L'orrore: fatto a pezzi, sciolto e murato

Il corpo di Ruggiero in un garage del killer. La trans: non sopravvivo

Vincenzo Ruggiero con il trans Heven Grimaldi

Napoli Un lungo lavoro da macellaio per staccare la testa e sezionare il corpo, smembrandolo: il cadavere di Vincenzo Ruggiero è stato fatto a pezzi, cosparso di acido per renderne più facile l'occultamento sotto il pavimento di un garage di proprietà della famiglia del killer, a Ponticelli, nella periferia est di Napoli. Pur essendosi avvalso della facoltà di non rispondere al gip, che ha convalidato il fermo e firmato una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emergono altri particolari raccapriccianti sul delitto commesso dal reo confesso Ciro Guarente, un ex militare oggi dipendente civile della Marina.

Il cadavere della vittima attivista gay ucciso il 7 luglio scorso a Caserta non era stato dunque gettato in mare, a Licola, come confessato in precedenza, ma tumulato e cementato in una sorta di garage adibito ad autolavaggio. Una scena degna di Edgar Allan Poe. Ruggiero sarebbe stato attirato in trappola e ammazzato da Guarente e, forse altri complici. Su questi si stanno concentrando le indagini. Il riconoscimento ufficiale della salma ancora non c'è ma ci sono alcuni indizi ritenuti assai indicativi dai pm. In primis le immagini di una telecamera che lo riprendono con dei sacchi, in cui probabilmente c'erano i resti della vittima. Poi il fatto che la madre dell'assassino abiti a una cinquantina di metri dal luogo del ritrovamento. Inoltre alcuni testimoni ricordano di aver visto il giovane più volte, due giorni dopo l'omicidio, entrare e uscire dal locale; infine, il segnale del cellulare di Guarente la sera del 7 luglio, data dell'omicidio, porta verso il quartiere Ponticelli di Napoli e non a Licola. Secondo il racconto dell'assassino, il delitto sarebbe avvenuto accidentalmente, durante una lite, nell'abitazione dove Ruggiero viveva con la trans contesa Heven Grimaldi ma potrebbe trattarsi di un depistaggio per coprire chi lo ha aiutato. Heven, proprio ieri, ha affidato a un lungo post su Facebook il suo dolore per la scomparsa del compagno. «Vita mia, non troverò mai la forza di accettare quello che ti è stato fatto, non oso immaginare la tua paura e il tuo dolore ha scritto . Non riuscirò mai a sopravvivere senza di te, vorrei tornare indietro nel tempo». Ruggiero, 25 anni, residente a Parete ma fuggito dalla famiglia per vivere la sua condizione in piena libertà, conosceva solo di vista il boia del suo compagno.