"No Vax", italiani chiedono asilo all'estero

Protesta di 130 famiglie dopo l'approvazione del decreto per l'obbligo vaccinale

Trento - Le vaccinazioni obbligatorie da strumento di civiltà, che ha consentito di debellare la maggior parte delle malattie ed epidemie che hanno terrorizzato e decimato la popolazione europea nei secoli precedenti, in Alto Adige sono diventate una violazione dei diritti umani al punto da giustificare una richiesta di asilo politico all'Austria. Già lo scorso 7 giugno il Consiglio provinciale altoatesino ha approvato una mozione per chiedere di stralciare «le misure coercitive previste dal decreto sui vaccini» ed ora si sono attivate direttamente le famiglie del movimento «No Vax» . Sono 130, infatti, i nuclei familiari, quasi tutti residenti nella provincia di Bolzano, pronti ad espatriare per evitare le vaccinazioni obbligatorie, almeno stando agli appelli-minaccia inoltrati al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e all'omologo austriaco Van der Bellen. Sarebbe infatti «una carneficina chimica» quella a cui stiamo sottoponendo i nostri figli secondo Reinhold Holzer, attivista che guida la protesta dell'organizzazione «No Vax», che già negli anni '90 si era rifugiato in Austria per evitare le vaccinazioni obbligatorie ai propri figli e a cui la Cassazione, per motivi connessi alle mancate vaccinazioni, ne aveva sospeso la potestà genitoriale sui figli.

Sulla questione è invece ben chiara la posizione tecnica di Maximin Liebl, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Bolzano, nonché rappresentante di categoria presso l'Unione europea, che ridimensionando la questione sottolinea che «ormai si sa che la sicurezza dei vaccini è abbastanza alta, ogni farmaco può avere effetti collaterali ma la sicurezza dei vaccini, in particolare negli ultimi anni, è aumentata tantissimo ed è un sistema naturale per stimolare le difese immunitarie». Oggi, in effetti, la battaglia politica investe le vaccinazioni obbligatorie ma approcciandosi con occhio clinico «è chiaro che ci possano essere dei casi rari di effetti collaterali importanti ma, ponendo come esempio la tachipirina sciroppo che viene presa come l'acqua, quest'ultima ha effetti collaterali ben peggiori e più pericolosi di un vaccino».

Al di là delle diverse correnti di pensiero, però, l'Alto Adige ha il triste primato di territorio con minor percentuale di popolazione vaccinata seppur il consigliere comunale di Bolzano, Marco Galateo, ridimensioni la problematica avvertendo di «non fare confusione fra i vaccini attualmente già obbligatori che sono importantissimi e questo nuovo calendario vaccinale-de iure condendo- che prevede farmaci a monitoraggio addizionale, ossia sperimentali».

In ogni caso, a prescindere dalle dubbie richieste di asilo per violazione dei diritti umani e agli appelli al Consiglio di Ginevra, rileva senza dubbio anche l'aspetto di responsabilità sociale in quanto, come sottolinea Liebl, «il rischio che certe malattie debellate si presentino di nuovo sussiste perché le persone non si vogliono vaccinare e viene a mancare l'immunità di gregge. Ci sono persone che, in casi particolari, realmente non possono essere vaccinate». E il dibattito continua.

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