Mattarella: "Basta battute". E Minniti vola in Tunisia: "La nostra frontiera è qui"

Il vertice del ministro dell'Interno in Africa: l'idea è che Tunisi blocchi i flussi come Ankara

Il motto è «risolvere il problema migratorio a ogni costo». E l'impegno profuso dal titolare del Viminale, Marco Minniti, sta dando i suoi frutti. Ieri mattina è volato a Tunisi, insieme ai ministri dell'Interno di Algeria, Germania, Austria, Francia, Libia, mali, Malta, Niger, Slovenia, Svizzera, Ciad, Tunisia. Presenti anche il Commissario europeo per la migrazione e il ministro dell'Interno dell'Estonia, che ha assunto la presidenza del Consiglio dell'Ue.

«Abbiamo fatto un altro passo avanti - ha detto Minniti - Non era semplice coinvolgere altri Paesi africani, abbiamo un gruppo di contatti importanti da parte dell'Europa e, oggi, si sono aggiunti alla Tunisia e alla Libia, l'Algeria, il Niger, il Mali e il Ciad, che sono Paesi chiave per il controllo della rotta del Mediterraneo centrale. L'idea è abbastanza convincente. Si tratta di governare i flussi migratori e di farlo in Africa, di farlo con progetti di sviluppo di lungo periodo e di medio periodo e farlo con interventi immediati, che consentano di avere dei centri di accoglienza che governino i flussi migratori, che prevedano il rispetto dei diritti umani».

La seconda riunione ministeriale del gruppo di contatto sulla rotta della migrazione nel Mediterraneo centrale ha segnato quello che sarà il passo del prossimo periodo. Minniti punta, infatti, a far diventare la Tunisia quello che al tempo della rotta balcanica fu la Turchia. «L'obiettivo che ci siamo dati a Tallin - ha spiegato - è fare lo stesso sforzo che l'Europa ha fatto verso la Turchia. Impegnare energie, impegnare risorse finanziarie, impegnare progetti. La parola chiave su questo è «cooperazione» è «investimento» e «impegno in progetti concreti». Ha quindi proseguito dicendo che «l'Europa e l'Africa possono lavorare insieme e, soprattutto, hanno il dovere di lavorare insieme. Nessun Paese può farcela da solo e nessun Paese può essere lasciato solo». Maggiori investimenti, quindi, per l'Africa affinché si possano trovare soluzioni definitive in un do ut des che può portare benefici a entrambi i continenti.

I ministri hanno convenuto su un approccio da seguire insieme che comprenda diverse azioni. In primis il trattamento delle cause profonde delle migrazioni irregolari, quindi il rafforzamento dell'azione e della cooperazione contro il traffico e la tratta dei migranti e, infine, propendendo per una cooperazione in materia di rimpatri, coinvolgendo Oim e Unhcr. Il prossimo incontro si terrà in Svizzera. Intanto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, intervenendo alla Farnesina, alla 12esima conferenza degli ambasciatori, sul tema migratorio ha fatto la voce grossa: «Non è facile - ha detto - elaborare strumenti adeguati di fronte a un fenomeno di tale ampiezza, ma questo deve essere il nostro obiettivo. Vi sono varie strade per governarlo. Quella che certamente non esiste e l'illusione di poterlo rimuovere». E ha proseguito «è una discussione collegiale, seria e responsabile quella che chiediamo, senza spazio per battute estemporanee al limite della facezia, che non si addicono al dialogo e al confronto internazionali».

Commenti

TitoPullo

Mar, 25/07/2017 - 19:12

OHHH...MORTO DI SONNO...SVEGLIAAAAAAAAAAAAA !!! OGGI I DUE "LIBICI" SONO A PARIGI DA MACRON.....MA CHE C@@@@@@@@O CI FAI A TUNISI ???? E CHE C@@@@@@@@O CI FANNO A MISURATA I NS 300 MILITARI E L'OSPEDALE DA CAMPO ??? QUESTI "PIDIOTI" ORMAI HANNO PERSO LA BUSSOLA !!! SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAA...MACRON VI STA FREGANDO!!!