La memoria di un alpino in vendita a 99 dollari online

Su eBay asta per la piastrina di Vaniglio Michelloni, disperso in Russia nel 1943. La famiglia è sotto choc

L' alpino Vaniglio Michelloni, classe 1914, friulano, è ufficialmente disperso nell'inferno della campagna di Russia dal gennaio 1943. Dalla steppa non sono tornate neppure le ossa, ma da qualche giorno la sua piastrina di riconoscimento, perfettamente tirata a lucido, è in vendita in rete per miseri 99 dollari. La figlia, Laura Michelloni, orfana di guerra con il fratello Gianni, raggiunta al telefono dal Giornale è emozionata: «Mi tremano le gambe. Mia madre mi portò da piccola in braccio a salutare papà, che partiva con la tradotta da Gorizia per la Russia. Non l'ho mai conosciuto. Vorrei tanto avere indietro almeno la piastrina».

Un piccolo pezzo di storia d'Italia, umana, familiare è finita su eBay, monetizzata come se fosse un ciondolo qualsiasi e non un frammento di memoria della tragica epopea dei nostri soldati nella campagna di Russia. Il Giornale ha deciso di acquistare la piastrina scomparsa e di consegnarla ai familiari.

«Non è la prima volta. Ne ho trovate almeno 20 di piastrine in vendita online degli italiani caduti o dispersi. In Russia non si fanno scrupoli. È un triste mercimonio», dichiara al Giornale, Guido Aviani Fulvio, che ha scoperto il nuovo caso. Direttore del Museo della Campagna di Russia presso il sacrario di Cargnacco, in provincia di Udine, si occupa da una vita della tragedia del Don durante la seconda guerra mondiale.

Sulla piastrina, color bronzo, è inciso Michelloni, con due «l» e Vanilio senza «g» nato ad Aiello riportato erroneamente in provincia di Treviso. In realtà il paese dell'artigliere del 3° reggimento alpini delle divisione Julia è in provincia di Udine. Nella lista ufficiale di Onor caduti sul sito del ministero della Difesa è ufficialmente disperso Vaniglio Micheloni nato nel 1914 nella provincia udinese, anche se a San Giovanni al Natisone a pochi chilometri da Aiello. I familiari confermano che l'alpino disperso era nato a San Giovanni e viveva ad Aiello. «Non si tratta di un falso. In quegli anni era comune che gli addetti all'incisione sulle piastrine sbagliassero qualche lettera o la provincia. È di uno dei tanti caduti o dispersi del gruppo artiglieria Conegliano, che venne decimato e gran parte dei superstiti fatti prigionieri nel gennaio 1943», spiega Aviani Fulvio.

«Avevo un anno quando è partito e non ho ricordo di mio padre - racconta la figlia Laura che vive in provincia di Udine -. Un cappellano reduce dalla Russia aveva raccontato che era prigioniero sui monti Urali, ma nonostante le ricerche di mio fratello non abbiamo mai trovato nulla. Ho sempre sperato che fosse sopravvissuto in Russia accolto da una famiglia e che forse non volesse tornare perché era mutilato. Non avrei mai pensato, che la sua piastrina potesse ricomparire dopo oltre 70 anni».

Su eBay il titolo dell'asta della memoria indica che la piastrina sarebbe stata trovata «in un bunker sul Don», anche se Michelloni è stato fatto probabilmente prigioniero. Nel gelido inverno di guerra gli alpini della Julia con il battaglione Aquila e la 13esima batteria Conegliano riuscirono a tamponare l'avanzata sovietica nella zona di Kalitva. Gli obici spararono ad alzo zero contro i carri armati di Stalin e la battaglia si infiammò sulle alture 204 e 176. Il 16 gennaio 1943 la ritirata del gruppo Conegliano venne stroncata dall'avanzata sovietica. Quasi tutti i superstiti furono catturati a Novo Georgevskj. I pochi che scamparono ruppero l'accerchiamento il 26 gennaio seguendo la Tridentina nell'epica battaglia di Nikolajevka. In questo inferno è sparito per sempre, a 29 anni, Vaniglio Michelloni. La sua piastrina è ricomparsa il 28 settembre su eBay, miseramente in vendita. La ritirata del Don è costata 85mila morti e dispersi.

In gennaio è apparsa in vendita su internet la piastrina di un altro disperso, Giuseppe Perotti, di Barge, in provincia di Cuneo, classe 1921. L'alpino Roberto Venturini l'ha comprata e consegnata al comune di nascita per restituirla ai familiari. Oltre alla nuova piastrina di Michelloni si trova in rete un cucchiaio della spedizione in Russia dell'Armir, altri cimeli e le stellette dei nostri militari scomparsi, in vendita a 3 dollari.

Commenti
Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Mer, 05/10/2016 - 09:14

Businness macabro e squallido, in spregio al più elementare spirito umanitario. Detto questo... caro Biloslavo le consiglio di evitare la cronaca bellica in stile "Istituto Luce": "l'avanzata sovietica" in realtà era resistenza di un popolo di fronte agli invasori... che purtroppo eravamo noi. Tuttavia non viene meno la pietà per le migliaia di nostri giovani connazionali morti o dispersi, spediti al fronte male equipaggiati come carne da macello. Una pagina triste della nostra storia.

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 05/10/2016 - 09:54

Una triste storia in un mondo che mercifica ogni cosa.

VittorioMar

Mer, 05/10/2016 - 09:59

...se ne occupi il Ministero Difesa!...o non è politicamente corretto?

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mer, 05/10/2016 - 11:37

Un plauso al 'Giornale' per la decisione di comprare la piastrina per riconsegnarla alla figlia dello sventurato alpino!

lorenzovan

Mer, 05/10/2016 - 11:56

storie che mi toccano sempre enormemente malgrado ledecine di anni passati...mio padre era nella Julia..consegui' sfuggire marciando kilometri nella neve..i piedi furono amputati a Karkhov senxza anestesia e frettolosamente...passai la mia infanzia nelle corsie di ospedale a Careggi...e vidi un uomo ...mio padre..rotto per sempre nel fisico e nel morale...ONORE ai soldati italiani e VERGOGNA eterna per chi li mando' al macello e per chi ancora si ostina a glorificarne i nomi

cesarebergonzi

Mer, 05/10/2016 - 13:08

Da alpino e italiano dico una sola cosa: vergogna! Rispetto per quell'alpino e per la sua famiglia! Il Giornale ha fatto la cosa giusta: comprare la piastrina e riconsegnarla alla famiglia. Il ministero della difesa dovrebbe occuparsi della vicenda invece di consegnare medaglie a delinquenti spuntati nel dopoguerra.