Guardaboschi contro la rotta balcanica

Fedriga: "Via gli irregolari da Trieste e Forestale ai confini con la Slovenia"

La regione Friuli-Venezia Giulia mostra i muscoli e mobilita le «truppe» forestali al confine con la Slovenia per fermare i clandestini. Dal 9 luglio sono stati intercettati 450 migranti nella zona di Trieste, in realtà in linea con i numeri dell'anno scorso, come ha confermato la Questura. D'estate si riaccende sempre la rotta balcanica, ma questa volta ci sono almeno 4000 migranti bloccati al confine fra Bosnia e Croazia, secondo Medici senza frontiere. E dall'inizio dall'anno sarebbero arrivati in Bosnia in diecimila con l'obiettivo di raggiungere l'Europa attraverso l'Austria o l'Italia.

«Dalla prossima settimana la Regione metterà a disposizione il corpo forestale del Friuli Venezia Giulia per attività di supporto ai controlli lungo la fascia confinaria con la Slovenia» ha annunciato ieri il giovane governatore leghista, Massimiliano Fedriga.

Il Viminale aveva inviato già un mese fa dei rinforzi per affrontare il periodo estivo. Il segnale più evidente sono zaini, vestiti, scarpe abbandonati lungo i sentieri del Carso triestino percorsi da gruppi di 10-20 migranti dopo essere stati portati al confine sloveno dai passeur. Nelle ultime 48 ore sono stati mobilitati altri cinquanta agenti sul varco del Nord Est, che verranno affiancati dai forestali.

Da alcuni giorni, però, il salotto buono di Trieste è invaso da afghani, pachistani e altri nazionalità che bivaccano sul molo Audace di fronte a piazza Unità d'Italia, davanti alla Capitaneria di porto o nella zona della stazione. Lo spostamento della sede della Commissione per i richiedenti asilo da Gorizia al capoluogo giuliano ha provocato la concentrazione degli aspiranti profughi. Sui social è già scoppiata la rivolta con tanto di foto dei bivacchi scattate dai cittadini. Anche in questo caso il governatore Fedriga, molto vicino a Matteo Salvini, ha annunciato che «grazie al pronto intervento del ministero degli Interni, mai prima d'ora così tempestivo, le autorità preposte provvederanno ad allontanare da Trieste tutti i migranti irregolari che si sono resi recentemente protagonisti di bivacchi non autorizzati sulle Rive cittadine». Probabile, però, che il fenomeno si ripeta nel tempo, come era capitato a Gorizia a causa della Commissione per l'asilo insediata negli uffici della Prefettura, di fronte al palazzo della Regione a guida leghista.

Lungo la rotta balcanica i numeri sono ridotti rispetto al boom del 2015, ma in Serbia si sta registrando un aumento degli arrivi. Solo nelle ultime due settimane sono stati registrati quasi un migliaio di persone in più. Molti si affidano ai passeur, che per mille euro li portano in Bosnia attraversando in barca il fiume Drina. Dopo l'imbuto bosniaco i croati hanno bloccato dall'inizio dell'anno 3200 migranti e la Slovenia ne ha fermati oltre duemila, il 248% in più rispetto al 2017.