Il Far West del politicamente corretto

di Volendosi attenere al canone del politicamente corretto, è faccenda imbarazzante quella dello scontro a fuoco dalle parti del campo nomadi palermitano della Favorita. Perché, appunto, ci sono di mezzo dei nomadi, degli zingari e già sarebbe scorretto chiamarli così, figuriamoci dirli criminali, delinquenti. Di mezzo ci sono poi degli agenti dell'ordine, poliziotti, che hanno estratto la pistola, che hanno esploso colpi in direzione degli zingari. E qui il canone di cui sopra vorrebbe che si deprecasse il gesto, si sottolineasse la brutalità della polizia, ché questo non è il Far West, questo è il paese dell'accoglienza con particolare riguardo al multiculturalismo, come d'altronde il presidente della Camera, Laura Boldrini ci ripete ogni due per tre. Però è così: Roberto Milankovich e il suo compare, gli zingari, sono dei delinquenti. Dei criminali. Sarà la loro cultura, che ci si impone di rispettare, ma all'alt delle forze dell'ordine hanno reagito sparando ad altezza d'uomo, come la più incallita delle canaglie. E non bene, benissimo, compiendo il proprio dovere ha fatto l'agente rispondendo al fuoco. Perché non c'è correttezza politica che tenga: chiaro chi fossero i cattivi, chiaro chi fossero i buoni. E ciò dovrebbe risultare evidente, ma è inutile farsi illusioni, anche ai frignoni multiculturalisti per i quali lo zingaro è costituzionalmente ed anzi, culturalmente buono; mentre il poliziotto è cattivo a prescindere. Immancabilmente il primo ad essere inquisito e il più delle volte punito, se mai estrae l'arma per contrastare il crimine o per difendere la propria vita. Una scuola di pensiero che ha ringalluzzito la malavita indigena e d'importazione, come dimostrano i molti precedenti ai fatti di Palermo: il ripetersi, con una frequenza inquietante, di scontri a fuoco contro le forze dell'ordine. Non più vissuto come atto estremo, non più una temuta aggravante, perché i fatti attestano che a cose fatte i primi a passare i guai sono loro, gli sbirri. Ed eccolo il vero Far West: ma politicamente corretto e dunque ammesso come espressione di una cultura «diversa», fronte alla quale, come a tutte le altre diversità, ci si dovrebbe levare il cappello.