Il Pd compra la testata ex Margherita. Tutto in alto mare, invece, per il quotidiano di Gramsci

RomaPartito aperto, aria nuova, simboli in soffitta. E così, tra le tante cose da rottamare, adesso ci finisce anche quello che una volta era l'organo del Pci. Il Nazareno infatti ha deciso di scaricare l'Unità ex comunista per salvare Europa ex democristiana. «Il Partito democratico - dice Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd - ha presentato una proposta di acquisto per rilevare la testata del quotidiano Europa dal primo gennaio 2015 e far sì che possa continuare la sua attività editoriale all'interno della Fondazione EYU. Siamo quindi soddisfatti, è una bella notizia, perché il Pd si è impegnato a fondo negli ultimi mesi in questa operazione, così come è stato fatto per L'Unità , nella convinzione che ciò che fa parte della nostra storia non debba essere disperso».

Stupore, un po' di rabbia tra i militanti, tante domande. La scelta della segreteria può avere una ragione finanziaria, perché certamente è più facile piazzare sul mercato il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, con la sua storia, la forte valenza simbolica e anche la sua diffusione, che non il giornale che della Margherita. Ma la decisione può nascondere pure delle motivazioni molto più politiche.

La prima a cui viene da pensare è che in fondo Matteo Renzi viene dalla Margherita e non dai Ds e quindi abbia più legami con Europa che con l'Unità . Ma non può essere solo questo. Difatti c'è dell'altro perché, come spiega Bonifaci «nei mesi scorsi» il Pd si è dato da fare per trovare uno sbocco per il giornale del partito, che ormai non è più in edicola dal primo agosto. Senonché proprio mercoledì scorso i liquidatori hanno bocciato tutte e tre le proposte di acquisti e di rilancio.

Tra queste, l'offerta di Guido Veneziani, editore di Vero e Scoop , sponsorizzata dalla maggioranza renziana e giudicata «non congrua». In particolare, sarebbero stati sollevati dubbi sulle coperture finanziarie e sulle riassunzioni dei giornalisti e poligrafici oggi in cassa integrazione a zero ore. Gli altri no sono stati detti ad Andrea Palombo, editore di Latina Oggi , e agli immobiliaristi Cosimo e Raffaele Tartaglia.

Da qui le voci della costituzione di una cordata vicina alla minoranza dem, pronta a rilevare l'Unità per farne il cannone da fuoco del fronte antirenziano, bersaniani, dalemiani e soci, e la speranza di arrivare, attraverso il marchio dei Ds, a racimolare, se ancora c'è, qualche fondo per l'editoria di partito. Soltanto chiacchiere? Perché invece, nel caso si trattasse di qualcosa di più concreto, si potrebbe capire meglio anche la decisione di mollare l'Unità per Europa : una ripicca, un cambio di cavallo, o una mossa tattica per far cedere i liquidatori?