Interrogate sei persone e analisi di tutti i filmati È caccia agli spacciatori

Desirée avrebbe assunto un mix di Revotril e alcol, poi lo stupro di gruppo e l'omicidio

Stefano Vladovich

Roma Per l'omicidio di Desirée Mariottini interrogati in sei, tra loro due nordafricani e due ragazze italiane. A una settimana dalla morte della sedicenne di Cisterna di Latina, stuprata da un branco di spacciatori e lasciata morire in una catapecchia in via dei Lucani, magistrati e squadra mobile ricostruiscono le ultime ore di vita della poveretta. E provano a dare un volto ai suoi assassini.

Violenza sessuale di gruppo aggravata e omicidio, il fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Maria Montenapoleone grazie alle rivelazioni di un senegalese, un'amica della vittima e la cugina. L'autopsia, che parla di «liquido seminale di diversi profili genetici», aggiunge certezze. Ma chi ha ceduto la droga che ha ucciso Desirée? I testimoni avrebbero anche fornito particolari in grado di elaborare gli identikit. E gli esperti della scientifica starebbero analizzando il contenuto di un cellulare sporco di sangue, probabilmente della vittima. Positiva al narcotest, Desirée avrebbe usato un mix di Revotril (un farmaco anti epilettico) e alcol, un cocktail che ha effetti simili all'eroina.

Un'inchiesta, comunque, piena di dubbi. Secondo la polizia l'ultima telefonata della ragazza risale a mercoledì 17 ottobre, quando chiama la nonna materna. Secondo il legale della famiglia si tratta di una telefonata strana, proveniente da un'utenza privata e che mette in allarme la madre Barbara. Alla nonna Desirée racconta di aver perso l'autobus e che si sarebbe fermata a dormire da un'amica. Il giorno dopo, non vedendola tornare, i familiari lanciano l'allarme ai carabinieri di Latina. Bisognerà aspettare fino a giovedì, dunque, per la denuncia di scomparsa seguita, venerdì, dal ritrovamento del corpo. La giovane trovata cadavere è nuda, avvolta in una coperta. Per gli agenti del commissariato di zona, però, si tratta di una tossicodipendente di 25 anni. Il primo di una serie di errori tanto che qualcuno prova a metterci «una pezza». Come? Rivestendo in tutta fretta il cadavere dimenticando, però, gli slip. Secondo i conoscenti non era la prima volta che Desirée andava ad acquistare sostanze stupefacenti nelle officine abbandonate, covo di spacciatori. Un posto in cui nemmeno gli operatori ecologici vogliono raccogliere la spazzatura.

«C'erano le campane per la raccolta del vetro - racconta Alfredo, a spasso con il cane - ma per paura di questa gente l'Ama le ha fatte sparire. Qui è terra di nessuno». Ieri mattina l'arrivo di Matteo Salvini che in pochi minuti conquista San Lorenzo. «Salvini ripulisci il quartiere» gridano mentre il ministro dell'Interno si dimena, accerchiato da un muro di cronisti e poliziotti. «Via gli spacciatori» dicono alcuni, mentre un altro gruppo urla «sciacallo, i fascisti devono andare via». Ma oggi ci sono gli spacciatori nel quartiere rosso simbolo della resistenza e della lotta (armata) degli anni '70, quando nella vicina via dei Volsci Radio Onda Rossa trasmetteva per i simpatizzanti e non dell'Autonomia Operaia mentre la vicina Radio Città Futura veniva presa d'assalto da un commando dei Nar, i Nuclei Armati Rivoluzionari di Giusva Fioravanti. Uno spartiacque, la visita di Salvini, un cambiamento estremo. Nel pomeriggio torna a depositare una rosa per Desirée, mentre il sindaco Virginia Raggi vieta la vendita di alcolici a San Lorenzo dopo le 21.

Intanto il testimone chiave, il senegalese, racconta quello che ha visto nella baracca. La giovane agonizzante a terra, forse già morta. In piedi un'altra ragazza che urla, attorno nordafricani e arabi. In polizia stanno valutando le immagini di alcune telecamere della zona che avrebbero ripreso i frequentatori del posto. Una storia orrenda che riporta a Pamela Mastropietro, la 18enne violentata, uccisa e fatta a pezzi a Macerata la scorsa estate e a quella di Sara Bosco, la 16enne di Santa Severa trovata cadavere, due anni fa, in un padiglione abbandonato dell'ex ospedale Forlanini.