Di Maio e Di Battista ora rompono il silenzio

Luigi Di Maio ed Alessandro Di Battista rompono il loro silenzio sul caso Raggi e sull'arresto di Raffaele Marra

Luigi Di Maio ed Alessandro Di Battista rompono il loro silenzio sul caso Raggi e sull'arresto di Raffaele Marra. In questi giorni di bufera per la giunta capitolina i due esponenti di spicco del Movimento 5 Stelle avevano preferito restare in disparte nonostante da molte parti fossero tirati per la giacchetta. Il vicepresidente della Camera parla tramite un post sul blog di Beppe Grillo e chiarisce la sua posizione dopo essere stato criticato anche internamente al M5S come grande sponsor della giunta Raggi. "Il Movimento 5 Stelle ha sempre chiesto di allontanare Raffaele Marra dal gabinetto della sindaca", dice Di Maio. "Lo incontrai una volta su richiesta della stessa Raggi per sentire almeno le sue ragioni - racconta - nel corso dell'incontro, di cui anche Davide Casaleggio e Beppe Grillo erano al corrente, svolto nel mio ufficio a Montecitorio con tanto di registrazione all'ingresso, gli riportai che il Movimento non aveva fiducia in lui e che quindi non era il caso che facesse parte del gabinetto del Sindaco". "Lui ci tenne a spiegarmi che le cose che si dicevano sul suo conto non erano vere - argomenta ancora Di Maio - ma il suo racconto non cambiò il mio e il nostro orientamento: non aveva la fiducia del Movimento 5 Stelle. Marra se ne doveva andare e, con cortesia, glielo dissi in faccia". Alessandro Di Battista, invece, sceglie il video tramite il suo profilo Facebook. "Avevo bisogno di una riflessione per non scrivere cose a caldo del quale poi magari te ne penti", l'inizio della sua riflessione per rispondere a chi gli chiedeva contro del suo lungo silenzio. "Quando viene arrestato un delinquente io sono sempre contento, se poi questo si era in un certo senso guadagnato la fiducia di un esponente M5S sono ancora più contento - argomenta - tutto il Movimento, ve lo garantisco, aveva suggerito e chiesto con modalità diverse a Virginia di allontanare questo soggetto". La Raggi però non lo fece perché, come spiegato dallo stesso parlamentare romano, si fidava di questo personaggio che per noi aveva dei tratti piuttosto torbidi". Una scelta, secondo i 5 Stelle, fatta però in totale buona fede. "A volte siamo ingenui, sì. A volte onestà e ingenuità camminano assieme", riflette a riguardo Di Battista. Per il deputato M5S comunque è tempo di serrare le fila ed andare avanti. Promosse le scelte fatte ieri con il ridimensionamento di Daniele Frongia, non più vicesindaco, e le dimissioni di Salvatore Romeo da capo della segreteria politica. "Amministrare Roma credo necessiti di un supporto maggiore del M5S. Ora ripartiamo dagli errori", la sua conclusione.

Commenti

cicero08

Dom, 18/12/2016 - 16:44

e quando gli asini cominciano a ragliare...

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Leonida55

Dom, 18/12/2016 - 17:12

Rompono qualcos'altro, non il silenzio.

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Lorenzo1961

Dom, 18/12/2016 - 17:57

ma scusate .... chi caz... e' il sindaco li, quanti ce ne sono??!!

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elkid

Dom, 18/12/2016 - 18:06

----caro di maio e dibba---il problema è un altro---con quello che è venuto fuori---la gente dubita pure che questi vostri interventi li avete partoriti voi o sono pittosto il frutto della casaleggio associati---non è proprio possibile fare una politica come burattini manovrati da uno che sta dietro ad un pc---quando i vostri elettori lo capiranno sarà una ecatombe elettorale per voi---affrancatevi da casaleggio come ha fatto pizzarotti prima che sia troppo tardi----pizzarotti ha dimostrato di essere l'unico con le p...lle nel vostro movimento--e lo avete pure cacciato via---capreeeeeeeeeeeeeeee

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Jaspar44

Dom, 18/12/2016 - 18:06

.... hanno aspettato (timorosi e ossequianti) il ruggito del capo branco per cominciare a belare.

Lucaferro

Dom, 18/12/2016 - 18:33

La smettessero di dire cazzate e di tentare di menar per il naso gli italiani. La Raggi aveva i suoi interessi, ha esagerato e gli è andata male. Che si dimetta e sparisca.

ASTOLFO

Dom, 18/12/2016 - 19:17

Ingenuità e onesta si accompagnano anche a DABBENAGGINE E INCAPACITA'. Sempreché non si tratti semplicemente di COMPLICITA'.