Già archiviata la linea dura per chi sta al cellulare in auto

Stralciata la proposta di sospensione della patente. Ma la polizia protesta: «Un errore grave per la sicurezza»

Stefano Vladovich

Roma Smartphone alla guida? Nessuna sospensione della patente. La linea dura non passa. È stata stralciata ieri la proposta di sospensione della patente per uso del telefono cellulare al volante in discussione alla Commissione Trasporti della Camera. Il testo che modifica l'articolo 173 del Codice della strada prevede sempre la sospensione della patente alla seconda infrazione in due anni ma con un aumento del periodo: «da 1 a 3 mesi» a «da 2 a 6 mesi», raddoppiano anche i punti decurtati, da cinque a dieci. Insomma, una delusione per chi caldeggiava pene severe per contrastare i «maleducati» che causano centinaia di incidenti l'anno, spesso mortali. A cominciare dall'Associazione funzionari della polizia di Stato. «Siamo sorpresi e amareggiati - spiega Girolamo Lacquaniti dell'Anfp - che le indicazioni date dai tecnici della polizia stradale siano state disattese nella proposta di legge che sanziona l'uso dei cellulari alla guida, oggi prima causa di incidenti mortali o con lesioni gravi». «Il passo indietro sulle sanzioni da applicare - continua Lacquaniti - è un errore grave sia per la sicurezza sulle strade sia per la difficile applicabilità, di fatto, delle sanzioni in caso di recidiva. Il problema è che statisticamente una recidiva per uno stesso autista in due anni ha una probabilità praticamente irrilevante tenendo conto dei 40 milioni di mezzi circolanti. In più il dato può essere acquisito solo attraverso una complessa verifica nella banca dati della motorizzazione». «Se il legislatore teme di dare l'impressione di voler fare cassa con le multe - concludono all'Anfo - proponiamo che la sanzione pecuniaria resti inalterata ma che la sospensione della patente scatti subito. Non servirebbe neanche prevedere tempi lunghissimi: un mese sarebbe sufficiente. Magari prevedendo il raddoppio del termine per neo-patentati e autisti professionali». Rincara la dose l'Asap, l'Associazione Amici della Polstrada: «Non ci siamo proprio. L'impegno assunto dal viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini con la sua proposta di sospensione alla prima violazione e voluto fortemente dal Servizio Polizia Stradale e dall'Asaps è saltato. Nencini avrebbe assicurato che presenterà un emendamento nel senso auspicato per la sospensione della patente alla prima violazione».

I dati parlano chiaro: in Italia tre incidenti su quattro sono dovuti alla distrazione al volante e il maggior imputato è proprio lo smartphone. Un comportamento molto diffuso nonostante l'aumento delle sanzioni: il 96% degli italiani dice di vedere regolarmente conducenti guidare con lo smartphone in mano. I più indisciplinati sarebbero i giovani, ma anche gli adulti ammettono di usare lo smartphone senza viva-voce o auricolare per parlare (23,5%) o di inviare o leggere messaggi alla guida (23%). Troppi.