Foto sexy della marescialla: caccia agli hacker

Aperta un'inchiesta. La difesa della donna, sospesa dall'Arma: scatti inviati a un'amica

Stefano Vladovich

Roma Sexy carabiniera nella bufera. È considerata la marescialla più hot della capitale e le sue foto vengono subito hackerate. Un ex fidanzato vendicativo, una collega gelosa, un amico tradito? Fatto sta che da giorni la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sul sottufficiale dell'Arma e sui suoi scatti in déshabillé. I suoi selfie in divisa, baci e abbracci con un'amica attrice conosciuta in palestra, le pose osé nella sua camera da letto, sono circolate un po' ovunque, tanto da arrivare via Whatsapp anche sui telefonini dei colleghi. La donna si difende dicendo di averle inviate a un'amica. E questa, evidentemente, ad altre persone. Qualcuno ipotizza persino che la graduata sia finita in un giro equivoco. Tutto da dimostrare.

Ad alimentare i primi sospetti, in particolare, una foto della carabiniera in lingerie e postata, in parte oscurata, come profilo su un sito di incontri a luci rosse. I carabinieri del comando provinciale di Roma, dal canto loro, non commentano la storia se non per ribadire che la collega sarebbe vittima e come tale ha sporto denuncia in Procura per furto di foto private. Tra l'altro in nessuna di queste, va sottolineato, la bella marescialla appare senza abiti. Tant'è. Una situazione a dir poco imbarazzante, comunque, anche se il militare non è accusato di alcun reato, tantomeno di aver infranto codice e regolamento dell'Arma. In ogni caso, per precauzione, la marescialla, che presta servizio in una stazione dei carabinieri di Roma Nord, è stata trasferita ad altro incarico, per sua tutela. Nessun altro provvedimento, precisano gli inquirenti, è stato preso nei suoi confronti. E il suo profilo Facebook, tanto per non correre altri rischi, è stato immediatamente oscurato. Il problema per l'avvenente marescialla è che le sue foto, da lunedì, sono in rete e difficilmente potranno essere cancellate.

Le indagini proseguono soprattutto per accertare chi abbia prelevato i suoi selfie in divisa, con la giacca e i gradi o con camicetta e cravatta d'ordinanza, con accanto un collega della radiomobile, e a farli girare tra amici e colleghi. Soprattutto per individuare chi sia stato a inserire la foto rubata alla carabiniera con il profilo di una escort, una fantomatica Serena, e il suo telefono cellulare. Uno scherzo di cattivo gusto, se di scherzo si tratta. Gli accertamenti della magistratura, tuttora in corso e in parte affidati alla polizia postale e delle comunicazioni, sarebbero scattati durante un'operazione proprio su un giro di squillo d'alto bordo via internet. Durante l'indagine i colleghi della donna l'avrebbero riconosciuta proprio da una foto circolata su gruppi Whatsapp e postata da qualcuno su altri profili. Non è certo se la Procura abbia aperto un fascicolo per hackeraggio o, più probabilmente, per furto di identità.

Una storia a dir poco spiacevole che ricorda quella accaduta a Padova dove una donna, anche lei sottufficiale dei carabinieri, di 33 anni, ha trovato le sue foto scattate al mare, in topless, postate sulle bacheche Facebook delle sue migliori amiche. Anche in quel caso la carabiniera ha chiesto la rimozione immediata delle immagini hot, cancellate dal sito internet ma non prima di una decina di giorni. Il suo legale se la prende soprattutto con il social network, reo di omesso controllo sulle immagini pubblicate dagli iscritti. Le foto risalgono all'estate 2013, prese durante un concorso di bellezza fra amici nell'ambito di una festa privata. Un momento alquanto imbarazzante per la bella carabiniera e per l'allora fidanzato.