Non sarà obbligatorio dare una sepoltura ai feti dopo l'aborto

La proposta Pd: si torna allo smaltimento coi "rifiuti ospedalieri". Ok ai cimiteri per cani

Milano In Lombardia da oggi i feti avranno una sepoltura particolare solo se sarà la donna a chiederlo espressamente.

Cambiano le ere politiche, cambiano le norme regionali. Segno dei tempi, senza grandi barricate o discussioni il Consiglio che si riunisce al «Pirellone» ieri ha approvato un emendamento Pd sul destino dei «prodotti del concepimento». In ben altro contesto, e con notevole enfasi mediatica era stata approvata 12 anni fa (in piena era Formigoni) la norma che prevedeva una sepoltura in piena regola per i feti ed eventualmente la celebrazione di un funerale nel caso in cui i genitori - debitamente informati - chiedessero di intraprendere queste strade. Nel caso in cui non lo chiedessero, invece, la norma stabiliva che si procedesse ugualmente a sepoltura, ma con un trattamento che equiparava il «prodotto del concepimento» alle parti anatomiche, per esempio quelle frutto di amputazioni. Nella realtà, le cose dovevano andare in modo un po' diverso, se è vero che in sede istruttoria la norma è risultata in parte disapplicata.

Adesso il Pd rivendica la novità - a dire il vero senza particolare enfasi, per non urtare i suoi cattolici. E la maggioranza di centrodestra assume una linea pragmatica, laica, «di buon senso», mentre l'assessore Giulio Gallera, liberale doc, di Forza Italia, spiega che non ci sono grandi cambiamenti. Anzi che c'è una sola vera novità: d'ora poi la scelta spetterà solo alla donna: «Quando c'è interruzione volontaria di gravidanza, su richiesta esclusiva della donna e non più di entrambi, si procede alla sepoltura, quando non c'è, il prodotto del concepimento verrà seppellito secondo i metodo ordinari con cui si procede per le parti anatomiche». Gallera assicura che sicuramente tutto sarà fatto «in modo rispettoso» e aggiunge che sarà il regolamento a disciplinare tecnicamente queste modalità. «Il regolamento lo scrive la giunta» sottolinea l'assessore. Per Gallera insomma cambia ben poco, anche nel caso in cui non ci sia una scelta.

Opposta la lettura del Pd, secondo il quale si davano casi, per bambini mai nati, di «cerimonie» o preghiere. I Dem, pur senza troppi trionfalismi, rivendicano: «Grazie a un emendamento presentato dal Pd, è stato abolito l'obbligo di sepoltura». «La precedente norma - dicono - in realtà era ovunque disattesa», mentre «la modifica riconduce alla volontà della donna la decisione, senza più imposizioni per legge da parte dell'istituzione».

Il centrodestra ha condiviso la proposta. La relatrice, Simona Tironi (Forza Italia), ha dato parere favorevole: «Oggi - dice - la norma prevede che qualsiasi prodotto del concepimento abbia sepoltura, ma abbiamo verificato che in diversi casi viene disattesa, soprattutto sotto le 20 settimane. Secondo noi è questione di buon senso e di scelta della donna». «C'è una legge nazionale - spiega Selene Pravettoni della Lega - mentre quella regionale era un po' ambigua. Ora se si tratta di interruzione volontaria sarà la donna a scegliere. È una norma di buon senso prevista da una legge nazionale. Il Pd enfatizza l'unica cosa che hanno portato a casa».

Approvata anche una norma, la prima simile in Italia, secondo la quale gli animali d'affezione possono essere tumulati con i loro padroni. A votare a favore la maggioranza di centrodestra, contrarie le opposizioni.

Commenti

Cicaladorata

Mer, 20/02/2019 - 10:07

Voglio vedere un documentario TV, molto sincero, su dove vanno a finire i feti abortiti ?? Negli anni si parlava di esperimenti (senza fine di tempo), su questi feti e le loro cellule oppure (orrore degli orrori), industria cosmetica. L'aborto è un problema che deve essere ben capito dalla popolazione, nella sua crudezza ma anche togliendo leggende metropolitane.

gianrico45

Mer, 20/02/2019 - 10:16

La sinistra sempre negativa e sempre senza responsabilità,poi si chiede pure perché sta scomparendo.

oracolodidelfo

Mer, 20/02/2019 - 10:43

Quando una Nazione tratta un feto abortito volontariamente alla stregua di un "rifiuto ospedaliero" è destinata, giustamente, a sparire.