Italia chiama Europa, Bruxelles non risponde

RomaMatteo Renzi dà per certo un consiglio europeo straordinario. Fissa anche la data: «Giovedì o venerdì prossimi». A Bruxelles, però, si respirano minori certezze. Così, per alzare il tono, il presidente del Consiglio cambia l'ordine del giorno del vertice: non più sul tema dell'immigrazione (alla luce dell'ennesima tragedia del mare), ma sullo schiavismo.

Ne ha già discusso - rivela - con il premier maltese Muscat, che oggi arriva a Roma; con Angela Merkel; con Françoise Hollande. E proprio dal presidente francese arriva la prima gelata sul vertice straordinario. Hollande condivide l'idea di incontri a livello europeo. Ma non del rango di capi di Stato e di governo. Bensì di ministri: Esteri, prima (è in programma per oggi). E poi, forse, dell'Interno.

E fonti rimbalzate su twitter (attraverso l'account del corrispondente della Stampa , Marco Zatterin) rivelano che il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk farà di tutto pur di evitare la convocazione del vertice straordinario. Sebbene il suo portavoce annunci: «Il presidente sta valutando la richiesta». «Non ho ancora parlato con Tusk - precisa Renzi - Lo farò nelle prossime ore. Domani (oggi, ndr), Gentiloni chiederà la convocazione di un consiglio straordinario durante la riunione dei ministri degli Esteri. Ed altrettanto farà Alfano, quando e se verrà convocata la riunione dei ministri dell'Interno».

La scelta del governo di alzare i toni del problema (non più sull'immigrazione ma sul traffico di essere umani) è stata adottata da Palazzo Chigi proprio stimolare i partner Ue ed arrivare al consiglio europeo straordinario.

Ma se a livello europeo erano scettici a convocare uno consiglio straordinario sull'immigrazione, ancora di più sembrerebbero esserlo se all'ordine del giorno c'è il tema dello schiavismo. Soprattutto finquando non saranno chiari i contorni della tragedia del mare. Lo stesso Renzi rivela che i «fatti sono nebulosi». A fronte delle 700 vittime, infatti, finora sono stati recuperati - dice sempre il premier - 24 cadaveri e 28 persone sono state salvate.

Nel primo caso (immigrazione) il problema da risolvere sarebbe stato esclusivamente economico: cioè, rifinanziare il sistema Frontex. Nel secondo, il problema si raddoppia: economico e militare. Per questo, la scelta avrebbe innescato qualche perplessità all'interno degli apparati di sicurezza.

E non è un caso che alla riunione di ieri a Palazzo Chigi abbiano partecipato i massimi vertici militari interessati (Giuseppe De Giorgi, capo di Stato maggiore della Marina e Claudio Graziano, capo di Stato maggiore della Difesa), ma anche Marco Minniti, sottosegretario alla Presidenza con delega sui servizi segreti e Giampiero Massolo, direttore del Dis: il dipartimento che coordina le attività di intelligence interna ed estera. Se il tema sul quale l'Europa dovrà confrontarsi sarà quello dello schiavismo, questo presuppone interventi - anche militari - per bloccare il fenomeno. Bruxelles, però, non ha un «esercito comune» da far intervenire in Libia, «Paese dal quale provengono - ricorda Renzi - il 91 per cento dei barconi». Così, prima di intraprendere azioni militari sul suolo libico per fronteggiare gli schiavisti, ci pensano bene. E il vertice straordinario chiesto da Renzi potrebbe segnare una via di non ritorno sull'intervento in Libia. Da qui, le perplessità europee.