Poletti inguaiato si difende E la coop non perde l'affare

Il suo staff smentisce irregolarità nell'appalto per le pulizie affidato alla «29 Giugno» di Buzzi: aveva tutti i requisiti in regola. Grillo attacca: «Il ministro si dimetta»

RomaOra, dopo l'inchiesta Mafia Capitale, ci sono gli amministratori giudiziari che la controllano. Perché il Tribunale ha deciso che la cooperativa «29 giugno» di Salvatore Buzzi, il braccio destro di Massimo Carminati in carcere per associazione mafiosa, può continuare a lavorare al ministero del Lavoro, come previsto dall'appalto milionario che sta imbarazzando il ministro Giuliano Poletti, già finito nel tritacarne mediatico per una foto che lo ritraeva a cena con Buzzi quando era presidente di Legacoop.

Personalmente il ministro non ha detto nulla su questa vicenda perlomeno inopportuna. Lo fatto il dicastero per lui, prendendo posizione con una lunga nota in cui nega che la gara sia stata affidata direttamente alla «29 giugno» e ripercorre l'iter dell'appalto per la pulizia delle sedi di via Flavia, via Fornovo e via De Lollis. Certo, l'appalto è passato attraverso il Consorzio nazionale servizi, nel cui consiglio di sorveglianza però sedeva il solito Buzzi e il cui direttore commerciale per il Centro Italia, Salvatore Forlenza, è indagato nell'inchiesta romana per turbativa d'asta. Tanto basta a Beppe Grillo per chiedere via Twitter le dimissioni di Poletti. «Il ministro andava a cena con Buzzi e tutto il cucuzzaro - si legge sul blog del leader M5S - presenziava alla presentazione del faraonico bilancio della sua cooperativa. Poletti era presidente della Legacoop, ma non si è accorto di nulla. Ora è il ministro del Lavoro e non si è accorto dell'appalto dato con l'avallo del suo ministero alla coop di Buzzi. Poletti, forse, non si è accorto neanche di essere ministro. Poletti deve dimettersi per restituire un minimo di dignità all'istituzione che rappresenta».

Eccola la storia dell'appalto, così com'è raccontata dal ministero. Vediamo nel dettaglio con quali procedure è stato affidato. La gara europea con procedura aperta è stata indetta nel maggio 2010 sulla Gazzetta ufficiale italiana e su quella dell'Unione Europea. Ad aggiudicarsela nel 2011 è il Raggruppamento temporaneo di imprese costituito tra la Sea Sud e il Cns, Consorzio nazionale servizi, che affida i lavori di pulizia all'Antares. E fin qui non c'è traccia della «29 giugno». La coop di Buzzi subentra infatti solo nel luglio del 2014, dopo che la Antares era stata estromessa per alcune irregolarità contributive. Per il Consorzio la nuova cooperativa era in possesso di «tutti i requisiti necessari ad un corretto svolgimento del servizio». E questo è bastato ad aprirle le porte del palazzo governativo. Il 2 dicembre, quando scattano le manette ai polsi di Carminati&Co e Roma si sveglia «mafiosa», il ministero chiede chiarimenti alla Cns prendendo le distanze da Buzzi. Il 12 dicembre il Consorzio fa sapere di aver revocato le assegnazioni nei confronti della «29 giugno» e che presto avrebbe provveduto ad individuare una nuova cooperativa. Due giorni fa il programma cambia: il Cns comunica che il Tribunale ha autorizzato la coop di Buzzi a continuare l'operatività aziendale attraverso gli amministratori giudiziari, i quali hanno sostituito il cda della coop.

Dalla vicenda di Poletti prende spunto Daniela Santanchè (Fi) per commentare gli annunci del premier: «Se Renzi vuol cambiare il verso, il verso non può essere quello di Poletti che ogni 5 minuti cambia versione sui fatti che coinvolgono la mafia».