Igor, ultime 48 ore di caccia I campi pattugliati coi droni

I 20 chilometri setacciati in lungo e in largo: il sospetto degli investigatori è che si sia rifugiato in qualche città

Ancora un giorno, al massimo due. Poi gli ufficiali che dall'interno di questa caserma di campagna trasformata in situation room dirigono la caccia a Igor Vaclavic dovranno prendere atto che non c'è più niente da fare. Che ogni canneto, ogni argine, ogni rudere di questi venti chilometri è stato passato al setaccio senza risultato. E arrendersi al dubbio che ormai serpeggia apertamente, tra gli uomini in mimetica e col mephisto che escono in missione: Igor è andato. È riuscito - forse subito, dopo l'ultimo delitto, o forse negli ultimi giorni - ad attraversare il cerchio che si cercava di stringergli intorno. Se lo steppenwolf armato di Smith & Wesson ha guadato il Reno può essere ovunque, anche a decine di chilometri da qui.

Di questo clima di pessimismo il segno più esplicito arriva ieri, con l'appello a Igor - ovvero Ezechiele, ovvero Norbert Feher - ad arrendersi. È un appello umanitario, lanciato dal cappellano del carcere di Ferrara che per anni ha avuto il serbo tra i suoi ospiti. Ma è chiaro che se la tra le vie d'uscita si comincia sperare in una resa spontanea del fuggiasco significa che la fiducia in una cattura inizia a scarseggiare. Da ieri sono entrati in scena anche i droni che pattugliano dall'alto la zona già perlustrata dagli elicotteri: anch'essi senza risultato.

«Noi ti chiamiamo fratello, e per sempre, e ti chiediamo di consegnarti ed evitare altre irreparabili tragedie e scontri», scrivono don Antonio e i catechisti. «Nemmeno tu sei fatto per il male perché Dio ti ha creato per il bene, per amare e essere amato. Il male e il dolore che hai causato alle vittime, alle loro famiglie, e a tutta la nostra gente, non sarà recuperabile, ma ti scongiuriamo di riaprire la tua vita al mistero di Cristo presente nella Chiesa».

Ovviamente, nessuno si illude che il richiamo a Cristo possa fare grande breccia nel cuore di un uomo che - questo ormai è chiaro - per anni, in prigione, si è finto diverso da quello che realmente è. Il vero Igor è l'assassino spietato che si aggira ormai da due anni tra queste campagne. Un bandito feroce, ma lucido. E il vero argomento che si spera lo spinga alla resa, implicito nell'appello del cappellano, è assai concreto: puoi salvare la pelle, non ti verrà torto un capello. Meglio l'ergastolo che una raffica di M12 nel torace.

Tutto questo sforzo di convincimento presuppone che in qualche modo Igor, arrivato al suo dodicesimo giorno di fuga, sia ancora in grado di comunicare col mondo, di venire a sapere cosa sta accadendo intorno a lui. Nessuno smartphone regge dodici giorni senza essere caricato. Se è ancora da queste parti, oggi Igor è un uomo che si muove alla cieca, senza punti di riferimento né possibilità di contatti telefonici.

Certo, cambia tutto se i timori che circolano sono fondati, e se davvero Igor ha rotto l'accerchiamento ed è già lontano dall'epicentro delle ricerche. Perché una cosa è certa: da qualche parte, nella vasta area teatro delle sue gesta degli ultimi due anni, Igor-Norbert-Ezechiele ha una o più basi sicure, un alloggio in grado di ospitarlo. Quando la sera del 31 marzo ha fatto irruzione nel bar di Budrio non veniva da notti all'addiaccio come le scorse, ma da una casa in piena regola. Una base che finora non è mai stata individuata. Se Igor ha superato il Reno viaggiando verso Est, potrebbe avere già raggiunto la sua base, a ridosso di un territorio che conosce bene, quello tra Ravenna e il delta del Po, martellato da lui e dalla sua banda nell'estate di due anni fa, appena uscito dal carcere di Ferrara.

La caccia a Igor non si fermerà. Ma è chiaro che se non ci saranno novità nelle prossime 24 o 48 ore, si va verso una fase due della caccia all'uomo: non più in aperta campagna ma nei centri abitati e forse addirittura nelle città, dove un trasformista come il serbo può riuscire a cavarsela anche se le sue foto (troppe foto, e troppo diverse l'una dall'altra, e quindi ardue da memorizzare) sono su tutti i giornali.

Delle sue capacità di dissimulare una testimonianza eloquente viene da un ex compagno di cella, intervistato dalla Nuova Ferrara: «Raccontava di essere siberiano, di aver fatto parte dei servizi segreti russi e di essere poi scappato togliendosi con un coltello il tatuaggio che i militari hanno alla caviglia». Tutto falso, se la biografia del vero Igor è quella raccontata l'altra sera dal comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette. Ma almeno un dettaglio, non era inventato: quello della brusca rimozione del tatuaggio dalla caviglia. «Ho visto la cicatrice - racconta il compagno di cella - e sarà stata lunga venti centimetri». Fatta da solo, e senza anestesia. Questo è l'uomo cui si dà la caccia.

Commenti

cgf

Mer, 12/04/2017 - 09:33

usano i droni perché la maggior parte degli elicotteri potrebbe avere l'idoneità scaduta?

beowulfagate

Mer, 12/04/2017 - 10:02

Non è che le nostre meravigliose forze dell'ordine sindacalizzate stiano rimediando una figura come quella che diceva Emilio Fede ai suoi bei tempi? Se dobbiamo esser protetti da questi qui...

gpl_srl@yahoo.it

Mer, 12/04/2017 - 10:19

questo gentleman , probabilmente, è gia arrivato a Belgrado!

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mer, 12/04/2017 - 10:47

E il racconto del compagno di cella non si ferma lì. Igor sarebbe pure un notevole sinologo. Tutto, insomma, tranne che una povera belina sprovveduta.

releone13

Mer, 12/04/2017 - 11:05

beh...non c'è che dire.....con un migliaio di uomini in campo...cani .....droni...elicotteri......questo è riuscito a scappare.......siamo messi proprio bene......ma chi è che lo cercava, il commissario Basettoni?????????????......se va tutto bene questo sta guardando il telegiornale da una spiaggia in Croazia...........bella figura.......ah, dimenticavo, pure PARACADUTISTI E FORZE SPECIALI.... a posto siamo!!!!!!!!!!!

Ritratto di Auramaga

Auramaga

Mer, 12/04/2017 - 11:07

hahahahaha BUFFONI! si fanno prendere in giro dal primo idiota slavo che passa! e non raccontateci che era rambo in una vita passata per cercare d'ammigliorare la vostra situazione. Siete dei BUFFONI. Non sapete difendere neanche le galline e cercate di difendere donne e bambini da questi farabutti. Ma i veri farabutti siete voi statali e politici, incapaci! andate a nascondervi!

Giorgio Rubiu

Mer, 12/04/2017 - 11:19

Conosco bene la zona.A piedi o in bicicletta può essere arrivato dovunque.Sulla costa Adriatica da Ravenna a Comacchio e in tutto l'entroterra delle province est di Bologna, Ravenna e Ferrara.Ha sicuramente una base e qualcuno che lo ospita,un complice o ex tale oppure una compagna.Non illudiamoci,a corto di denaro,rapinerà e ucciderà di nuovo.Se ha una base dove fare un'altra trasformazione, troverà più facile nascondersi tra la folla di in una città che farlo nelle paludi e nei boschi.In città si può passare inosservati,nei paesi molto meno.Nelle campagne ci si può nascondere per un po';in città lo si può fare per sempre.In un controllo casuale di una pattuglia,il prossimo morto sarà un carabiniere.

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Mer, 12/04/2017 - 11:40

CHI FA ENTRARE IN ITALIA QUESTI DELINQUENTI E ASSASSINI?

veromario

Mer, 12/04/2017 - 11:41

Memphis 35 mi spiegheresti cosa significa essere un notevole sinologo,GRAZIE:

Ritratto di makko55

makko55

Mer, 12/04/2017 - 12:05

Se avessero le palle l'ordine perentorio sarebbe : vivo o morto ...... meglio morto !!!

Ritratto di DARDEGGIO

DARDEGGIO

Mer, 12/04/2017 - 12:11

Perchè non ci ho pensato prima! Che sbadato! Il VEGGENTE, si sono dimenticati del veggente, quello si che lo beccherebbe senza fallo. Magari supportato da uno sciamano. Fate rientrare l'esercito messo in campo e sguinzagliate un titolato veggente. Povera italia serva di personalismi e oppressa da malo stato. Amen

Ritratto di huckleberry10

huckleberry10

Mer, 12/04/2017 - 12:21

Il Serbo è sempre a piede libero, del resto perché stupirsi? In un Paese in cui i boss della mafia prima di essere catturati mediamente riescono a vivere da latitanti per una quarantina d’anni nel loro paesello natale! Ho visto alcune immagini degli improbabili posti di blocco predisposti dai Carabinieri. Due militari ed un’auto al lato delle strada; appare ovvio che tale presidio non fermerebbe nemmeno mia nonna!

27Adriano

Mer, 12/04/2017 - 12:33

Egregio, si fa per dire, criminale sig. Igor, dato che sicuramente sarai ancora in Italia, quando avrai bisogno di soldi dovresti scegliere le case dei politici, specialmente quelli rossi, dove contanti e preziosi ricavati da "sudate" tangenti abbondano in quantità. In alternativa vanno benissimo quelle dei magistrati, PM e Funzionari di Giustizia, in quanto non oserebbero ribellarsi..Ma ti prego, lascia in pace Baristi,Tabaccai, Ristoratori e semplici Italiani...non guadagneresti abbastanza e magari rischieresti di farti del male...