Obama si arrende e accetta la "pax russa"

A Monaco il segretario di Stato Kerry si piega a un compromesso per evitare la disfatta dei suoi alleati "moderati"

Più che una tregua è una resa. Non dei ribelli, ma di Barack Obama. Un Obama messo alle corde dal rivale Vladimir Putin prima sul terreno bellico e poi su quello negoziale. Un terreno negoziale dove un presidente premiato con il Nobel per la Pace si è ritrovato, paradossalmente, con le spalle al muro. Cosa contenga di preciso il progetto discusso giovedì sera dal ministro degli esteri russo Sergei Lavrov e dal segretario di Stato Usa John Kerry non lo sa nessuno. L'unica cosa certa è che da qui ad una settimana gli aerei russi concentreranno i loro bombardamenti soltanto sulle zone controllate dallo Stato Islamico e dal gruppo qaidista di Jabat Al Nusra. Nelle altre zone Mosca e Washington concorderanno invece l'afflusso di aiuti umanitari destinati ai civili. In verità i dettagli della «pax russa» contano relativamente. Quel che conta è come Vladimir Putin e l'instancabile negoziatore Lavrov abbiano creato le condizioni per imporla, facendo terra bruciata intorno a Obama e Kerry e spingendoli ad accettare un'offerta rivelatasi impossibile da rifiutare per la mancanza di opzioni alternative. Dire no a Lavrov significava condannare al massacro i cosiddetti gruppi «moderati» appoggiati dalla Cia ritrovatisi, in seguito all'offensiva di Damasco e Mosca, completamente circondati, privi di rifornimenti e senza più canali di collegamento con la frontiera turca. Dopo cinque anni di guerra durante i quali ha sempre rifiutato qualsiasi soluzione negoziale che non prevedesse la rimozione del regime in carica Obama rischiava insomma di ritrovarsi privo di alleati sul terreno e costretto a convivere con il Califfato, o Al Qaida, da una parte e Bashar Assad dall'altra. Un Bashar Assad che proprio ieri ha promesso in un'intervista la riconquista, con il tempo, dell'intero Paese. In queste condizioni Kerry poteva soltanto piegarsi alle richieste di Lavrov evitando la cancellazione dal terreno dei cosiddetti ribelli moderati nella speranza che il negoziato, il tempo o avvenimenti imprevisti aprissero nuove possibilità. In questo difficile frangente l'unico successo conseguito da Kerry è stato anticipare alla prossima settimana una tregua destinata, nell'iniziale proposta russa, a scattare soltanto il primo marzo. Definita la cornice in cui è nato l'accordo bisogna ora capire se funzionerà. Dietro agli Stati Uniti masticano amaro l'Arabia Saudita, la Turchia e il Qatar. Per i sauditi la guerra a Bashar Assad resta un capitolo fondamentale nella contrapposizione alla potenza sciita dell'Iran.

Per il Qatar che ha investito miliardi nel sostegno ai gruppi armati legati ai Fratelli Musulmani il conflitto era fondamentale per affermare la propria presenza sul «risiko» mediorientale. Lo sconfitto più infido resta però quel presidente turco Recep Tayyip Erdogan, spintosi a sostenere lo Stato Islamico pur d'indebolire Bashar Assad e riaffermare l'egemonia turca sul Medio Oriente. Una soluzione politica del conflitto lo metterebbe nella difficile condizione di dover spiegare al proprio elettorato perché la Turchia abbia investito in una guerra che non le garantisce alcun vantaggio concreto e la mette, invece, nella condizione di dover ospitare ed assistere oltre due milioni e mezzo di profughi siriani. Il malcelato risentimento di questi attori, come l'assoluta mancanza di discussione negoziale, contribuiscono ovviamente a rendere incerta la prima vera tregua raggiunta in cinque anni di guerra. Il timore più diffuso tra i 20 Paesi del «Gruppo internazionale di sostegno» che a Monaco hanno fatto da cornice all'incontro Lavrov-Kerry è quello di una soluzione estemporanea accettata per prender tempo dalle parti in difficoltà. Una soluzione destinata a svaporare non appena Arabia Saudita, Qatar e Turchia troveranno un modo per tornare all'offensiva. Ma sarà una controffensiva difficile da lanciare se Mosca e Damasco continueranno, nella prossima settimana, a tagliare le vie di rifornimento dei ribelli rendendoli ininfluenti non solo sul piano militare, ma anche su quello negoziale. Perché - come insegnava il vietnamita Ho chi Minh - «è impossibile ottenere al tavolo delle trattative quello che non si è conseguito sul campo di battaglia».

Commenti

buri

Sab, 13/02/2016 - 09:41

triste fine mandato per Obama che sarà ricordato come uno dai peggiori Presidenti degli USA

vianprimerano

Sab, 13/02/2016 - 09:43

I russi popolo intelligente e ottimi giocatori di scacchi, gli americani (a parte qualche rara eccezione, specie tra quelli che figli di Papa' possono permettersi rette universitarie da 120 mila dollari l'anno) invece un popolo di ignoranti, poco intelligenti e superficiali. Qualsiasi partita giochino, la perderanno sempre, per il semplice fatto che hanno deciso di allinearsi al 100% ai voleri degli illuminati, ovvero di quelle 300 psicopatiche famiglie piu' ricche del mondo che di fatto ci governano attraverso un governo (criminale) ombra mondiale per mezzo dei loro camerieri politici (ovvero i nostri governanti, come Renzi o in passato, Mario Monti, Letta, ecc.). Per favore smettiamo di voler seguire e immitare a tutti i costi gli americani solo perche' hanno vinto la seconda guerra mondiale dopo averla sponsorizzata e finanziata mediante la famiglia Bush (intendo proprio l'aver finanziato i nazisti).

giovanni PERINCIOLO

Sab, 13/02/2016 - 10:30

Mi chiedo cosa attende ora l'abbronzato di Washington a fermare il massacro dei curdi da parte del suo "alleato" turco! Anche la nato, se i paesi europei avessero un minimo di dignità, dovrebbero intervenire per metere ler briglie al neosultano turco e impedirgli di continuare con i suoi ricatti e porcate varie!

onurb

Sab, 13/02/2016 - 10:34

La sòla americana deve masticare amaro: dopo aver destabilizzato quattro quinti del mondo arabo e mezza Europa ha trovato uno con le palle che non gliela dà vinta.

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stenos

Sab, 13/02/2016 - 10:48

il peggior presidente degli usa della storia sta chiudendo il mandato delineando chi ': un povero ciarlatano incapace senza palle, guerrafondaio, ingiusto, che ha destabilizzato mezzo mondo, provocando guerre civili che hanno ucciso centinaia di migliaia di persone. Messo li solo perche' e' negro e filoislamico. I danni fatti da questo incapace li pagheremo per decenni.

milope.47

Sab, 13/02/2016 - 11:42

Porca miseria!. E adesso gli AMARAcani devono inventarsi qualche altra cosa per continuare con i loro " giochi ".

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Sab, 13/02/2016 - 12:03

@ buri SEI TROPPO BENEVOLO. NON E' UNO DEI PEGGIORI MA IL PEGGIORE IN ASSOLUTO NON HA FATTO ALTRO CHE SOSTENRE I TAGLIAGOLE SUNNITI APPOGGIATI DALL'ARABIA SAUDITA E DALLA TURKIA. FINO A POKI MESI FA PRETENDEVA ADDIRITTURA DI BOMBARDARE ASSAD CHE ALMENO E' UN LAICO. OBAMA E' ASSOLUTAMENTE INCAPACE COME GOVERNANTE. NON GLI FAREI NEMMENO AMMINISTRARE LA JAMAICA

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Sab, 13/02/2016 - 12:03

POI KERRY SEMBRA SEMPRE UN PESCE LESSO

greg

Sab, 13/02/2016 - 12:10

VANPRIMERANO - Già dall'incipit del suo intervento lei dimostra tutto il suo pressapochismo e la sua profonda ignoranza storica. I russi, ricerca scientifica molto seria, sono il 15% del DNA degli americani. Gli Stati Uniti sono, da sempre, un melting pot di razze, perché gli unici americani autentici sono quelli che chiamiamo "pellerosse", cioè i nativi, che comunque ebbero la loro origine nel continente euroasiatico, più o meno 200.000 anni fa. Quindi gli americani sono esattamente intelligenti come lo sono i russi, ma la sua faziosità la acceca al punto tale da farle dire un'altra c.r.e.t.i.n.a.t.a: i pochi figli di papà americani che pagano rette universitarie annue da 120.000 $. Nelle università americane NON ESISTONO, rette di quelle cifre, al massimo al MIT o ad Harvard si arriva a 35.000 $ anno. Se va in certe università inglesi e svizzere scopre che lì se ne pagano di ben più alte. Il resto del suo commento è un ammasso di fiele e bile.

Ritratto di Svevus

Svevus

Sab, 13/02/2016 - 12:11

Gli USA e i suoi migliori alleati jihadisti, daeshisti, muhajeddini, sauditi, emiratini, quatarioti hanno distrutto la Siria e stanno distruggendo le nazioni europee e provocando la Russia alla 3° guerra mondiale !

little hawks

Sab, 13/02/2016 - 12:31

C'è sempre da vendicare il pilota dell'elicottero di soccorso che i turcomanni, supportati da Erdogan, hanno trucidato, tra feste e grida di giubilo, c'è da vendicare l'abbattimento proditorio nei cieli siriani del cacciabombardiere russo. Prima o poi Putin passerà allo sportello e la farà pagare agli assassini infidi che hanno ingannato tutti fino ad ora cioè a coloro che hanno permesso la nascita dell'Isis con l'acquiescenza dell'abbronzato. L'Europa si deve svegliare prima che l'invasione mussulmana del nostro continente sia stata portata a compimento, e deve capire chi è il nostro alleato naturale e chi dice di essere amico e invece ci porta al baratro.

greg

Sab, 13/02/2016 - 15:07

VANPRIMERANO - GLI AMERICANI IGNORANTI E SUPERFICIALI? Dia una occhiata agli elenchi dei Nobel, in qualsiasi campo, gli Stati Uniti sono in testa nella classifica dei vincitori Nobel, e si ricordi sempre che il Nobel à un premio che viene deciso ed assegnato dalla Reale Accademia Svedese, per certe discipline, dal Karolinska Institutet, per altre, dalla Accademia Svedese per la letteratura e dalla Norvegia per quello della pace. Svezia e Norvegia non sono esattamente grandi estimatori degli Stati Uniti, ma molto di più dei discendenti dei gerarchi nazicomunisti.. Gli Illuminati? se lei avesse la testa per capire le cose saprebbe che la maggior parte degli Illuminati sono extra americani ed in prevalenza europei. E impari che l'America, come paese, e il popolo americano sono una cosa, le banche d’affari un’altra. Se lei avesse mai visitato e conosciuto il popolo americano forse, ma ne dubito, capirebbe l'enormità delle i.m.b.e.c.i.l.l.i.t.à che scrive.

greg

Sab, 13/02/2016 - 15:18

VANPRIMERANO - Le partite che gli Stati Uniti hanno perso sono tutte, senza esclusioni, conseguenza di azioni politiche dei democratici, che hanno al loro interno l'ala Liberals, che nella politica americana, fin dalla Seconda guerra mondiale, rappresenta la parte sinistra e comunista. Bernie Sanders, che sta contrastando la sinistrissima Hillary Clinton per la nomination alle presidenziali 2016, è dichiaratamente di sinistra, anche estrema. Per favore, mi darebbe gli estremi del documento dove lei ha trovato il numero di 300 famiglia psicopatiche americane che guiderebbero il governo ombra mondiale? Da ciò che ne so io, ed io sono molto dentro a questo argomento, le famiglie americane sono effettivamente 5, capitanate dal David Rockefeller, che più di una volta si è dichiarato ammiratore del nazismo e del comunismo.

greg

Sab, 13/02/2016 - 15:32

VANPRIMERANO - Se lei sapesse di storia anche solo un decimo di quello che vanta, scrivendo balle inventate di sana pianta, dovrebbe sapere che: primo, la famiglia Bush prima e durante la seconda guerra mondiale era una piccola realtà del mondo petrolifero texano, non aveva alcuna possibilità di sponsorizzare e finanziare la Germania Nazista. Secondo, chi sosteneva il nazismo erano famiglie dell'aristocazia del denaro europeo, Rothshild in testa, non certo americano, e che l'unico americano era Rockefeller che era un "pasionario" di Lenin e Stalin, con i quali voleva stringere patti per inserire il petrolio russo nel pacchetto della sua Standard Oil. Infatti gli Stati Uniti, allo scoppio della guerra in Europa, se ne tennero alla larga e vi entrarono solamente dopo l'aggressione giapponese di Pearl Harbor, a quel punto mettendo in moto l'immenso potenziale industriale americano, risultato poi basilare per la vittoria alleata

greg

Sab, 13/02/2016 - 15:37

VANPRIMERANO - in conclusione, chi sa vedere la storia senza indossare occhiali con le lenti rosse, sa benissimo che dall'ottobre 1917 il comunismo bolscevico sta cercando di riscriverla secondo il decalogo di Lenin e Stalin, e continua tutt'ora, per esempio utilizzando degli utili i.d.i.o.t.i come lei che fanno commenti privi di qualsiasi fondamento di realtà.