In Libia suv, navi e cimici spia. Il piano Salvini anti-migranti

Vertice al Viminale con Tripoli: pronte auto, bus e ambulanze. L'obiettivo: combattere l'immigrazione e il terrorismo

Foto di repertorio

La lotta all'immigrazione clandestina non si ferma. Nonostante il calo degli sbarchi in Italia, l'intenzione del ministro dell'Interno Salvini è quello di non abbassare la guardia e incrementare la guerra al traffico di esseri umani. Una battaglia, questa, che va combattuta in Libia. Ecco perché oggi il titolare del Viminale ha avuto un "lungo e cordiale" incontro con l'omologo libico Fathi Ali Bashagha. Un vertice incentrato sulla cooperazione tra Paesi, sulla stabilizzazione politica della Libia e - ovviamente - sulla lotta all'immigrazione irregolare.

Da tempo l'Italia sta cercando di sostenere Tripoli nel controllo delle coste per impedire le partenze dei migranti. Quando un mese fa le motovedette libiche trassero in salvo 393 migranti, Salvini esultò per la "collaborazione" che "funziona": "Gli scafisti i trafficanti e i mafiosi - disse il ministro - devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia”.

Per tenere la "linea", dunque, Salvini e Fathi Ali Bashagha hanno fatto il punto sugli obiettivi raggiunti fino ad ora e quelli che verranno. L'intenzione del ministro italiano è quello di "rafforzare" la collaborazione. Ad oggi il Belpaese ha già realizzato per la Libia due corsi di formazione sui sei previsti, ha riparato e consegnato tre motovedette di 14 metri ed è in dirittura d'arrivo la riparazione di altre due navi di 35 metri, di una da 22 e di un'altra da 28 metri (verranno consegnate non appena l'equipaggio sarà addestrato). Presto, inoltre, dovrebbe avviarsi la gara europea per la fornitura di 20 gommoni alle autorità libiche.

Tutti strumenti utili alla lotta contro il traffico di esseri umani, soprattutto in vista dell'estate. "Col bel tempo ancora sbarchi", ha avvertito ieri il ministro Trenta. E così per incrementare la collaborazione tra Italia e Libia, il Viminale è pronto a fornire a Tripoli dieci bus, quattordici ambulanze e trenta suv. Non solo. Come fanno sapere fonti del Viminale, infatti, in programma c’è anche la messa a disposizione di strumenti per il contrasto dei trafficanti di esseri umani (cioè apparecchi per intercettazioni telefoniche e non solo). Infine, l'Italia è intenzionata a realizzare in Libia una sala operativa e una rete radio per garantire le comunicazioni radio delle Forze dell'ordine.

Commenti

skywalker

Gio, 28/02/2019 - 23:24

E noi paghiamo. Ottima idea fornire quei mezzi, cosi' potranno organizzare meglio le partenze e tenerci sotto ricatto per avere piu' soldi.

Antonio Chichierchia

Gio, 28/02/2019 - 23:33

Se anche la sinistra chiude i porti questo governo è finito.

timpidigunti

Gio, 28/02/2019 - 23:41

Così si fa, non mandare bombe come i francesi, che pensano di essere i paroni.

istituto

Gio, 28/02/2019 - 23:59

Salviamo vite ! Bene cosi. Ed ora aspettiamoci il pianto greco degli sponsor e sacerdotesse dell'invasione

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Ven, 01/03/2019 - 00:13

L'Italia dovrebbe fornire anche mezzi per la sorveglianza (aerea) del confine con il Niger (in mano ai francesi) ché è il punto nodale dove arrivano tantissimi disperati dell'Africa illusi di trovare la manna in Europa, povera gente oggetto di arricchimento di tribù e elementi di governi compiacenti.

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 01/03/2019 - 00:21

"Non abbassare la guardia e incrementare la guerra al traffico di esseri umani". Un programma serio, esattamente il contrario di quanto operato dai precedenti governi "sinistri", volto soprattutto a fare dell'immigrazione un "affare".

vottorio

Ven, 01/03/2019 - 01:39

Bravissimo Salvini, queste sono le cose che vogliono sentire gli italiani che non ne possono più dell'immigrazione senza controllo e la conseguente delinquenza aggravata da abitudini incivili. Avanti così unitamente alla riforma della legittima difesa e vedrai che i voti aumenteranno ancora perché il Popolo italiano, quello sano, è tutto con te.

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 01/03/2019 - 03:36

Tutto giusto, con l'approvazione della grande maggioranza degli Italiani. Mi domando quale sia la posizione della UE al riguardo. Per conto mio, anche senza un formale accordo, l'ormai superato Accordo di Dublino é di fatto "scaduto", con grande doloro della folla di furbetti che ci hanno mangiato sopra: i 35 euro al giorno sono ormai solo un sogno, naturalmente grazie a Salvini.

moichiodi

Ven, 01/03/2019 - 06:14

Come "piano" non c'è male! Si tratta di fornitura di mezzi ai libici era prevista negli accordi con Minniti. Ma non fermerà l'emigrazione africana. Non credo che "aiutiamoli a casa loro" - lo slogan elettorale preferito- fosse questo.

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anticalcio

Ven, 01/03/2019 - 08:17

tutto ma proprio tutto quel che viene messo in campo pe rcontrastare l'immigrazione incotrollata è ben accetto.purtroppo abbiamo chi rema contro...e lo si sa bene chi sono:i soliti noti!!

VittorioMar

Ven, 01/03/2019 - 08:18

...ma non doveva restare SEGRETO ??..non sono INFORMAZIONI UTILI AL NEMICO ( schiavisti ..trafficanti...mafiosi ecc.)??

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beatoangelico

Ven, 01/03/2019 - 09:17

Nel frattempo qualcuno gli faccia sapere che l'economia italiana è ALL'ANNO ZERO. Se ha barattato con i 5S la mano libera in tema di sicurezza e immigrati per lasciagli il campo nei loro provvedimenti antieconomici, saluti i voti di imprenditori e professionisti, autonomi ecc.

giancristi

Ven, 01/03/2019 - 09:24

Anche per la Libia il traffico di migranti è un problema. Alimenta criminalità e disordini. Arrivano dall'Africa subsahriana e stazionano sul territorio, in attesa di partire l'Italia. Benvenuta la collaborazione. Se i clandestini arrivano in Italia, il costo è 10 volte maggiore.

DRAGONI

Ven, 01/03/2019 - 10:43

UN POZZO SENZA FONDO PRONTO AD INGOIARE AIUTI DI VARIO GENERE CHE NON SONO IN GRADO E NON VORRANNO IMPIEGARE PER SODDOSFARE LE RICHIESTE ITALIANE POICHè NON HANNO IL SENSO DELLO STATO AVENDO UNA VISIONE TRIBALE DELLO STESSO. GHEDDAFI TENEVA INSIEME LE TRIBù CON IL TERRORE DELLE FORZE DI INTERVENDO ARMATE.