Nuova invasione francese: gendarmi in piazza in Liguria

Sconfinamento ad Airole (Imperia) contro l'ingresso di clandestini. Il sindaco: «Inaudito, non autorizzati»

M entre a Parigi il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Giuseppe Conte discutevano di immigrazione e concludevano il vertice dicendosi d'accordo su come affrontare l'emergenza immigrazione, la Gendarmeria francese sconfinava in Liguria per l'ennesima volta. Il motivo è sempre lo stesso: pattugliare la zona per impedire eventuali ingressi illegali in Francia. Peccato che questo tipo di operazioni di polizia non sia consentito. Ma i francesi non sembrano molto ligi alle regole internazionali.

Fausto Molinari, sindaco del comune imperiese di Airole, giovedì ha scoperto con sorpresa un'auto della Gendarmeria in piazza, a pochi passi dal santuario. La vettura è rimasta parcheggiata circa cinque ore, mentre quattro agenti francesi perlustravano i sentieri, in territorio italiano, alla caccia di migranti che tentassero di sconfinare. «Non ne sapevo nulla - ha detto scandalizzato il primo cittadino - e trovo inaudito che le forze dell'ordine francesi vengano a pattugliare il mio territorio».

D'altronde, i precedenti sono numerosi e diversi sindaci dei comuni imperiesi vicini alla frontiera hanno più volte denunciato gli sconfinamenti dei gendarmi. Le forze dell'ordine francesi, come quelle italiane, sono autorizzate a varcare il confine solo in caso d'emergenza, durante un inseguimento. Ma non possono pattugliare, effettuare arresti o perquisizioni in territorio italiano senza il permesso delle nostre autorità. Ma evidentemente la linea dura contro l'immigrazione piace ai francesi, visto che sono addirittura disposti a far scoppiare incidenti diplomatici pur di bloccare le frontiere. Strano, vero?

Solo quattro giorni fa, il partito di Macron ha definito «vomitevole» la decisione del nostro governo di chiudere i porti alla nave Aquarius carica di migranti e lo stesso leader dell'Eliseo ci ha tacciato di «cinismo e irresponsabilità» Poi, per fare bella figura, si sono offerti di accogliere parte dei migranti sbarcati in Spagna, ma naturalmente solo quelli che abbiano diritto all'asilo politico. Insomma, fanno i maestrini del bon ton quando gli fa comodo e danno fiato alle trombe dell'indignazione mentre hanno sigillato da due anni i loro porti e tengono ben chiuse anche le frontiere, permettendo alle proprie forze dell'ordine di sconfinare pur di impedire gli ingressi illegali. Ma vogliamo parlare di leggi sull'immigrazione? Forse non tutti conoscono le norme francesi, soprattutto i buonisti nostrani che si sono scorticati le mani per applaudire gli insulti di Parigi diretti contro il nostro governo. Ebbene, la legge sull'immigrazione in Francia è molto severa e l'ha voluta proprio Macron, che l'ha fatta approvare dal Parlamento lo scorso aprile. Per prima cosa è stato introdotto il reato di «clandestinità». Chiunque entri illegalmente in Francia rischia un anno di carcere e se lo fa con documenti falsi la pena sale a cinque anni. Ma non basta. Per facilitare le espulsioni è stato anche stabilito di abbreviare i tempi burocratici dell'accoglienza, portandoli a sei mesi al massimo contro gli undici di prima. Inoltre, chi richiede asilo ha 90 giorni di tempo per presentare la domanda (rispetto ai 120 del passato) e, se fosse respinta, ha solo due settimane (e non più un mese) per fare ricorso. Questa procedura, naturalmente, ha sollevato le proteste dei progressisti e delle Ong, visto che servono 30 giorni lavorativi per ottenere un appuntamento in prefettura. E poi vengono dare lezioni a noi sulla solidarietà e l'accoglienza.

Commenti

venco

Dom, 17/06/2018 - 13:53

Fanno bene, e noi non dobbiamo essere complici dei migranti