"Ha fatto sesso e ha vinto il concorso"

Le intercettazioni della finanza. Perquisizioni, altri docenti nel mirino

«Io non l'ho capita la tua scelta di restare dopo che ti era stato dato il messaggio di ritirarti. Cioè, se uno ti dà il messaggio di ritirarti un motivo c'era un motivo, una consapevolezza di come era orientata la commissione»: è questo che Guglielmo Fransoni (Università di Foggia) dice a Philip Laroma Jezzi, il candidato dal quale sono partite, nel 2014, le indagini che hanno portato all'arresto di 7 professori universitari, all'interdizione di altri 22 dall'esercizio accademico e a indagare un totale di 59 persone.

L'operazione «Chiamata alle armi», portata avanti dal nucleo tributario della Guardia di Finanza di Firenze e che ha visto l'impiego di 500 uomini delle Fiamme gialle in tutta Italia, potrebbe allargarsi. Il materiale sequestrato da abitazioni, studi e università dovrà essere esaminato e solo dopo si potrà capire se l'indagine possa essere allargata anche ad ambiti diversi da quelli legati all'assegnazione di cattedre e incarichi nell'ambito del diritto tributario. Intanto spunta anche una intercettazione a «sfondo sessuale» che - come riporta il Tempo - fa riferimento ad una assunzione di una ricercatrice avvenuta per «meriti fisici».

Cosa certa è che il caso ha scosso il ministero della Pubblica istruzione, tanto che il ministro, Valeria Fedeli, ha tenuto a far sapere che ciò che sta emergendo dall'inchiesta è «inaccettabile e fa molta rabbia».

Per questo ha annunciato che da sei mesi si sta «lavorando con l'Anac presieduta da giudice Cantone per inserire l'università in uno specifico focus del piano anticorruzione. Entro ottobre avremo questa normativa che, ovviamente - ha proseguito - mette al centro il fatto di rendere più trasparenti i concorsi universitari».

D'altronde che vi fossero «valutazioni volte alla soddisfazione di interessi personali, accademici, professionali o associativi, anziché su basi meritocratiche», si può evidenziare dall'ordinanza del Tribunale di Firenze. Lo stesso Fransoni, parlando con un collega, non usa mezzi termini: «La logica universitaria è questa è un mondo di merda è un mondo di merda Quindi purtroppo è un do ut des, tu mi fai questi a Napoli ed io ti do ». Adriano Di Pietro, un altro indagato, parlando con l'ex commissario Francesco Tesauro esordisce: «L'altra volta, quando era partito il concorso, il buon Guglielmo Fransoni disse ah, questi, poi non so neanche quali disegni c'erano nella sistemazione».

Poi avevano detto: «Dividiamoli, passano metà, quelli che devono passare, passano metà adesso. Non facciamone passare troppi adesso nella prima». L'ex ministro Augusto Fantozzi, d'altronde, in un'intercettazione lo dice chiaramente: «Serve un gruppo di garanzia», quello che lui chiama «la nuova cupola», che si dovrebbe occupare di gestire le assegnazioni.

Commenti
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llull

Mer, 27/09/2017 - 11:40

Pura ipocrisia. É universalmente risaputo che i concorsi universitari sono truccati. Ora tutti cadono dalle nuvole stracciandosi le vesti. IPOCRITI !!!! Semplicemente disgustoso.

nopolcorrect

Mer, 27/09/2017 - 13:10

"La nuova cupola", "Fai l'Italiano, non fare l'Inglese"...che schifo! E poi ci meravigliamo che fra le prime 100 università del mondo non ce n'è una solo italiana? Comunque l'unica punizione seria per i baroni sarebbe il licenziamento, andassero a zappare la terra.