I soldi di Bianchi regalati ai Comitati del sì per il referendum di Renzi

Alberto Bianchi, il presidente della Fondazione Open che finanziava la Leopolda di Renzi, è indagato per traffico illecito di influenze

La Procura di Firenze sta indagando su Alberto Bianchi, l'avvocato che finanziava lautamente la Leopolda di Matteo Renzi. L'accusa a suo carico è quella di "traffico di influenze illecite".

Inoltre, ora rischia l'accusa anche di finanziamento illecito per una parcella da 2 milioni di euro ricevuta dal gruppo Toto Costruzioni. Bianchi si difende, parlando di "consulenza" e di “legittima prestazione professionale”, ma gli inquirenti scavano per scoprire se non ci sia dell’altro sotto.

Incassato i due milioni, il presidente della Fondazione Open destinò 200mila euro alla sua realtà e altrettanti 200mila ai "Comitati del Sì", quelli che si battevano per il referendum del 4 dicembre fortemente voluto dall'attuale leader di Italia Viva.

Soldi, questi ultimi, versati a fondo perduto, come scrive LaVerità. Se il finanziamento a Open è stato poi restituito praticamente in toto (190mila euro sui 200mila ricevuti), quello ai "Comitati del sì" è andato regalato, di fatto perso.

Proprio per questa ragione, gli investigatori vogliono vederci chiaro e capire se quei 200mila euro non siano stati in realtà un modo illecito per ingraziarsi il cosiddetto "giglio magico" renziano.

Commenti
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scapiddatu

Gio, 26/09/2019 - 13:15

Mister Bean (Renzi,attorniato di gente poco raccomandabile): Naturalmente una pura e semplice coincidenza, sono sicuro che se lo aspettava. Poi dite che il PD non "gestisce" una parte significativa del potere giudiziario..... . Quello giusto, sia ben inteso.

Iacobellig

Gio, 26/09/2019 - 13:30

...oltre la Leopolda forse anche la casa a Firenze da € 1.300.000!!!