Letta: "La più grande rottura dopo la caduta del Muro di Berlino"

Secondo l'ex premier italiano la vittoria di Donald Trump rappresenta una cesura storica di portata inedita dalla fine della Guerra Fredda

"La più grande rottura politica dalla caduta del Muro di Berlino": Enrico Letta, come si dice ironicamente in gergo, "la tocca piano". Commentando su Twitter il risultato delle elezioni presidenziali americane, l'ex presidente del Consiglio descrive il trionfo di Donald Trump come "una grande sveglia per l'Europa".

"L'Europa deve darsi una grande sveglia, a questo punto è più sola -spiega Letta in un'intervista comparsa oggi su Avvenire - Abbiamo tutti una responsabilità in più. Dobbiamo sviluppare un'idea di maggior responsabilità, capace di farci rilanciare lo sviluppo dei nostri valori. E smetterla con le inconcludenze e i piccoli litigi di questa Ue, anche in materia di conti pubblici, per capire che dobbiamo trovare le ragioni per stare più uniti." "

Vedo due conseguenze, soprattutto: un'America più isolazionista e meno presente nel Mediterraneo, dove dunque le nostre responsabilità saliranno e una crescita dei fattori d'instabilità. E questo potrebbe portare più volatilità sui mercati, con il timore - che dovrebbe farci tremendamente paura - che i nostri tassi d'interesse tornino a essere quelli di prima del Quantitative easing di Draghi. Per noi, vedo più rischi che opportunità."

Letta imputa le responsabilità della sconfitta di Hillary Clinton all'incapacità, da parte dei democratici, di comprendere come l'ex Segretario di Stato fosse e sia tuttora percepita come uno dei massimi esponenti dell'establishment. "È diventata centrale la separazione in corso fra la classe politica e il corpo elettorale - chiosa ancora l'ex premier - Dopo Brexit, questa è un'altra vittoria sull'antipolitica. Trump ha chiesto il voto anche contro il ceto politico repubblicano. È incredibile: Hillary Clinton ha preso il 93% a Washington, Trump solo il 4%. Il distacco fra i luoghi del potere e quelli della gente è diventato un abisso. Questo deve interrogarci su come sarà la nuova era della politica. È impressionante l'errore dei democratici, il non aver capito che Hillary era percepita come un campione dell'establishment".

La valutazione sul nuovo presidente Usa, però, rimane severa: "Il suo successo è uno stop per la democrazia come l'abbiamo concepita finora, è un inno al politically incorrect, a tutto ciò che è fuori dei canoni di correttezza. Il giudizio su di lui non cambia ed è durissimo: ha illuso il popolo americano che si possano risolvere facilmente i motivi di frustrazione. Vedremo se le sue prime parole, più concilianti, saranno seguite da fatti."

Commenti
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Giano

Gio, 10/11/2016 - 12:29

Senti chi parla, quella sciagura nazionale che ha nominato ministro una congolese, quella che dice che "La Terra è di tutti", e che ha inventato la missione Mare nostrum, il sevizio taxi gratuito Libia-Italy che solo di spese vive ci costa 300.000 euro al giorno e che è la causa prima dell'invasione africana. E questo signore insegna politica a Parigi. Poveri allievi.

rudyger

Gio, 10/11/2016 - 12:49

il caro Letta aveva cominciato bene la sua analisi ma in cauda venenum ha rivelato tutta la sua acredine di comunista.

elgar

Gio, 10/11/2016 - 13:18

Con la caduta del Muro c'è anche una strana analogia di date. Era il 9 novembre anche allora.

gattogrigio

Gio, 10/11/2016 - 14:22

Che un allontanamento degli USA sia per l'Europa un'ottima opportunità è sicuramente vero, ma saremo abbastanza stupidi da non approfittarne. Potrebbe essere il momento giusto per toglierci dal protettorato americano e diventare una potenza militare ragionevole nel contesto geopolitico in cui ci troviamo. Ma, come già detto, non ne approfitteremo.

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02121940

Gio, 10/11/2016 - 14:45

Dopo un lungo apprezzabile silenzio, il non più giovanissimo Letta si fa sentire per spararne una grossa, che francamente mi meraviglia: "La più grande rottura dopo la caduta del Muro di Berlino". Questa la sua valutazione per l'esito di REGOLARI E PACIFICHE ELEZIONI negli SU? Rimanendo ai soli “piccoli” fatterelli italiani, mi pare molto più grave la serie di “rotture” verificatesi nel bel paese, tra le quali non solo quella per far fuori Berlusconi, ma anche quella che ha estromesso lo stesso Letta da Palazzo Chigi.

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OKprezzogiusto

Gio, 10/11/2016 - 17:36

La più grande rottura sono i commenti acidi dei sinistri. Forse non avete capito: gli americani hanno eletto Trump.

nopolcorrect

Gio, 10/11/2016 - 18:47

Letta è stato l'inventore della demenziale politica "mare lorum" che incoraggiando gli africani a imbarcarsi "tanto poi verranno gli Italiani a prenderci" ha contribuito oggettivamente ai naufragi. Uomo privo di attributi, un cala-braghe che ha ridotto la gloriosa Marina Militare Italiana, la Marina già di Luigi Rizzo e di Luigi Durand de la Penne, a servizio staffetta a favore degli scafisti.Favorendo l'immigrazione di massa ha contribuito allo sfascio della UE. Per favore SPARISCA.

PDIsla§

Gio, 10/11/2016 - 19:12

Il NOMINATO Letta dal re NAPOLITANO.

Charly51

Gio, 10/11/2016 - 20:24

Meno male che è andato a Parigi a fare danni.Questo ex politichetto , piccolo , piccolo,ancora una volta con le sue analisi tecno-teoriche ci da lezioncine, dimostrando di non capire nulla né di economia ne di politica. Un baciapile, un impiegatino,ma con la presunzione d'insegnare.Incarnazione del cattocomunista.

uberalles

Gio, 10/11/2016 - 22:06

Caro Letta, dura da buttare giù, vero? Quasi peggio del "bidone" a suo carico orchestrato da Frottolo e dall'emerito...Sarebbe stato molto più "democratico" se Obama avesse investita Hillary della successione, come è successo nel Bel Paese: in democrazia si usa così, nevvero? Le elezioni servono per dare qualche soldo ai presidenti di seggio ed agli scrutatori, ma sono una pura formalità che non deve influenzare minimamente la nomina del governo...

Maver

Ven, 11/11/2016 - 08:27

Quando l'ex premier invita ad una maggior coesione non si comprende a chi si riferisca. Presumibilmente all'establishment, ma è proprio questo il problema. La UE può pure darsi la sveglia ma la lezione che ci giunge dagli USA è che la base elettorale rigetta i centri di potere auto-costiti e auto-referenziali i cui frutti più evidenti sono: il politically correct come "neolingua di orwelliana memoria e qui nel "belpaese" la spirale dei governi tecnici imposti dall'alto. Il loro progetto è antitetico alle aspirazione dei popoli, quindi c'è assai ben poco spazio per reinventarsi, quanto piuttosto la necessità di risolversi a togliere il disturbo.