Jobs Act, imbroglio gigante contro imprese e lavoratori

Il compromesso trovato non chiarisce e non risolve il problema della rigidità del mercato. Imprese penalizzate

Sono iniziate venerdì e continueranno lunedì le votazioni in Aula alla Camera sul Jobs act, e non è escluso che il governo ponga la questione di fiducia. Ma il Jobs Act è solo una scatola vuota di contenuti e soldi. E piena di inutili compromessi. Una legge delega votata con toni trionfali sia da Sacconi sia da Damiano è la prova provata che si tratta di un imbroglio. L'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, con tutte le sue rigidità, non è stato superato, e la regolazione di questo compromesso è stata delegata a decreti legislativi che al momento nessuno conosce. Ne verrà fuori un pasticcio contro i lavoratori, le imprese, i giovani, il mercato del lavoro e anche contro il buonsenso. Sarebbe bastato dire: l'articolo 18 è abolito, non c'è più il reintegro ma solo l'indennizzo. È un imbroglio, come lo è il contratto a tutele crescenti valido solo per i neoassunti. E come è un imbroglio la promessa di ammortizzatori sociali per tutti con soldi che non ci sono. Resta solo la logora annuncite di Renzi.

Cronologia dell'imbroglio

Sul Jobs Act, l'8 dicembre 2013 Matteo Renzi ha vinto le primarie del Pd, da cui è partita la scalata a Palazzo Chigi, in meno di un anno. Ed è, poi, dell'8 gennaio 2014 la e-news con cui l'allora solo segretario Pd illustra le sue idee sulla riforma del mercato del lavoro. Diventato presidente del Consiglio nelle slide «La svolta buona» presentate il 12 marzo, pone come termine per la riforma del mercato del lavoro lo stesso mese di marzo. Si è proceduto subito con il decreto Poletti, del 20 marzo, e subito sono sorte le prime incomprensioni tra le diverse correnti del Pd, tanto che per l'approvazione definitiva del decreto in Parlamento, il governo ha dovuto fare ricorso ben 4 volte alla fiducia. Lo stesso 12 marzo, il Consiglio dei ministri ha approvato la seconda parte della riforma voluta da Renzi: la legge delega, il Jobs Act. Viene presentato al Senato il 3 aprile e lì rimane insabbiato. Addirittura subisce il sorpasso da parte del disegno di legge Boschi sulle riforme istituzionali. Ad agosto parte l'offensiva del Nuovo centrodestra con il ministro Alfano: «Bisogna superare l'articolo 18, basta con i totem di una certa sinistra e dell'ideologia. Si tratta di una chiave per nuove assunzioni e noi proponiamo di superarlo dentro lo Sblocca Italia».

L'importanza della riforma Come ha ricordato lo stesso Maurizio Sacconi venerdì scorso, il superamento dello Statuto dei lavoratori è una battaglia storica del centrodestra, e il ministro Alfano ha fatto più che bene a rilanciarla. Salvo poi le clamorose marce indietro durante l'iter della legge. La riforma del mercato del lavoro, con l'obiettivo di eliminare le rigidità strutturali che caratterizzano l'economia italiana, viene richiesta con urgenza da tutti gli organismi internazionali. Dal 2000 al 2008, prima della grande crisi, le riforme del lavoro dei governi Berlusconi hanno creato oltre 3,5 milioni di posti di lavoro, con una riduzione del tasso di disoccupazione dal 10% al 6,1% (-3,9%), e un aumento del tasso di occupazione regolare da 55,5% al 58,7% (+3,2%). Del 3,2% di occupazione in più solo lo 0,3% afferisce a lavoro temporaneo, a conferma che i posti di lavoro creati sono stati prevalentemente a tempo indeterminato. Ma con le controriforme del ministro Fornero prima, e con i blandi decreti di ministri Giovannini e Poletti poi, la disoccupazione ha spiccato il volo.

L'imbroglio continua

Ad agosto interviene con un plateale stop il premier: «L'articolo 18 è solo un simbolo, un totem ideologico, proprio per questo trovo inutile stare a discutere se abolirlo o meno». Ma il 28 settembre cambia idea. Ospite della trasmissione Che tempo che fa sostiene che il reintegro in caso di licenziamento illegittimo è un ferro vecchio: «Non tratto con la minoranza del partito ma con i lavoratori. L'articolo 18, è una norma che risale a 44 anni fa e tutela solo una parte delle persone, altre sono abbandonate». Il giorno dopo la direzione del Pd approva un odg: «Una disciplina per i licenziamenti economici che sostituisca l'incertezza e la discrezionalità di un procedimento giudiziario con la chiarezza di un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità, abolendo il reintegro. Che viene mantenuto per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare, previa qualificazione specifica della fattispecie». Si torna sostanzialmente alla legge Fornero. Ma in Senato, dove l'8 ottobre si vota la fiducia, il maxi emendamento del governo non fa cenno all'articolo 18: si parla vagamente di «contratto a tutele crescenti». Il provvedimento viene approvato. Maurizio Sacconi afferma di avere vinto, e il testo sembra dargli ragione, anche se per la sua genericità rischia la sanzione di incostituzionalità. La minoranza Pd strilla per il tradimento del voto in direzione, ma non ha il coraggio di votare contro e si limita a minacciare revisioni alla Camera. E alla Camera la resa dei conti arriva il 13 novembre, con l'apertura del governo alla minoranza Pd. Nessun voto di fiducia sul testo del Senato, ma l'approvazione in tempi brevi del testo che uscirà dalla commissione Lavoro e che recepirà le proposte del Pd. Ovviamente Ncd non ci sta. Ma poi abbocca (che cosa altro potrebbe fare dopo aver ottenuto, con le modifiche alla legge elettorale, la promessa della permanenza in vita?). Il testo modificato con le richieste della minoranza Pd viene approvato in commissione e venerdì sono cominciate le votazioni in Aula. Esulta Sacconi ed esulta Damiano. C'è qualcosa che non torna.

La posizione di Forza Italia

Il Jobs Act è l'ennesimo imbroglio di Renzi. L'articolo 18 esce dalla porta per tornare dalla finestra. Una norma che creerà nuove rigidità, non aiuterà le imprese e non favorirà nuove assunzioni. Inoltre il testo consegna ai giudici una grande discrezionalità nel valutare la legittimità o meno del licenziamento disciplinare. E il problema del rapporto con l'articolo 76 della Costituzione resta aperto, dal momento che non è dato sapere quali saranno le «specifiche fattispecie» in cui opererà la sanzione del reintegro. La soluzione proposta in un emendamento di Forza Italia sarebbe stata più chiara: nel caso di licenziamento disciplinare giudicato illegittimo, dare al datore di lavoro, sanzionato con la reintegra, la facoltà di optare per un'indennità predeterminata.

Il confronto internazionale

In nessuna parte del mondo esiste una tutela come l'articolo 18. In nessuna parte del mondo, in ragione del licenziamento illegittimo c'è la reintegra obbligatoria.

L'imbroglio sui tempi

Quanto ai tempi per l'approvazione Renzi si è impegnato a renderlo operativo entro il 1° gennaio 2015. Anche questo è un imbroglio! Stiamo parlando di una legge delega che avrà bisogno di faticosissimi decreti legislativi che dovranno tornare in Parlamento e conterranno i dettagli più «caldi»: non sarà facile mettere d'accordo non solo le diverse anime del Pd, ma anche Ncd e Scelta civica. Ancora una volta Renzi con la sua annuncite prende in giro gli italiani.

Compromesso inaccettabile

Renzi aveva parlato di superamento dell'articolo 18, ma l'articolo 18 rimane tale e quale.Aveva parlato di ammortizzatori sociali universali, ma nella legge di Stabilità non ci sono risorse. Per Forza Italia il superamento dell'articolo 18 è condizione fondamentale per tentare di rilanciare le assunzioni e la nostra economia. Il risultato di tutto questo caos è un inaccettabile compromesso per darla a credere all'Europa. I mercati finanziari e gli investitori non berranno questa ignobile pozione. La subiranno, purtroppo, i nostri giovani.

Commenti
Ritratto di Azo

Azo

Dom, 23/11/2014 - 08:36

MA, QUESTI DANNATI COMUNISTI, SANNO VARARE UNA LEGGE, SENZA METTER DENTRO UN TRABOCCHETTO ??? CON LA LORO FALSITÀ E LA LORO CORRUZZIONE,TRA NON MOLTO,TI FANNO PAGARE ANCHE L`ARIA CHE RESPIRI.

flip

Dom, 23/11/2014 - 08:50

diamo l'addio al lavoro. gli industriali, quelli veri che tirano fuori i soldi dalle tasche, non ci saranno più se i sindacati non faranno qualche passo indietro. è stato dato ai sindacati tutto quello che hanno chiesto, il costo della mano d'opera è salito alle stelle con ricadute negative sui prezzi di vendita, ecc. anche la banche ci mettono del loro e purtroppo è una spirale senza fine. per rimediare un po' la situazione anche i sindacati devono fare la loro parte altrimenti hanno solo la possibilità di creare cooperative e far ripartire le fabbriche(?) poi vedremo.

Ritratto di Gius1

Gius1

Dom, 23/11/2014 - 08:55

Provate a chiedere a Renzi se lo sa che in Germania l' articolo 18, sia stato abolito? La Germania non va forte? Renzino ha preso in Giro tutti incominciando da Berlusconi,tutta la gente, i media dato che si e' fatta tanta publicita' gratis. Sono curioso vedere Le prossime elezioni se arrivera ' al 25%.

vince50_19

Dom, 23/11/2014 - 09:00

Ma dai, veramente? Alf_ghano è oramai come una povera foglia ingiallita, strapazzata da venti pidini e che tenta di sopravvivere politicamente. Basta guardarlo in viso per comprenderne la disperazione interiore che lo segna sempre più. Vale sempre il gattopardesco "cambiare tutto perché nulla cambi", laddove il "nostro omo novus toscanus" ben s'incarna con il Tancredi di quella storia.. Gira che ti rigira l'omo toscanus, fra salti della quaglia e capriole varie, si auto smacchia di fronte alla troika e alle richieste della sinistra più radicale. A proposito: Matteo a quando una riforma (seria) della giustizia e a quando una (vera) crescita de Pil? In fatto di tasse lasci la palla al massone contro iniziato (come lo definisce il massone Magaldi) che fa finta di contrastare la Ue.. Un po' di serietà (vera) no? Ecchecazzo!!!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Dom, 23/11/2014 - 09:04

io invece mi chiedo come faccia il PD a proporre leggi che danneggiano i lavoratori e i disoccupati.... è un po come assumere un killer perchè quello ti protegga uccidendoti....

linoalo1

Dom, 23/11/2014 - 09:11

L'imbroglio,per tutta l'Italia, è quello di avere un Governo composto da Usurpatori Comunisti,che non hanno mai lavorato un giorno come dipendenti e che pretendono di governare una Nazione come l'Italia,basata sul lavoro,come se fosse una Nazione del Terzo Mondo,con il Popolo con ancora l'anello al naso!Quindi,a causa della loro inesperienza,e sono buono a chiamarla solo così,stiamo,lentamente,affondando,malgrado le rassicurazioni del nostro Marinaio Renzi e dei suoi Attendenti!Anche l'Europa,ha capito l'antifona,ossia che Renzi è inaffidabile,e,appunto per questo,nei nostri confronti,a scanso di equivoci, procede con i piedi di piombo!Lino.

Ritratto di arcatero

arcatero

Dom, 23/11/2014 - 09:12

L'imbroglione con il Koala in braccio può stare tranquillo: qualsiasi cosa dice, c'è sempre un Silvio pronto ad applaudirlo.

scipione

Dom, 23/11/2014 - 09:23

E si continua con il trucco delle tre carte dei sinistronzi che bloccano da quarata anni il Paese.

Ritratto di Roberto53

Roberto53

Dom, 23/11/2014 - 09:23

Tutto ok, ma perché non fate cadere il Governo? State perdendo tutti i Vostri elettori, che non ne possono più di tasse e clandestini. Non sarà che Berlusconi, come Al Fano, ha ottenuto qualcosa in cambio di qualcos'altro?

scipione

Dom, 23/11/2014 - 09:25

E continua lo sporco gioco delle tre carte.

Ritratto di Anna 17

Anna 17

Dom, 23/11/2014 - 09:27

Non è difficile per chiunque tranne che per i sinistrati ed i sinistrati sindacalisti. Più difendono i lavoratori e più creano disoccupazione. Se la gente non vuol più lavorare, significa che hanno trovato un altro sistema per campare oppure sono rincitrulliti.

Ritratto di elio2

elio2

Dom, 23/11/2014 - 09:28

Quindi tutto cambia, affinché nulla cambi, tipico dei comunisti, che devono salvaguardare dal licenziamento quella miriade di parassiti che hanno fatto assumere nelle aziende e che ora con la crisi vengono sbattuti fuori come tutti gli altri.

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Dom, 23/11/2014 - 09:32

Gira e rigira i kompagni non molleranno finche l'Italia non diventerà una nuova DDR.

Ritratto di perSilvio46

perSilvio46

Dom, 23/11/2014 - 09:45

Renato Brunetta smaschera le falsità rosse! E lo fa da par suo, preciso, documentato, inattaccabile. Adesso l'ebetino è con le spalle al muro: Brunetta ne ha distrutto la credibilità, nessuno lo voterà più. La autorevolezza di cui gode Renato Brunetta rende le sue analisi pietre miliari nella storia dell'economia. Brunetta è riconosciuto universalmente come il più grande economista attuale, e, di fatto è , per scienza e competenza, premio Nobel per l'economia. Ma è anche un grande politico: tutte le cancelleria mondiali pendono letteralmente dalle sue labbra. Per queste ragioni la sua condanna affonda DEFINITIVAMENTE il PD dell'ebetino e riporta il centro destra guidato dallo statista BERLUSCONI al centro della scena italiana.

scipione

Dom, 23/11/2014 - 09:47

Tanto per capirci:Dal 2000 al 2008 le riforme del lavoro del governo Berlusconi hanno creato 3.5 milioni di posti lavoro con una riduzionedel tasso di disoccupazionedal 10% al 6.1 %e un aumento del tasso di occupazione regolaredal 55.5 al 58.7 %.

Mr Blonde

Dom, 23/11/2014 - 10:05

Brunetta credo abbia ragione, è comunque un piccolo passo avanti ma lontano da quello che sarebbe necessario. Però brunetta da dove viene? la domanda logica è perchè non lo avete fatto voi in dieci anni? CHe la destra si lamenti perchè la sinitra non fa le riforme di destra è RIDICOLO. Piuttosto vorrei vedere nel programma futuro il "trinomio" taglio tasse/taglio stato/liberalizzazioni. E' possibile o cederete ancora agli statalisti di sempre (lega casini alfano ecc)??? Un elettore potenziale.

canaletto

Dom, 23/11/2014 - 10:09

Ecco come Renzi crea posti di lavorp!!!!!!!!coglioni quelli che gli stanno dietro e lo votano

DrDestino

Dom, 23/11/2014 - 10:12

Per amore di esattezza: in Europa solo Belgio e Svizzera non prevedono il reintegro del lavoratore, TUTTI gli altri paesi lo prevedono in caso di licenziamento illegittimo

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Dom, 23/11/2014 - 10:15

SE PER RENZI L'ARTICOLO 18 E' SOLO UN SIMBOLO PERCHE' NON DICE CHIARAMENTE CHE BISOGNA CANCELLARLO. E' ASSURDO CHE UN ARTICOLO CONDIZIONA TUTTO IL MONDO DEL LAVORO.

@ollel63

Dom, 23/11/2014 - 10:17

le cachete sinistrate e comuniste nient'altro posson fare se non imbrogli, vista l'assenza totale di cervello e d'umanità.

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Dom, 23/11/2014 - 11:25

Drdestino per amore di esattezza a lei risulta che quelli che avevano sorpreso con tanto di telecamera a rubare dai bagagli dei passeggeri a roma erano licenziamenti illegittimi,visto che sono stati reintegrati???????????????????????????

Ritratto di moshe

moshe

Dom, 23/11/2014 - 12:27

L'ennesimo inganno del venditore di pentole. E' falso, incompetente ed arrogante, non è possibile essere governati da una nullità simile!

Ritratto di Scassa

Scassa

Dom, 23/11/2014 - 13:26

scassa domenica 23 novembre 2014 Articolo 18 ,venerato protettore dei lavativi ,assenteisti,ruba galline,,DOC e soprattutto DOP ,,che a loro volta creano un serbatoio di voti e solo a sinistra . Sinistra che,attraverso il suo braccio armato di bandiere rosse e di slogan ottocenteschi,si comporta esattamente come l'ISIS con il lavoratore che non la pensa come loro. L'ISIS sgozza ,loro OSTRACIZZANO e a chi vuole lavorare in pace ,lo impediscono . Mai ho visto licenziare un bravo dipendente ,ma violenti ,sabotatori e ladri si ,è me li sono visti reintegrare da un giudice mooooolto onesto ,che giudicava anche quei braaaaaaavi ragazzetti dei centri sociali ,collegi per figli di Maria ! È' proprio vero che in Guerra ,la prima vittima è la Verità !!!!!!!!!!!!!scassa.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Dom, 23/11/2014 - 13:32

Dopo le elezioni si scoprirà che , come al solito, cicciobello Renzi ha fatto il contrario di quanto promessso.E' partito per fare il sovrano,si ritrova a fare il ciuco in una giostra di qualche festa rossa della bassa Emilia. Il tutto a spese dell'Italia che ha bisogno,come il pane,di riforme. Quelle vere.

angelomaria

Ven, 20/02/2015 - 19:02

L'ARTICOLO 18 NON DOVEVA ESSERE TOCCATO E DINUOVO IL RENZI DELUDE PER RESTARE AL COMANDO DI QUELLO XGE DIVENTERA LA SUA ULTIMA PERENNE SCONFITTA SUA E D'UN SISTEMA BASATE SU CORRUZZIONE LALAPOITICAEGIUSTIZIA CREPI SANSONE CON TUTTI I FILISTEI DI PIU'NON SO CHE DIRE!!!