Il Financial Times ci ripensa e si schiera per il "No"

Una vera e propria inversione a U. Il Financial Times dopo aver tifato per il "Sì" adesso si schiera col fronte del No

Una vera e propria inversione a U. Il Financial Times dopo aver tifato per il "Sì" adesso si schiera col fronte del No. Tony Barber, che solo qualche mese fa aveva sprecato fiumi di inchiostro per osannare il "sì" adesso punta il dito contro la riforma fortemente voluta dal premier: "Faranno poco per migliorare la qualità del governo, della legislazione e della politica", perché "quello di cui l'Italia ha bisogno non sono più leggi da approvare più rapidamente ma meno leggi e migliori". L'editorialista è chiaro: il punto è che "le riforme costituzionali faranno ben poco per migliorare la qualità del governo, della legislazione e della politica".

Poi cita qualche esempio: "Il Parlamento italiano ha approvato più leggi di Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito. Nonostante Renzi non abbia la maggioranza al Senato, il suo governo ha approvato la riforma del mercato del lavoro e le agevolazioni fiscali che sono al centro del suo programma". Infine la bocciatura chiara del Sì al referendum: "È una cattiva riforma", che consegna il potere "alla maggioranza per cinque anni".

Commenti

PEPPINO255

Mar, 04/10/2016 - 23:05

Ho ascoltato Crozza... diceva che gli italiani sono divisi... tra quelli che votano SI e quelli che la riforma l'hanno CAPITA...!!!

hectorre

Mar, 04/10/2016 - 23:23

il vento sta cambiando e in politica, quando c'è aria di sconfitta, si perdono tutti gli agganci...renzi è a fine corsa e le mille promesse farlocche che sta facendo non lo salveranno dalla disfatta referendaria...se poi consideriamo che il suo sponsor ufficiale è napolitano, votare NO diventa un obbligo

Silvio B Parodi

Mar, 04/10/2016 - 23:25

MEGLIO TARDI CHE MAI se lo scrivono loro RENZI SEI NELLA CACCA.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 05/10/2016 - 00:08

Ci ripensano tutti, anche i giornali stranieri più schierati, basta ragionare e capire dove si vuole andare. Scusate non proprio tutti, tranne i fanfaroni della sinistra, che pur di dar ragione ai loro padroni, votano anche leggi farlocche e soprattutto pericolose.

Keplero17

Mer, 05/10/2016 - 01:02

se l'hanno capita anche negli usa vuol dire che la dittatura fa paura anche a loro.

Tipperary

Mer, 05/10/2016 - 02:54

Ma va ?

Iacobellig

Mer, 05/10/2016 - 06:05

DUE INCOMPETENTI VENUTI DAL NULLA CHE HANNO L'ARDIRE DI VOLER CAMBIARE LA COSTITUZIONE! SEMPLICI BUFFONI. LA COSTITUZIONE VA BENE COSÌ, SONO I POLITICI CHE INVECE DI CAMBIARE POLTRONA DEVONO TROVARE ACCORDI NELL'INTERESSE DEL PAESE. NON È LA COSTITUZIONE CHE VA CAMBIATA MA SONO I POLITICI E QUESTO GLI ITALIANI LO DEVONO CAPIRE SPECIE QUANDO VANNO A VOTARE.

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Mer, 05/10/2016 - 06:42

Renzi, STAI SERENO !!!!!

Ritratto di tomari

tomari

Mer, 05/10/2016 - 07:42

Forse s'è deciso a leggere BENE le proposte di frottolo. Italiani, votate NO!

mstntn

Mer, 05/10/2016 - 08:05

Avere il potere 5 anni non vuol dire governare male . Smettiamola di fare propaganda solo per il no. Votare no significa solo continuare a chiacchierare.

cgf

Mer, 05/10/2016 - 09:01

ha trovato sicuramente un vero traduttore, basta poco per capire che con la riforma si autorizza il potere oligarchico, anticamera della dittatura.

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Mer, 05/10/2016 - 09:50

Mi sembra un ragionamento razionale. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è proprio di essere invasi da miriadi di leggi e leggine. Il sistema va semplificato con norme semplici e chiare. Tra poco anche per prendere un biglietto del bus dovremmo conoscere il codice civile. Puntare sulla quantità anziché sulla qualità e la comprensibilità delle norme dovrebbe essere un must, del resto un Governo che è riuscito a modificare un articolo di due righe in due pagine non è di buon auspicio.

buri

Mer, 05/10/2016 - 10:03

folgorato sulla via di Damasco, meno male almrno si ricrede e smette di incensare Renzi e le sue riforme bluff

Giorgio1952

Mer, 05/10/2016 - 10:20

Tony Barber boccia a chiare lettere il Sì al referendum: "È una cattiva riforma", che consegna il potere "alla maggioranza per cinque anni", io gli vorrei chiedere cosa ne pensa del sistema elettorale che vige in UK, il maggioritario a turno unico, anche conosciuto come “first past the post“, ossia “il primo vince tutto”! Nel 2015 Cameron, ha stravinto le elezioni politiche conquistando addirittura la maggioranza assoluta dei seggi (36,9% del voto popolare e 326 seggi su 650, pari al 50,15% dei seggi) formando il suo primo governo monocolore, dato che il precedente era un anomalo governo di coalizione con i Liberal Democratici di Nick Clegg, che alle ultime elezioni quasi scompaiono, passando da 57 a 8 seggi, e dal 23% dei voti al 7,9%.