Il preside fa dietrofront Consegnato ai genitori l'ultimo tema del figlio

Dopo il tam tam mediatico, l'elaborato è stato finalmente consegnato alla famiglia Il dirigente: «Un cortocircuito comunicativo»

Udine - Un ultimo sguardo a quei banchi, prima di andarsene stringendo tra le mani il tema di maturità del figlio scomparso. Le immagini scorrono vorticose e il dolore si mescola ai ricordi, mentre entra nell'aula del Liceo classico «Jacopo Stellini» di Udine. Quella dove il suo Enrico aveva preso il diploma nell'anno scolastico 2009 2010, e quando, forse, le ombre che gli avrebbero chiuso gli occhi per sempre appena quattro anni dopo, facendola finita a soli 22 anni, erano ancora lontane.

Un po' scosso per il clamore, ma «sollevato che questa brutta vicenda si sia conclusa in fretta», Giorgio Negri si è presentato ieri mattina all'appuntamento concordato con il dirigente scolastico Giuseppe Santoro, per ritirare copia, bruttacopia e scheda di valutazione dello scritto con cui il figlio aveva ottenuto agli esami il massimo dei voti,15 su 15. Lo stesso che per mesi, insieme alla moglie Orietta Landi, aveva richiesto invano al Liceo. E che ieri, invece, è stato incredibilmente semplice ottenere.

Il muro burocratico di silenzi e indifferenza su cui si erano ben presto infrante le speranze di riavere l'elaborato, costringendo i due genitori a rivolgersi ad assessori, istituzioni, fino al ministero dell'Istruzione e da ultimo anche al Il Giornale con un appello disperato, si è sgretolato istantaneamente sotto l'impatto mediatico. La scuola ha fatto marcia indietro.

Anzi, sostiene addirittura di non aver mai negato ai genitori l'accesso al tema. Tanto che all'indomani della bagarre che si è abbattuta sul preside udinese, finito al centro delle polemiche, l'ufficio scolastico regionale si è affrettato a blindare il buon operato dell'istituto, sommerso da una pioggia di critiche e reazioni per l'atteggiamento inumano, precisando che lo «spiacevole accaduto» è stato originato nient'altro che da un cortocircuito comunicativo. Si è trattato di «una serie di equivoci», nulla di più, spiega il dirigente dell'Usr del Fvg, Paolo Biasol, anche perché questa «è una procedura assolutamente normale e diffusa, in presenza - come in questo caso - di legittime motivazioni». E «un'incomprensione» la definisce lo stesso preside, che ribadisce di «non aver mai avuto intenzione di negare ai genitori questo diritto» mentre forbici alla mano apre il plico sigillato con la ceralacca senza troppe formalità. Assicura di non averlo fatto prima solo perché quell'istanza non è mai arrivata sulla sua scrivania.

Di quella pratica, garantisce, «non vi è traccia agli atti della scuola né nel sistema informatico». E poco importa che i genitori l'abbiano inviata per raccomandata, insieme a una valanga di mail e lettere.

Quando è scoppiato il caso, «non ho avuto il tempo di riflettere, pensavo di aver dato il diniego alla loro istanza per ragioni normative, e che fosse un caso di silenzio rigetto. Poi sono andato a fondo e ho verificato quel documento non c'è, o non è mai arrivato o è stato perduto. Per questo alla fine non hanno avuto risposta. E comunque - aggiunge Santoro - non sono mai stato interpellato direttamente dalla famiglia». Loro, Giorgio e Orietta, non vogliono commentare il tam tam delle giustificazioni per salvare la buona faccia dell'apparenza: «Il preside ci ha consegnato copia dell'elaborato richiesto - scrivono ancora al Giornale -. Tanto ci basta. Siamo lieti, e grati, che questa vicenda si sia conclusa bene. Quanto appartenuto al vissuto di nostro figlio ha per noi un valore che è impossibile quantificare, quanto superfluo sottolineare».

Con un'ordinanza l'altro ieri aveva sbarrato i cancelli della scuola, impedendo l'ingresso a insegnanti e personale, dichiarandola chiusa a tempo indeterminato. Ieri invece ha assicurato che le lezioni riprenderanno regolarmente il 14 settembre. L'ordine e il contrordine è di Giancarlo Filippo Pio Caldone, sindaco di Volpedo, il paese dell'Alessandrino famoso per la fiumana del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza. Al centro della protesta il trasferimento del dirigente scolastico e l'aumento del numero di allievi disabili, come diretta conseguenza della chiusura di un'altra scuola. Sindaco e Amministrazione si sono incontrati con il prefetto di Alessandria e almeno una cosa è certa: la campanella che riavvia l'anno scolastico suonerà anche per il plesso elementari-medie, dedicato a Pellizza. «Non era nostra intenzione ledere il diritto allo studio dei ragazzi - ha spiegato oggi Alessandro Verna, capogruppo di maggioranza».

Commenti
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mortimermouse

Sab, 12/09/2015 - 09:22

visto? uno scatto di buon senso... questo ci vuole! non i paraocchi della sinistra comunista!!

giovauriem

Sab, 12/09/2015 - 09:30

"preside" ! questo non cambierà di una virgola l'opinione che gli italiani hanno(da almeno 50 anni) dei piccoli travet (impiegati pubblici) come te , che infestano la gerontocrazia , immobile e pro doma a se stessa .

giovauriem

Sab, 12/09/2015 - 10:42

ovviamente volevo dire "pro domo"

SAMING

Sab, 12/09/2015 - 11:57

Preside, come è, possibile perdere una lettera raccomandata? Come è possibile che alcune anzi svariate EMail non siano state lette da te? Riguarda la tua struttura che è sicuramente governata da te molto ma molto male. E il provveditore agli studi che provvedimenti prendera? Nessuno? Incapace anche lui e così a salire la fetida gerarchia pubblica italiana.