Gli islamisti di Tripoli bombardano una nave turca

Il Mediterraneo sta diventando zona di guerra. Il governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale bombarda un mercantile turco sospettato di portare aiuti o armi a Derna, dove i seguaci dell'Isis hanno aderito al Califfato. Ankara smentisce seccamente e accusa i libici di aver colpito il mercantile in acque internazionali. La Turchia, però, appoggia apertamente l'esecutivo islamista di Tripoli dei Fratelli musulmani, che combatte contro il governo ufficiale di Beida espressione del parlamento riparato a Tobruk. E secondo l'Onu fornisce munizioni e cura i miliziani feriti, compresi i terroristi di Ansar al Sharia, nei propri ospedali.

Domenica sera al largo della Libia il cargo turco Tuna-1 è stato bombardato inizialmente con le batterie costiere dell'esercito libico del generale Khalifa Haftar. Poi il governo presieduto da Abdulllah al Thani ha dato il via libera all'aviazione. La nave è stata colpita. Il terzo ufficiale di coperta è morto, mentre altri marinai sono rimasti feriti. Il comandante turco, Unal Bilici, ha lanciato subito l'Sos.

«La nave ha violato le acque territoriali libiche nonostante gli avvertimenti dell'esercito» di fermarsi ha dichiarato il comandante dell'aviazione di Tobruk, Saqr al Garrouchi. Il mercantile, secondo Mohamed Hejazi, portavoce dell'esercito, è stato «bombardato a 10 miglia dalla costa di Derna. L'equipaggio era stato avvertito». Il governo di Tobruk ha imposto un embargo attorno ala città costiera della Cireniaca occupata dalle fazioni islamiche più estremiste, come Ansar al Sharia. Una parte dei miliziani di Derna ha addirittura aderito al Califfato di Abu Bakr al Baghdadi.

La marina militare di Ankara è intervenuta scortando il mercantile colpito verso la Turchia. Il governo turco ha duramente protestato sostenendo che la nave battente bandiera ombra delle isole Cook doveva sbarcare un carico di cartongesso, non di armi, caricato in Spagna. «Condanniamo con forza questo spregevole attacco contro una nave civile in acque internazionali» ha affermato il ministero degli Esteri di Ankara.

Quest'anno non è la prima volta che il Mediterraneo si trasforma in mare di guerra. Lo scorso gennaio l'aviazione libica ha bombardato una petroliera, sempre al largo di Derna, uccidendo due marinai. La Turchia, il Qatar e il Sudan appoggiano l'esecutivo di Tripoli non riconosciuto dalla comunità internazionale. Aerei turchi e qatarioti atterrano all'aeroporto militate di Mittiga, l'unico agibile nella capitale libica, carichi di aiuti. Lo scorso agosto gli uomini del generale Haftar avevano già bombardato una nave diretta a Derna con un carico d'armi che sarebbe arrivato dalla Turchia. In novembre le autorità greche hanno scoperto 20mila kalashnikov ucraini diretti in Libia su un cargo sotto il comando di un capitano turco. Ankara rifornisce anche la città stato di Misurata alleata dell'esecutivo di Tripoli.