Milano, Passera si ritira. Prove di centrodestra unito

L'ex ministro dello Sviluppo fa un passo indietro e sostiene Parisi nella sfida a Sala: "Ho valutato che sono più utile in questo modo"

Milano - «Sento di dover unire le forze, perché il progetto per Milano è più grande di noi». Ha l'aria tirata Corrado Passera mentre annuncia la decisione che molti si aspettavano in tempi di ballottaggio e che invece arriva adesso, con un ritiro nel pieno della campagna elettorale. Il primo a candidarsi sindaco di Milano ha deciso di fare un passo indietro e sostenere colui che fino a oggi era un suo avversario, almeno sulla carta. Stefano Parisi è al suo fianco nel corso della conferenza stampa in cui Passera dà l'addio alla corsa da sindaco, pronto a raccogliere la staffetta della lista dell'ex ministro che confluisce nella sua.

Passera si alleerà subito con Parisi, l'uomo lanciato da Silvio Berlusconi che è riuscito a riunire intorno a sé il centrodestra in un momento in cui altrove è diviso e ancora in cerca d'identità e di autore. Un'alleanza che corre dalle posizioni più a destra di Lega e Fratelli d'Italia a Forza Italia fino all'Ncd di Maurizio Lupi e adesso a Passera. La coalizione si allarga al centro ma continua a estendersi fino alla Lega di Matteo Salvini. «Sono tutti d'accordo» assicura Parisi parlando degli alleati che sostengono la sua corsa. I leader dei partiti del centrodestra avevano dato mandato a Parisi di trattare e l'accordo con Passera è maturato a poco meno di due mesi dal voto.

Si sa che i voti difficilmente si sommano e quindi non è facile fare la conta di quel che concretamente potrà apportare al centrodestra la lista Passera che gli ultimi sondaggi davano al 6 per cento, ma il ritiro con la contemporanea decisione di appoggiare Parisi è importante dal punto di vista psicologico, perché ringalluzzisce Parisi, rafforza il centrodestra unito e spinge più in angolo Giuseppe Sala, il candidato del centrosinistra partito tra gli allori dell'Expo e in difficoltà sempre maggiore nelle rilevazioni tra i cittadini, che segnano una netta rimonta di Parisi.

Due gli incontri decisivi tra Parisi e Passera, ma loro si conoscono da molto, «purtroppo da più tempo di quanto possiate immaginare» ironizza Parisi raccontando com'è nata questa vera e propria fusione. Passera non presenterà più la sua lista e i suoi candidati correranno nella lista civica di Parisi. Il nome di Corrado Passera non sarà presente nelle schede elettorali, non come candidato sindaco, ma neanche nella lista del candidato sindaco. «Abbiamo valutato che posso essere più utile in questo modo» risponde Passera a chi gli chiede di spiegare il motivo di questa scelta di eclissarsi del tutto dall'impegno in prima persona. Una decisione non facile, dopo il considerevole impegno profuso in manifesti, appuntamenti, comitati.

Italia unica, la formazione di Passera, evita così il rischio di pesarsi. E rientra nel centrodestra da cui era uscita in modo anche un po' traumatico ai tempi del governo Monti. «Con il consenso di questi mesi, del quale siamo soddisfatti, non avevamo la forza di fare da soli il sindaco» spiega solenne lo stesso Passera motivando la decisione. E ancora: «L'Italicum è una legge dello Stato ed è responsabilità di tutti trovare coalizioni». A Milano la scelta è compiuta e si chiama centrodestra.