La frase choc del prefetto: "Abbiamo fatto porcherie..."

Intercettata nell'inchiesta di Padova sulla gestione dei migranti. Salvini difende i suoi dirigenti, scontro col Pd

«È vero che ne abbiamo fatte di porcherie, però quando le potevamo fare». Sarebbe stata l'ex prefetto di Padova, Patrizia Impresa, nominata il 6 luglio scorso prefetto di Bologna, in precedenza vice capo di gabinetto del ministero dell'Interno, a pronunciare queste parole. Accadeva il 14 aprile 2017 in un dialogo con l'allora vice prefetto vicario di Padova, Pasquale Aversa, che si occupava dell'accoglienza dei migranti. Lapidaria la risposta di lui: «Esatto».

La conversazione, che sarebbe frutto di un'intercettazione effettuata dai carabinieri, è stata riportata dal Mattino di Padova come parte del rapporto conclusivo dei militari nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dell'accoglienza in Veneto.

La neo prefetto di Bologna, che si dice «amareggiata», non è indagata: «Sono state estrapolate e pubblicate frasi completamente decontestualizzate. Sono assolutamente certa della correttezza dei miei comportamenti». Risulta invece indagato Pasquale Aversa, l'allora suo vice intercettato nella conversazione. Il 9 agosto scorso Aversa è stato nominato su indicazione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, commissario prefettizio a Gioia Tauro, ente commissariato per infiltrazioni mafiose. Dalla nomina ha preso le distanze il Quirinale, attraverso una nota del portavoce del presidente della Repubblica che rimarcava come la scelta di Aversa per Gioia Tauro fosse da attribuire tutta al Viminale.

La neo prefetto di Bologna ha appena preso il posto di Matteo Piantedosi, attuale capo di gabinetto di Matteo Salvini al ministero dell'Interno e con lui indagato per la vicenda della nave Diciotti. «Per me è stato un grande orgoglio e un grande onore e di questo non posso che ringraziare il ministro» ha detto Piantedosi nel giugno scorso, lasciando la prefettura di Bologna perché chiamato al Viminale da Salvini. Per qualche settimana Piantedosi e Impresa hanno lavorato fianco a fianco come capo gabinetto e vice. Poi Impresa è stata nominata prefetto di Bologna al posto di Piantedosi.

Le indagini riguardano la cooperativa «Ecofficina Educational», che gestisce anche i Cpt (i centri di permanenza temporanea) di Bagnoli e Cona. E in un'intercettazione si parlerebbe anche della necessità di «far quadrare i conti».

In un'altra conversazione l'ex prefetto di Padova avrebbe detto all'interlocutore: «Ricordati che se devo cadere, io però faccio cadere Sansone con tutti i filistei». E su un problema di sovraffollamento del centro di San Siro di Bagnoli dell'ottobre 2016 e sulle pressioni arrivate da Roma per ridurre il numero dei migranti ospiti, Impresa avrebbe detto ad Aversa frasi del tipo «anche se dobbiamo fare schifezze Pasquà...», «... noi ci dobbiamo salvare Pasquà... non possiamo farci cadere una croce».

Salvini sostiene che la responsabilità politica sia della sinistra senza entrare nel merito dei fatti contestati. «Il governo di centrosinistra negava l'emergenza sbarchi, ma poi scaricava il problema sui prefetti e li costringeva a spostare i clandestini da un Comune all'altro, come nel gioco delle tre carte, per non irritare sindaci, ministri in visita o presidenti Anci del Pd. Io mi assumo la responsabilità di fermare gli sbarchi». E ancora: «Se qualche funzionario ha sbagliato è giusto che paghi. Ma chi sono i mandanti politici?». Il Pd bolognese replica a stretto giro: «Invece di attaccare come sempre il Pd, che non c'entra proprio niente, Salvini smetta di fare propaganda elettorale e faccia per una volta il suo mestiere». Forza Italia a Bologna chiede le dimissioni del prefetto.

Commenti

cir

Sab, 01/09/2018 - 18:56

la prefetta si dice , la sbolbrini vi ha insegnato nulla ??