L'acquisto di film russi inguaia Mamma Rai Indagato alto dirigente

Diritti gonfiati per ricavare mazzette, sotto accusa il vicedirettore di Rai Movie. Giallo su un duplice omicidio

RomaUn incendio misterioso, una madre e un figlio eccentrici morti carbonizzati, vecchi film russi, fatture gonfiate, tangenti. Sono gli ingredienti letterari ma fin troppo veri di una storiaccia che è oggetto di un'indagine condotta dalla Guardia di finanza di Bologna per conto della Procura del capoluogo emiliano che ha portato alla perquisizione a tappeto delle sedi di Rai Gold e Rai Cinema di Roma e di altre società private, major italiane del settore cinematografico, a Milano, Bologna, Firenze e Prato e all'iscrizione nel registro degli indagati del vicedirettore di Rai Movie, Enzo Sallustro, con l'ipotesi di induzione indebita a dare o promettere utilità.

Tutto ha inizio il 27 gennaio 2013 quando a Bologna, nella centrale via Aldini, scoppia in pieno giorno un devastante rogo nell'appartamento in cui vivono Anna Maria Rinaldini, 74 anni, e il figlio Alexis Vidakis, 46 anni. I due vengono trovati morti, lui carbonizzato nel punto in cui sarebbe scoppiato l'incendio, lei soffocata dal fumo sul letto. Fine da incubo per due personaggi piuttosto bizzarri: una vita da appartati in una casa di lusso ma sporca e ingombra di ogni genere di oggetti. Eppure a parte qualche stranezza non si tratta di emarginati: lui è piuttosto noto nel mondo del cinema d'autore, è titolare di Tele Video, una società di produzione bolognese specializzata nell'acquisto di film russi della Mosfil'm, la Cinecittà moscovita dove sono stati girati i più grandi capolavori del cinema sovietico, da Sergej Michajlovic Ejzenštejn ad Andrej Tarkovskji. Nel 2009 Vidakis ha anche un ruolo marginale in una vicenda che finisce su tutti i giornali: presta la sua auto, una Fiat 600, all'inventore di Blob Enrico Ghezzi, suo amico, che ha un violento tamponamento sulla Nomentana, a Roma. Sul sedile del passeggero c'è Luciano Emmer, grande regista quasi novantenne e inventore di Carosello, che non si riprende più dai postumi delle ferite e muore tre mesi dopo.

Le indagini sul rogo non portano da nessuna parte, nell'appartamento in via Aldini, chiuso dall'interno, non ci sono tracce di intervento di altre persone. Eppure qualcosa non convince il pm Francesco Caleca, che non archivia l'inchiesta. Tutte le piste restano aperte tranne quella del suicidio, che pare esclusa. E forse il mistero di quelle due morti è legato all'inchiesta delle Fiamme gialle bolognesi, che prende le mosse dai movimenti finanziari di Vidakis e pian piano porta a galle «una vasta rete di rapporti nell'acquisizione dei diritti cinematografici da parte della Rai su cui si addensano forti indizi di illiceità». A insospettire il pm Morena Plazzi, sostituto procuratore della Repubblica di Bologna, il fatto che Vidakis avrebbe dato a Sallustro una mazzetta (41.500 euro nel solo 2012 transitato dai conti correnti di Vidakis e della madre a quello di Sallustro) per cedere alla Rai i diritti sulle centinaia di titoli della sua library a un prezzo cinque o sei volte superiore a quello da lui pagato per l'acquisto: trattandosi infatti di vecchi classici della cinematografia russa il loro valore di mercato è decisamente esiguo e ingiustificabili di conseguenza le cifre sborsate dalla Rai.