La paura per il ghetto degli schiavi che lavorano nelle campagne

L'area più grande è tra Foggia, Rignano Garganico e San Severo, un fazzoletto di terra trasformato in un groviglio di baracche e lamiere: è la giungla di Puglia, dove il 27 luglio un maliano di 34 anni è stato ucciso a coltellate da un ivoriano dopo una lite

Dal primo grande sbarco del '91 dall'Albania alle rotte orchestrate dai trafficanti di umanità nella basi sparpagliate tra Grecia e Turchia: da quasi ventisei anni la Puglia è crocevia dell'immigrazione e con il passare del tempo si è trasformata in un'autentica polveriera. Perché tra ghetti di Stato e ghetti di fatto, il delicato fronte dell'accoglienza è scandito da tensioni, rivolte, scontri.

Secondo l'ultimo dossier del governo elaborato su dati Istat, in Puglia vivono 122.724 migranti. Ma qui viene smistata gran parte di quanti sbarcano ogni giorno in Italia. I centri di accoglienza per richiedenti asilo di Bari e Borgo Mezzanone (Foggia) arrivano a contenere anche 1.200 persone, oltre il doppio della capienza prevista. Una situazione ad alto rischio, come conferma la sentenza del 12 dicembre, quando 31 migranti sono stati condannati per la rivolta scoppiata il primo agosto del 2011 nella struttura di Bari: tra gli imputati c'era anche Mada Kabobo, il ghanese che l'11 maggio del 2013 a Milano uccise tre passanti a picconate. Disordini ci sono stati l'estate scorsa anche nel Centro di identificazione ed espulsione di Restinco (Brindisi), che in media ospita un centinaio di clandestini mentre il 10 dicembre una donna nigeriana è stata bruciata viva poco distante dall'ingresso di Borgo Mezzanone. L'ultima struttura di accoglienza realizzata è l'hotspot di Taranto, dove ad aprile c'è stata una fuga di massa.

I timori maggiori sono però legati ai ghetti sorti nelle campagne della regione: qui secondo dati raccolti dai sindacati vivrebbero circa diecimila persone, fantasmi di cui si sa poco o nulla, gente reclutata dai caporali per la raccolta di pomodoro, uva, angurie. L'area più grande è tra Foggia, Rignano Garganico e San Severo, un fazzoletto di terra trasformato in un groviglio di baracche e lamiere: è la giungla di Puglia, dove il 27 luglio un maliano di 34 anni è stato ucciso a coltellate da un ivoriano dopo una lite.