L'ultima follia della Raggi: il complotto dei frigoriferi

Il sindaco di Roma denuncia un aumento sospetto dei rifiuti abbandonati e viene sbeffeggiata sui social

Guai a uscirsene con una gaffe nell'era dei social network. Se toppi, se dici una sciocchezza, per te c'è la gogna. Matematico. E così, dalla nicchia del quotidiano finisci nel tritacarne di certe telematiche tribune dove regna il buonumore. C'è finita, ieri, la sindaca Virginia Raggi che ha fatto intendere (in esclusiva a la Repubblica) che tutti quei materiali ingombranti abbandonati per strada potrebbero far parte di un complotto per far cascare la sua giunta. O ci fa, e dunque fa finta di non sapere che il servizio speciale di raccolta dell'Ama è stato sospeso cinque mesi fa. Oppure ci è, e dunque ancora non lo sa, la sindaca.

Ricapitoliamo. Nella lunga intervista, due pagine intere, titolata (non a caso) «Non sono perfetta in tutto, ma riuscirò a cambiare Roma», la Raggi parla dei suoi primi quattro mesi, di trasparenza, di balconcini vista Fori e del suo rapporto con Beppe Grillo. La faccenda dei frigoriferi abbandonati è tenuta piuttosto nascosta, in mezzo al pezzo. Non è bastato per mandare tutto in cavalleria. «Tutti quei divani - dichiara - tutti quei frigoriferi abbandonati per strada non so se vengono fatti dei traslochi, se tanta gente sta rinnovando casa, ma è strano perché non è mica un lavoro semplice portarli lì, non so neanche come facciano. Però il frigorifero è già tutto sfondato e graffittato. Mi sembra molto strano...».

Che succede? Succede che prima dell'insediamento della sindaca esisteva un servizio a domicilio che, una volta al mese e su richiesta del cittadino, passava a ritirare i rifiuti pesanti. Un servizio che suddivideva i municipi in isole ecologiche. Adesso questo servizio, istituito dal suo predecessore Ignazio Marino, è stato temporaneamente sospeso: tuttavia appare ancora la voce sul sito dell'Ama, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti nella Capitale. Sotto la voce «consegnali gratis nei centri d'accoglienza» appare l'avvertenza «chiama Roma 060606 per il ritiro a domicilio». Ma basta chiamare il numero verde, per scoprire che il servizio non è attivo dal 18 giugno». A quanto è dato sapere dall'Ama riprenderà entro i primi di dicembre.

E allora eccoci qui in piena era «Frigogate». Nel giro di poche ore l'hashtag #frigoriferi diventa trendtopic di Twitter. «Virginia Raggi gela tutti» scrive un utente umorista, mentre un altro si aspetta ora «l'inchiesta sui pedalini e sui palloni rimasti sui tetti». «Ecco perché avevo quella strana sensazione che il frigo, stamattina, mi guardasse strano» scherza Federico Mello. I Poteri Forti avvertono «dal #frigorifero all'#ordigno il passo è breve...». Qualcuno suggerisce di «istituire anagrafe dei frigoriferi e l'obbligo di microchipparli in modo da risalire a chi li abbandona per boicottare il Sindaco #Raggi». Mentre un altro la mette in guardia: «Anche le lavatrici stanno remando contro».

Spara sulla Croce rossa la consigliera Pd, Valeria Baglio, che interviene ricordando che in realtà è stata bandita ad agosto una gara d'appalto con scadenza il 5 ottobre, come è possibile vedere sul sito dell'Ama. Ma osserva: «Mi sorprende che la Sindaca parli di complotto e non sappia che la gara per la raccolta dei rifiuti ingombranti è sospesa dall'estate perché l'unico partecipante e aggiudicatario di quella gara non aveva i requisiti richiesti dalla legge. Ora la gara è stata riavviata, ma il servizio ripartirà presto. Queste informazioni sono state fornite ai consiglieri dal direttore generale di Ama, Stefano Bina, la settimana scorsa in Commissione Trasparenza. Come fa la Sindaca a non conoscere queste notizie?».

Non sarà di sicuro questa l'unica ragione e non giustifica l'abbandono dei rifiuti pesanti per strada, ma sicuramente non tutti hanno la possibilità di portare con la propria macchina e con le proprie braccia un frigo, una lavatrice all'isola ecologica. Molto spesso il cittadino si affida a svuotacantine venuti dall'Est Europa che si sbarazzano con disinvoltura dei rifiuti. Altro che complotto.