Genitori a 13 anni. Ma i veri eroi sono i baby nonni

Un'eroica famiglia va applaudita

Lei mamma a tredici anni, lui papà a dodici. Non è nemmeno il tempo delle mele, è l'età in cui i cuccioli d'uomo sono ancora profondamente figli, forse più ancora che nelle generazioni precedenti, nonostante adesso sembrino così scafati e disinibiti. È una storia nata in classe, nel Trevigiano, ora balzata sul palcoscenico pubblico per un risvolto eclatante, più eclatante dell'età stessa dei due precocioni: i nonni, a loro volta very baby , parlano apertamente di «gioia infinita».

Nemmeno il tempo di dire che l'Italia non figlia più e abbiamo subito il caso limite. Se le giovani coppie vanno con il freno (...)

(...) tirato per migliaia di rispettabili motivi, quelle giovanissime compensano. Ma conviene rispettosamente sorvolare sulle problematiche psicologiche attuali e future - per niente leggerine - che inevitabilmente aspettano i due genitori bambini. Se l'amore non ha età, ugualmente vale l'idea che ci sia un tempo giusto per tutto. Certo, il tempo giusto è anch'esso concetto molto relativo, ma in questo caso sembra di poter concludere con accettabile sicurezza che il tempo giusto per diventare padri e madri non sia a dodici e tredici anni. Vogliamo darlo per blindato almeno questo, oppure nell'allegra stagione del famolo strano pure a livello genitoriale - due mamme o due padri, uteri affittati via Internet, fecondazioni creative - dobbiamo considerare questa storia trevigiana un'altra conquista delle libertà individuali?

Davvero, meglio lasciare a esperti bravi e disinteressati la gestione umana di queste due creature incoscienti, finite in un vortice più grande di loro e dunque chiamate a crescere con qualche difficoltà supplementare. Meglio, decisamente meno impegnativo, attivare invece un focus sulla mamma della mammina, che riesce a vivere questa improvvisata come un autentico dono: «Accettare il nipotino è una scelta controcorrente, ma per noi si è rivelata la cosa più naturale del mondo».

In questo tempo dell'incertezza tenebrosa sul futuro, la giovane nonna si ritrova inevitabilmente a ripartire da capo nelle vesti di mamma, comunque di mamma sdoppiata, ma niente della surreale avventura la spaventa. Questi, non altri, sono gli eroi civili. Molti di noi avrebbero prima preso il randello e quindi avviato le pratiche per annullare in gran segreto lo scherzone dei ragazzini impiastri. Molti avrebbero quanto meno allontanato la puerpera dalle dicerie del vicinato. In questa casa invece pensano solo a fare un po' di spazio per accogliere degnamente il nuovo arrivo. Tra le tante stravaganze che si contemplano nell'attuale fase di famiglia creativa, questa è decisamente la più dolce e la più edificante. Una volta tanto, la forza della vita batte le nostre paure.