Pd, bufera su Matteo Richetti: "Non ha pagato le sue quote"

La segreteria provinciale modenese del partito sostiene che non versi il dovuto dal 2013. Lui si difende: "Ho pagato 10.000 euro negli ultimi tre mesi, ma a Roma"

Il deputato modenese del Pd Matteo Richetti è stato deferito dal tesoriere del partito della città emiliana perché non più in regola con i versamenti alle casse Pd. L'esponente dem, indagato a settembre per l'inchiesta sulle spese pazze in regione, è stato deferito al collegio dei garanti.

A nome di Richetti, nelle casse della federazione modenese, risulta un unico pagamento all'inizio del 2013 e poi più nulla. L'ex presidente del consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, renziano della prima ora, sarebbe l'unico parlamentare in questa (imbarazzante) situazione.

"Sì, in effetti è lui l’unico parlamentare in ritardo, gli altri sono tutti a posto ora. Lo abbiamo sollecitato, senza ottenere per ora risultati concreti. Per questo c’è stata la segnalazione ai garanti - spiega al Resto del Carlino il tesoriere provinciale dei dem Valter Reggiani - Certo, Richetti è sempre in tempo, ma lo statuto dice che chi non è in regola coi pagamenti è incandidabile".

Già, perché lo statuto dei democratici vincola la candidabilità nelle liste del partito all'essere in regola con i pagamenti. Inoltre, riportano le agenzie, un provvedimento adottato dopo le modifiche allo statuto del partito dopo l'assemblea di domenica scorsa prevede che deputati e senatori non in regola con i versamenti alle rispettive federazioni siano anche cancellati dall'anagrafica degli iscritti.

Richetti ha però reso noto oggi di aver già pagato 10.000 euro negli ultimi tre mesi, a Roma. Come la prenderanno a Modena - dove oltretutto le previsioni per i bilanci non sono rosee - ancora non è dato sapere.

Commenti

Duka

Ven, 19/12/2014 - 13:11

Il PCI,PDS,DS,PD è dentro fino al collo eppure il suo segretario denunciando un pelo sullo stomaco da paura NON fa una piega anzi TERGIVERSA. Annuncia come sua abitudine consolidata sanzioni e pene al momento non applicabili e comunque materia non di sua competenza, il tutto per spostare l'attenzione dei cittadini dai FURTI del suo attuale partito e dei precedenti con denominazioni diverse il primo dei quali siglato PCI. Ladri dalla nascita.

magnum357

Ven, 19/12/2014 - 13:18

Eccezioni per i compagni di merende si trovano sempre ehhehhehh !!!!!

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 19/12/2014 - 13:56

Il soggetto non è più in regola con i versamenti alle casse Pd? Forse è scontento perché non è abbastanza ben remunerato? Fatto suoi, nun me ne po' frega' de meno.

beowulfagate

Ven, 19/12/2014 - 14:21

10000 euro in tre mesi ? Però,conviene essere di sinistra,eh? Pensare che odiano tanto ma così tanto il capitale...altrui,per prenderglielo e portarselo via così da rimpinguare il proprio.

pastello

Ven, 19/12/2014 - 15:00

Non pensavo che il Pd avesse bisogno di fare la questua tra i suoi parlamentari. Con tutte le risorse economiche di cui dispone....

corto lirazza

Ven, 19/12/2014 - 15:01

poveretto! tiene famiglia, adesso che hanno ridotto il finanziamento pubblico, gli volete proprio togliere il pane di bocca?

unosolo

Ven, 19/12/2014 - 15:44

allora ecco che i conti tornano , mi spiego , la parte esente dalle ritenute dei deputati sia onorevoli che senatori oltre alle ritenute IRPEF minori dal normale cioè quasi la metà vanno a compensare le casse dei partiti , domanda a cosa servivano i finanziamenti se già erano finanziati dai parlamentari eletti ? ladri , mi ripeto noi sudiamo , risparmiamo per farci fregare soldi e farci mettere tasse su tasse e sopa queste anche le addizionali ? siamo incoscienti o portiamo tappi alle orecchie oltre agli occhiali finti per nasconderci dietro. Da anni si sono garantiti uno stipendio fuori dal normale ed ecco i risultati , leggi apposite e divertimenti gratisi , o meglio tutto a spese della collettività.

onurb

Ven, 19/12/2014 - 16:49

Si spiegano anche in questo modo gli emolumenti spropositati di chi fa politica. Si danno alti stipendi perché in parte vanno al partito: un modo come un altro per finanziare i partiti.

blackbird

Ven, 19/12/2014 - 17:59

Candidatura vincolata al "pagamento" di quote. Questi fanno compravendita di posti elettivi! Il versamento di una parte del proprio vitalizio in favore dei partiti è un obbligo morale, secondo me non ci può essere alcun vincolo o si incorre nella compravendita. Se quelli del PD prendono più soldi di quanti servano ad una vita decorosa dei membri delle assemblee elettive, si potrebbe proporre un taglio delle indennità pari al contributo versato al Partito. I partiti e gruppi elettivi ricevono già un finanziamento pubblico senza che si debbano aggiungere altri contributi pubblici! Per forza che sono contrari a ridursi l'appannaggio: una quota se la mangia il Partito!