corretto, il giallista Veit Heinichen, che vive a Trieste, sentenzia bocciando la statua: «Che senso ha? A che futuro porta il nostalgismo?». Forse come tedesco non ha ben presente che quest'anno si ricorda il centenario dell'impresa di Fiume partita da Ronchi dei Legionari, ma che aveva uno snodo importante proprio a Trieste. Per questo motivo la giunta comunale del capoluogo giuliano ha investito 290mila euro per un grande mostra su D'Annunzio, che verrà inaugurata in luglio. Intitolata Disobbedisco è curata da Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione del Vittoriale. La statua costa 20mila euro ed è nata «passeggiando in città con il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. Mi ha indicato quelle di Joyce e Svevo. Così è venuta fuori l'idea di una statua per D'Annunzio» ha spiegato Guerri a il Giornale.

Per ora l'unico intellettuale triestino a non sparare a zero sul Vate in bronzo è Magris. «In questo caso il problema non è la statua, ma avere un giudizio chiaro e onesto su D'Annunzio che, pur avendo scritto tantissime cose anche illeggibili, è autore di alcuni capolavori riconosciuti da tutti e destinati a restare come pochi» ha dichiarato al Piccolo. Il Pd per bocca del capogruppo in comune, Giovanni Barbo, si oppone e propone, al posto del Vate, il pachistano Abdus Salam, premio Nobel per la fisica, che a Trieste ha già il Centro internazionale di Miramare intitolato a suo nome.

Commenti

Macrone

Mer, 12/06/2019 - 09:45

A noi Triestini delle petizioni dei kompagni non interessa nulla. Posso solo consigliare loro di raccogliere la petizione su carta morbida in modo da poter riutilizzare la carta.

Ritratto di Pictures

Pictures

Mer, 12/06/2019 - 10:19

I "soliti" intellettuali, come li titola il giornalista, hanno ragione. La ricchezza e la straordinarietà di Trieste risiedono proprio nella sua multiculturalià storica, nella sua posizione di frontiera tra cultura latina, germanica, balcanica e ortodossa. Italianissima, è stata ed è la casa di veneziani, cattolici, serbi, slavi ebrei greci e tedeschi. E dedicare un monumento a chi ha tentato di distruggere questa straordinaria convivenza è una mossa inadatta fuori luogo e fuori tempo, dettata, questa sì, solo da intenti ideologici.

Capellonero

Mer, 12/06/2019 - 11:03

Non capisco quelli del pd, il Vate era un fervido patriotta d'altri tempi i pd forse non hanno capito il suo pensiero,meglio un Salam che un Vate nazionale.Wl'Italia!.

Ritratto di Candidoecurioso

Candidoecurioso

Mer, 12/06/2019 - 11:51

Qualcuno potrebbe ricordare al sinistrume la "Carta del Carnaro":Art.2 La Repubblica del Carnaro è una democrazia diretta, che ha per base il lavoro produttivo e come criterio organico le più larghe autonomie funzionali e locali. Essa conferma perciò la sovranità collettiva di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di classe e di religione; ma riconosce maggiori diritti ai produttori e decentra, per quanto è possibile, i poteri dello Stato, onde assicurare l'armonica convivenza degli elementi che la compongono» «Art5 La Costituzione garantisce inoltre a tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, l'istruzione primaria, il lavoro compensato con un minimo di salario sufficiente alla vita, l'assistenza in caso di malattia o d'involontaria disoccupazione, la pensione per la vecchiaia, l'uso dei beni legittimamente acquistati, l'inviolabilità del domicilio, l'habeas corpus, il risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario o di abuso di potere.»

maxxena

Mer, 12/06/2019 - 12:07

Io non ho una simpatia estrema per D'Annunzio e per certe ideologie, mentre ho il terrore delle censure e degli "aggiustamenti" della cultura condivisa, prerogativa delle più dure dittature e di cui sento forte la spinta all'interno di una parte della nostre elite culturale che si proclama di sinistra. Se non erro dalle stesse radici politiche nacque anche il tentativo in gran parte riuscito di "cancellazione" storica delle Foibe.. Negli altri paesi, quelli dove la cultura prevale sul fanatismo,vengono mantenuti i segni anche scomodi del passato come fonte di riflessione. E' un segno di maturità sociale che si oppone al fanatico idealismo politico (o religioso, vedi le distruzioni effettuate dell'Isis). Dal cancellare le idee alla tentazione di cancellare anche le persone il passo è breve.

Ritratto di navajo

navajo

Mer, 12/06/2019 - 12:42

Mxxena condivido in pieno.

fergo01

Mer, 12/06/2019 - 13:23

GIOVINAP intanto l'ignorante sei tu. a guerra finita sono diversi i triestini che sono morti per l'italianità della città. di trieste è lo stesso giornalista che ha scritto l'articolo che assieme grilz (reale erede alla segreteria nazionale del msi, se non fosse stato ucciso, al posto dell'infame) micalessin, il sottoscritto e tantissimi altri, ha lottato per le leggi sull'italianità di trieste negli anni 70. trieste è cultura perché ha una delle migliori università d'italia, biblioteche, tantissimi luoghi di ritrovo culturali uno fra tutti il caffè san marco e non sto ad elencare tutto ciò che trieste offre perché non basterebbero tutte le pagine de il giornale per spiegarlo.... GIOVINAP: sei un ignorante ed un cafone

agosvac

Mer, 12/06/2019 - 13:41

Il problema è diverso dal fatto che D'annunzio non era triestino. Il problema é: questa iniziativa parte dai cittadini di Trieste o solo dal PD di Trieste??? Dubito che i triestini possano avercela contro chi tanto ha fatto per la loro libertà. Credo che sia la solita idiozia di chi essendo del PD non sa neanche quale sia il concetto di ITALIA.

agosvac

Mer, 12/06/2019 - 13:52

Egregio pictures, non riesco a capire bene il suo commento. Lei dice, molto giustamente, che Trieste è sempre stata italianissima, facendo riferimento alla Serenissima Repubblica, ai serbi e croati, anche loro facevano parte della Serenissima, ed ai tedeschi, riferendosi al periodo austro/ungarico. Ma poi dice che D'annunzio ha cercato di distruggere tutto questo. A me non sembra. Anzi sembra che visto che in quel periodo Trieste faceva parte dell'impero austro/ungarico, D'annunzio cercò di farla tornare italiana. Quindi o ho capito male io oppure ha capito male lei.

vocepopolare

Mer, 12/06/2019 - 14:36

certo il compito dei pd, perfetti discendenti del comunismo ,è quello di seminare ed alimentare odio senza rendersi conto che nei loro confronti si riversa in questo modo un odio sicuramente doppio abbinato ad una sensazione di voltastomaco.

Ritratto di Gaidem

Gaidem

Mer, 12/06/2019 - 14:39

Egregio "giovinap" lei straparla, non sapendo nemmeno di cosa sta parlando. Vada a leggere su Wikipedia chi era l'Almerigo Grilz citato da "fergo 01", c'è anche una foto del compianto Grilz con Almirante. E poi vediamo se ha ancora la sfrontatezza di definire lui e i suoi amici dell'agenzia Albatross, Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, "stranieri"!

ex d.c.

Mer, 12/06/2019 - 14:45

Tantissime strade e piazze hanno i nomi di esponenti del comunismo che hanno a loro carico milioni di morti. Le firme non le raccogliamo mai?

fenix1655

Mer, 12/06/2019 - 14:50

Se rileggiamo la storia vediamo che i comunisti triestini si sono messi sempre a disposizione dei comunisti slavi. Oggi Trieste non sarebbe italiana fosse dipeso da loro.Quindi non meravigliamoci se dando il loro solito risvolto politico vedono con astio la presenza di un personaggio che ha fatto dell'italianità una delle sue bandiere. Quindi ottima l'idea di dedicare una statua di D'Annunzio per ribadire il cuore italiano della Città. E senza nulla togliere alla sua vocazione multiculturale, multireligiosa, multirazziale.

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Mer, 12/06/2019 - 14:58

ONORI AL VATE CHE RIPOSI IN PACE !!!

Ritratto di Gaidem

Gaidem

Mer, 12/06/2019 - 15:35

Poco egregio "giovinap", tralasciando che io sono (purtroppo) meridionale come lei, il che conferma quanto lei sia solito parlare a vanvera senza conoscere i fatti; ma perché non riesce ad entrarle nel cervello che i triestini sono italiani come e più di noi?! Secondo il suo distorto ragionamento, il triestino Almerigo Grilz - che, come le ha scritto "fergo 01", se non fosse stato ucciso in Mozambico sarebbe stato il degno successore di Almirante alla guida del Msi, al posto dell'innominabile vermicello - era quindi uno strano missino, un missino... slavo!

fergo01

Mer, 12/06/2019 - 16:46

giovinap (giovanni pavia?) che tu dia ai triestini dello slavo, poco importa. il fatto è che hai fatto dichiarazioni razziste e lo hai fatto anche nei confronti di due giornalisti di questa testata. loro avranno sicuramente gli strumenti per agire nei tuoi confronti nelle sedi più opportune. e poi si dice GLI zappatori, gnurant. e poi il purtroppo di gaidem si riferiva al fatto che deve dividere l'essere meridionale con personaggi come te, che ne screditano la storia e la cultura, gnurant due volte

Ritratto di Gaidem

Gaidem

Mer, 12/06/2019 - 16:54

Signor (per modo di dire) "giovinap", lei toppa ancora una volta: io non ho mai fatto lo zappatore, né sono mai emigrato al Nord; e se scrivo che sono "purtroppo" meridionale, è perché con gente come lei, dal cervello assai limitato, non vorrei avere niente a che spartire, nemmeno il luogo di nascita. Lei non è in grado di capire che contro la statua a D'Annunzio non si sono scagliati tutti i triestini, ma soltanto i soliti sinistri, che infestano Trieste così come il resto d'Italia, sia pure, per fortuna, sempre più in via di estinzione. Talmente ottuso com'è, lei non solo ignora che Fausto Biloslavo sia un giornalista di destra (tra l'altro, uno dei più bravi e famosi inviati di guerra), ma non ha neanche capito che tale articolo l'ha scritto proprio per stigmatizzare la raccolta di firme dei cialtroni comunisti. No, lei si è fermato allo "slavo" contenuto nel suo cognome, e ne ha tirato le somme, offendendolo col dargli dello straniero. Ma si vergogni!