Higuain in fuorigioco sul lato B della spadaccina

Lei lo svergogna sul web: «Mi ha chiesto una foto del c..o, è malato». Poi si scusa: «Battute»

Roma Chissà quanti si sentiranno meglio con se stessi dopo il fuorigioco di Gonzalo Higuain. La disavventura in Rete del Pipita svela che anche i calciatori miliardari vanno in cerca di soddisfazioni erotiche via web e si beccano pure il pacchetto completo: due di picche e svergognamento globale. Un rischio sempre in agguato, eppure la tentazione di flirtare via web a colpi di frasi di fuoco e foto carnali pare irresistibile. Di certo lo è per l'attaccante argentino della Juve, che ha duettato su Instagram, il social network fotografico, con una diciottenne promessa della spada azzurra, Antonella Fiordelisi. Lei poi, tra la lamentela e la vanteria, ha pubblicato stralci della loro chat privata. Con tanto di dettagli e commenti: «Higuain che su instagram mi chiede la foto del c..o, che malato», ha scritto la ragazza, allegando la copia di alcune frasi del Pipita, tutti classici del «rimorchio» da Rete: «Mmmm», muggisce il calciatore dopo l'invio di una prima foto sexy, ma poi protesta in italiano un po' stentato: «Una altra... Quella e da instagram». Lei lo provoca: «Te la faccio al momento aspe», ma gli manda la foto di uno sberleffo, lui incassa e replica a colpi di «faccine».

Dialoghi infantili, repertorio consolidato di un mondo di bit che rende eterni adolescenti. La sorpresa casomai è che si conferma in ribasso la tradizionale accoppiata sicura calciatore-velina, soppiantata nel gossip da rapper-fashion blogger (vedi Fedez-Ferragni). La spadaccina ovviamente ha tutto il diritto di elargire o negare biglietti da visita del proprio posteriore, e Higuain avrebbe potuto rimediarne a decine sparsi sui social network dalla stessa Fiordelisi. Sta di fatto che alla fine la giovane atleta rimette la spada nel fodero e si scusa via Facebook, forse temendo ripercussioni legali: «Non volevo offenderlo» e «i malati sono altri», «solo una battuta». Alla fine ci infila pure la morale: «bisogna stare attenti alle parole che si usano sui social». E ancora di più alle foto ci sarebbe da aggiungere. Del resto va così: il corteggiamento nell'era dei social è rapido, consente di accedere a una platea di una vastità un tempo inimmaginabile. Il fatto che sia virtuale però non lo rende immune da rischi. Perché non ci sono regole: ne uccide più un clic che la spada. Letteralmente.