L'Italia ormai è alla frutta Storico sorpasso alla carne

Per la prima volta è la voce numero 1 di spesa del nostro carrello Eppure ne mangiamo ancora meno della dose consigliata dall'Oms

È la fruit revolution. Per la prima volte nella storia la spesa per frutta (e verdura) degli Italiani ha superato quella per la carne, diventando la prima spesa del budget alimentare della famiglie italiane. La spesa per vegetali infatti rappresenta ora il 23 per cento del totale del carrello degli italiani per un impoerto di 99,5 euro per famiglia al mese contro i 97 euro della carne (22 per cento del totale) che perde per la prima volta il primato.

Un tempo una cosa così sarebbe stata subito rubricata alla voce brutte notizie: per decenni infatti il consumo di carne e proteine animali era considerato un indice di benessere e di progresso. Oggi invece, al netto della crisi che certo non aiuta, questo sorpasso si spiega soprattutto con un cambio di abitudini alimentari e con una maggiore sensibilità verso un'alimentazione «veg».

E la faccenda non finisce qui. In questo torrido luglio che sta per finire, infatti, si è registrato il massimo storico dei consumi di frutta e verdura con un aumento del 30 per cento degli acquisti rispetto allo scorso anno, che ha trainato verso incrementi negli acquisti l'intero anno 2015. Dati che per il momento sono solo una stima fatta da Coldiretti e resa nota ieri all'Expo di Milano in occasione della Giornata dell'ortofrutta al che ha visto protagonisti migliaia di agricoltori provenienti dalle campagne delle regioni oltre al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e al Ministro Maurizio Martina. Ma che soprattutto ha visto la distribuzione ai visitatori di 12 tonnellate di frutta fresca,

Qualche spiritosone dirà che siamo alla frutta. E forse è prorpio così. Ma non è detto poi che sia un male. Siamo di fronte infatti a una storica inversione di tendenza, visto che dall'inizio del secolo ad oggi l'acquisto medio di ortofrutta è diminuito del 28 per cento. Ma possiamo fare molto di più. I consumi per persona di frutta e verdura nel 2014 si erano infatti fermati a poco più di 130 chili all'anno a testa che equivalgono a non più di 360 grammi al giorno rispetto agli almeno 400 grammi consigliati dall'Organizzazione Mondiale ella Sanità per avere buona salute. Ma soprattutto si è ancora molto distanti da un'altra delle importanti raccomandazioni sugli stili alimentari, che riguarda il numero di porzioni di frutta e verdura assunte ogni giorno: in Italia solo il 18 per cento della popolazione di età superiore a tre anni consuma quotidianamente almeno quattro porzioni di frutta e verdura. E questo malgrado l'Italia possa vantare il primato a livello europeo anche in questo campo, con 99 prodotti ortofrutticoli a denominazione di origine e con il minore livello di residui di agrofarmaci nella frutta e nella verduta, con appeno lo 0,4 per cento dei casi rispetto alla media Ue dell'1,5 per cento e a quella extracomunitaria che arriva addirittura al 7,9 per cento dei casi.

Ma quali sono i frutti preferiti dagli Italiani? nella «top none» (proprio così) ci sono le mele, le arance, le banane, le angurie (primo frutto tipicamente stivo in classifica), le pere, le clementine, i meloni, i limoni e l'uva.

Ma ieri la giornata della frutta non è stata celebrata solo all'Expo milanese. Blitz solidali di Coldiretti si sono tenuti in tutte le regioni italiane con l'offerta gratuita di 20 tonnellate di frutta fresca e spremute in tutta Italia, soprattutto alle categorie più deboli, dagli anziani ai bisognosi e agli immigrati. A Milano una distribuzione di frutta è stata compiuta alla Stazione Centrale, a Torino sono state regalate pesche ai poveri e ai ragazzi disagiati, a Crotone frutta di stagione agli immigrati.

Commenti
Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mer, 29/07/2015 - 10:17

FRUTTA DELLE MULTINAZIONALI CON OGM E PESTICIDI. A PREZZI FOLLI BOICOTTATELA BEVETE SUCCHI DI FRUTTA

Ritratto di Giuseppe.EFC

Giuseppe.EFC

Mer, 29/07/2015 - 11:18

... e la carne che si vende: pollo e maiale. Cioè quella che costa meno. Beh, almeno se devo giudicare da quello che vedo nel mio supermercato. Niente vegano, niente attenzione alla salute: mancano i soldi, si mangia meno carne. Ne saranno felici gli animalisti: per me, solo l'ennesima dimostrazione che le cose vanno male. Anche se il Governo, che al filetto non rinuncia, non credo se ne sia accorto.