Quando i razzisti sono cinesi: "Sei italiano? Non ti do lavoro"

Abbiamo provato a chiedere un'occupazione agli imprenditori orientali che vivono nel nostro Paese. Ma nessuno si è mostrato disponibile

Ho provato a farmi assumere. Dai cinesi. Sì, dai cinesi, che c'è di strano? Vivono, lavorano e pagano le tasse (si spera) qui in Italia. In tempi di crisi, meglio non disdegnare nulla: se c'è lavoro, è giusto acchiapparlo al volo, non importa se il tuo titolare è di Busto Garolfo o arriva dalla Giamaica. Ma ho scoperto che ai cinesi da dove vieni importa eccome: se sei italiano, non c'è posto per te.

È una discriminazione strisciante che ho imparato ad avvertire dagli sguardi interrogativi, da come fissano un punto imprecisato per trovare una risposta che non vuole essere scortese ma nemmeno amichevole, dal dondolare nevrotico della testa. Siamo a Milano, qui abbiamo ripetuto l'esperimento già intrapreso dai colleghi genovesi del Secolo XIX .

Via Paolo Sarpi, Chinatown: su questa strada elegante e chiusa al traffico, i negozi gestiti da italiani si contano sulle dita di una mano. È tutto un proliferare di insegne in ideogrammi, di lanterne e oggetti caratteristici. Decine e decine di negozi. E altre decine. E altre ancora.

La mia richiesta non deve essere molto comune. Anzi, per niente: la maggior parte di loro mi guarda enigmatica, si chiede perché mai un italiano si presenta in quelle vesti da un cinese. C'è una barriera invisibile che non si può abbattere: tu, italiano, sei il benvenuto solo da cliente. Non c'è nessun modo di stare tutti dalla stessa parte. Molti sorridono imbarazzati, come se la mia proposta celasse un qualcosa di sconcio. C'è chi invece cerca di congedarmi in fretta e furia, o indirizzandomi al negozio da cui ero appena uscito, o propinandomi indicazioni dal sapore di supercazzola: «Andate avanti a destra dopo semaforo».

Molti li trovo in pausa pranzo: cibo cinese, è la regola. «Cerco lavoro, magari qui avete bisogno di una mano…». In un negozio c'è un tipo seduto che mi squadra di tanto in tanto mentre parlo: non apre nemmeno bocca, si limita a scuotere la testa. È il suo modo di darmi il benservito. Proseguo, via Sarpi scorre sotto le mie scarpe: entro in un negozio di abbigliamento arioso. Ma nemmeno qui hanno bisogno di me: in compenso guadagno un'occhiata compassionevole di un cliente italiano. Più avanti, in una bigiotteria e in una trattoria mi dicono che assumono solo cinesi per comodità linguistica. Qualcuno mi lascia un bigliettino per inviare il curriculum, ma sembra più un modo per disfarsi della mia presenza. Da un'altra parte, in mezzo a otto cinesi, i miei interlocutori si pietrificano. È una scena da film thriller, c'è quasi tensione: solo che non si capisce bene chi impugna la pistola. Mi sento dannatamente fuori luogo, proprio nel cuore di Milano.

Però non mi arrendo: anzi, mi fingo esperto in riparazione di cellulari e computer. Ma nemmeno con la raccomandazione di Bill Gates riusciresti a quagliare qualcosa.

E allora passo ai negozi di scarpe, chissà, magari il mio 46 di piede diventa un ottimo requisito. Macché, non appena la signora che ho di fronte capisce cosa voglio dire, distoglie lo sguardo da me e passa alle sue cose. Forse barista? Proviamo. «Deve chiedere al capo». «Va bene, chiediamoglielo». «È in Cina. Ma non ci serve nessuno». «Ma se un minuto fa non ne era sicura…». La ragazza perde il controllo, dice che non vuole più parlare con me e inizia a sproloquiare in mandarino. Tutte frasi gentili, I suppose.

Anche spostandosi di zona, in via Padova, raccolgo solo «no». Provo da un parrucchiere, ma la ragazza mi piazza un «parlo poco italiano» e si trincera dietro il silenzio. C'è una signora italiana a farsi fare la piega, le tocca consolarmi: «Guardi che io qua a lavorare ho visto solo cinesi…». In un negozio di vestiario il venditore mi guarda a metà tra l'atterrito e lo scioccato, come se la mia richiesta avesse infranto chissà quale tabù millenario. I cinesi con i cinesi, e stop. Bell'esempio di integrazione. Da qualche parte me lo spiattellano pure in faccia «qui solo cinesi», in un bar le due ragazze dietro il bancone scoppiano a ridere.

Così ho imparato che proporsi da italiano in un negozio cinese desta o scandalo o derisione. Alla fine qualcuno mi dice sì: un ottico che ha bisogno di aiutanti e a cui non importa se non sei cinese. Poi mi confida che è nato a Milano e che si sente italiano. Come non detto.

 

Commenti

gigetto50

Gio, 11/09/2014 - 08:44

.....beh...ci vuole poco a capire il perché....

gigetto50

Gio, 11/09/2014 - 08:44

.....beh...ci vuole poco a capire il perché....

Solist

Gio, 11/09/2014 - 09:03

non è razzismo! questione di costi e schiavismo moderno! PF Giordano ma come caxxo le è venuto in mente un articolo del genere?

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Gio, 11/09/2014 - 09:06

E allora? Così fa un popolo serio che difende se stesso e la sua identità. Fanno bene. Siamo noi gli imbecilli, schiavi e colonie da sempre.

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Gio, 11/09/2014 - 09:08

La mia domanda è: come fanno i cinesi a mettere su decine e decine di negozi proprio dove gli italiani ne hanno chiusi a decine e decine? Perché loro aprono e noi chiudiamo? Perché loro aprono pur in un paese che, a quanto dicono, strangola a furia di tasse? Ma siamo proprio sicuri che l'italiano sia ancora così furbo come dicono? E siamo sicuri che dare dell'italiano a una persona non sia un'offesa?

beowulfagate

Gio, 11/09/2014 - 09:09

Bella scoperta.Cinesi socialcomunisti.Combatterli.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Gio, 11/09/2014 - 09:10

Un po' come in Goldman Sachs o all FED se non siete ebrei... I popoli sani conservano il loro potere.

gio 42

Gio, 11/09/2014 - 09:20

Buongiorno signor Giordano, quando la gente come me parla di reciprocità che non c'è o dei troppi stranieri che sono nel nostro paese creando vari problemi, tanti si strappano le vesti (duemila anni sono passati per nulla)e ci accusano di razzismo ecc. ecc. Ma vede, essere circondati da italiani atei e non credenti pronti a deridere il prossimo che ha fede, o da islamici, e da chi non rispetta le regole del vivere sociale poca differenza fa, sono le facce della stessa medaglia. Quello che secondo me a noi deve importare sono le sue parole: NON ABBIATE PAURA IO SONO CON VOI FINO ALLA FINE DEL MONDO.

RC

Gio, 11/09/2014 - 09:30

I cinesi non fanno quadagnare nessuno é un giro chiuso fra di loro. mi dispiace solo che che gli italiani,sempre piu poveri,comprino i loro prodotti merdosi.ciao da prato e viva il D...!!!!!

RC

Gio, 11/09/2014 - 09:35

scusate ma se i cinesi sono un popolo serio sono felice di non esserlo . venite a prato e vedrete che di serio non esiste niente .solo degrado sfruttamento e sudicio....ciao

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Gio, 11/09/2014 - 09:50

...I cinesi hanno ragione; Hanno capito che il lavoro non piace; Hanno capito, altresì, prima degli italiani, che il nostro è un Paese di m....; Se così non fosse, li faremmo camminare, in quattro, sul filo del rasoio; Le nostre amministrazioni, fisco compreso, "infieriscono" sugli italiani e trascurano le illegalità commesse dagli stranieri.

Ritratto di atlantide23

atlantide23

Gio, 11/09/2014 - 10:06

e fanno benissimo! Spiacente ma in questo periodo non amo gli italiani .

Ritratto di FrancoTrier

FrancoTrier

Gio, 11/09/2014 - 10:07

male perchè il vostro governo di sinistra non sa governare, dovrebbe proporre, tu imprenditore cinese se vuoi lavorare in Italia devi avere almeno 1/3 personale italiano o non lavori.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Gio, 11/09/2014 - 10:12

In Toscana i cinesi hanno portato sfruttamento,degrado e distrutto l'imprenditoria locale a colpi di falsi made in Italy. Adesso che hanno il controllo del mercato,vogliono mantenerlo.

Ritratto di alejob

alejob

Gio, 11/09/2014 - 10:16

Fanno BENE, la colpa di tutto ciò siamo NOI Italiani. Quando impareremo a NON ACQUISTARE PIU' qualsiasi MATERIALE da LORO la loro baldanza finirà. Da quando sono installati in Italia ci hanno rovinato qualsiasi mercato, abassando i prezzi per vendere la loro merce che il novanta percento è scadente o scaduta. Ma noi grandi furboni, continuiamo ad acquistare e non abbiamo ancora capito che nel LORO MONDO NON SI ENTRA.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Gio, 11/09/2014 - 10:17

abraxasso .... l'imprenditoria cinese è fondata sul concetto di famiglia. Un cinese che voglia fare impresa tipicamente fa il giro di parenti e amici e chiede piccole somme a tutti... 1000-2000 euro. Non servono contratti, basta la parola (che lì è sacra). Si trova quindi in mano un sacco di soldi con cui investire. E che un giorno restituirà maggiorati ai suoi prestatori. Questa è la Cina.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Gio, 11/09/2014 - 10:19

Mah... tutto può essere. Però se fossi nel buon Giordano mi toglierei lo sfizio e proverei a chiedere lavoro in Corso Buenos Aires o in via Torino, presso attività italiane. Secondo me il risultato non sarebbe diverso rispetto all'esperianza di via Paolo Sarpi...

Ritratto di XxXpoiled

XxXpoiled

Gio, 11/09/2014 - 10:24

E' un articolo provocatorio, i cinesi danno lavoro agli italiani sottoforma di acquisto di servizi e prestazioni artigianali è ovvio che gli italiani stile PD e affini non potranno mai lavorare ai ritmi dei cinesi, per loro imbattersi in un italiano è già una battaglia persa. Io ho lavorato per i cinesi, pagano, ti rispettano, e ti offrono anche da mangiare, come artigiano. L'indotto è immenso tra avvocati commercialisti finanziarie, dire che i cinesi siano razzisti mi pare provocatorio.

plaunad

Gio, 11/09/2014 - 10:26

E dove sono le cornacchie gracchianti "antirazziste" in servizio permanente effettivo ?

plaunad

Gio, 11/09/2014 - 10:28

I cinesi "popolo serio" ????? Ma se sono tutti mafiosi !!!!!

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 11/09/2014 - 10:30

Non ho capito cosa si voglia dimostrare con questo articolo in cui si parla di razzismo e discriminazione nei confronti degli italiani. Per me è chiara una cosa; che i cinesi hanno capito - meglio di Francesco Paolo Giordano - che la cultura nata in itagghia nel 68 (promozione anche agli asini che non studiavano, posto di lavoro garantito anche ai cialtroni) non è compatibile con l'efficienza necessaria alle aziende per sopravvivere. Bisogna essere seri e pragmatici, caro Francesco Paolo Giordano, e chiedersi che cosa un imprenditore si aspetti da un collaboratore. E poi occorre rispondersi onestamente, in termini economici e non ideologici.

Ritratto di alejob

alejob

Gio, 11/09/2014 - 10:32

Hanno ragione, la causa è tutta nostra. Ci dimostriamo troppo deboli verso lo straniero che ci invade e ci porta via il lavoro e non abbiamo ancora capito di non acquistare niente dei loro prodotti come loro non acquistano dei nostri. Solo cosi si può frenare la loro espansione. Noi non abbiamo ancora capito che nel LORO MONDO NON SI ENTRA.

pittariso

Gio, 11/09/2014 - 10:46

E' logico,non sono mica scemi!Conoscono i nostri sindacati e i nostri giudici del lavoro.Peralro lo abbiamo sempre sostenuto che per fermare l'economia Cinese sarebbe bastato mandargli i nostri sindacati e giudici del lavoro.Questo é i punto a cui c ha portato la sinistra e i suoi sindacati:ed io in gioventù ha partecipato al 68 e ci avevo creduto.

Ritratto di Markos

Markos

Gio, 11/09/2014 - 10:49

I negozi Cinesi aprono mentre quelli Italiani chiudono e semplice da spiegare , vi sono degli accordi commerciali tra L'Italia e la Cina per favorire gli investimenti Cinesi in Italia. I Cinesi per i primi tre anni di apertura non sono soggetti a tassazione , poi allo scadere del terzo anno chiudono la attività' , e riaprono la stessa attività' in un altro posto ma con denominazione diversa , e via altri tre anni che non pagano tasse. I negozi Italiani devono per forza chiudere perché il fisco altrimenti gli leva anche le mutande nonostante i nostri comunisti intubati tutti nel comodo e riposante posto statale continuano a considerali tutti ladri e evasori...

swiller

Gio, 11/09/2014 - 10:53

Risbatteteli tutti in cina fuori dai coglioni.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 11/09/2014 - 10:59

I cinesi sfruttano tutta una serie di collegamenti & "accorgimenti",interni ed esterni,per minimizzare le tasse nei Paesi che li ospitano,massimizzare la presenza di loro prodotti,inserendoli,nei cicli produttivi,sfruttando il sistema delle "sovrafatturazioni",con compensazioni "in nero",alla fonte...In pratica,"spolpano",l'animale dall'interno,piano,piano,lasciando le ossa.Figuriamoci,se si avvalgono della collaborazione di qualche Italiano,che potrebbe,oltretutto "ficcare il naso" nei loro affari...Da i Cinesi,devi solo comperare!!!Comunque sia,provate ad andare da Indiani,Marocchini,etc.etc....:STESSA COSA!!!Le "risorse"(vero Boldrini,Napolitano &C),se sono "razziste",va bene!!!!

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Gio, 11/09/2014 - 10:59

Certo che sono razzisti i Cinesi.. come i Giapponesi, Coreani ecc... nel senso buono.. ossia che vogliono conservare la loro identità. Non nel senso di chi si crede popolo migliore, superiore, eletto ecc...

plaunad

Gio, 11/09/2014 - 11:42

E' inutile che tentiate di giustificarli (e mi domando il perché......). Quando la stessa cosa succede al contrario si scatena l'inferno. L' unica soluzione é BOICOTTARE i negozi cinesi, come faccio io.

Ritratto di OraBasta

OraBasta

Gio, 11/09/2014 - 11:49

Il "RASSSSISMO" è IN'INVENZIONE bella e buona, esasperata dalla kienge per motivi politi e, questo è vero, RAZZIALI ! Di più, ora c'è anche il reato di "OMOFOBIA" !!! Fobia, sul dizionario, significa PAURA. Ora DITEMI, chi ha paura di qualcuno o qualcosa COMMETTE REATO ? Vediamo di finirla !!!!

Ritratto di OraBasta

OraBasta

Gio, 11/09/2014 - 11:49

Il "RASSSSISMO" è IN'INVENZIONE bella e buona, esasperata dalla kienge per motivi politi e, questo è vero, RAZZIALI ! Di più, ora c'è anche il reato di "OMOFOBIA" !!! Fobia, sul dizionario, significa PAURA. Ora DITEMI, chi ha paura di qualcuno o qualcosa COMMETTE REATO ? Vediamo di finirla !!!!

curatola

Gio, 11/09/2014 - 11:49

un italiano accetta gli orari di lavoro cinesi? consuma cinese ? utilizza i servizi gestiti dai cinesi (dentista,ecc.,fraternizza con i cinesi? Hanno ragione ad essere perplessi e non è razzismo ma prudenza. Cosa fa lo stato italiano per integrarli? Mi sembra che valga la legge primordiale "ognuno per sé e Dio per tutti".

rasna

Gio, 11/09/2014 - 11:54

Forse perche' l'art 18 per i cinesi e' un concetto un po' astratto...?

Ritratto di OraBasta

OraBasta

Gio, 11/09/2014 - 11:54

abraxasso Gio, 11/09/2014 - 09:08 --- L'italiano DEVE pagare ogni tipo di tassa, oneri, contributi, tassa sull'insegna e occupazione di suolo pubblico, studi di settore, legge 626, norme HACCP e DEVE pagare i dipendenti, in REGOLA, a norme di un contratto, con straordinari, ferie, maternità, permessi, malattia etc etc. Vada a chiedere ai cinesi se osservano tuto ciò e se sono CONTROLLATI come gli "italiani". Se no stia zitto: TAFAZZI !!

Ritratto di OraBasta

OraBasta

Gio, 11/09/2014 - 12:02

Ci sono tanti post che vedono la realtà della situazione e la commentano realisticamente. Ci sono TANTISSIMI post di TAFAZZI, lo sport preferito dagli italioti. Se non vi va bene l'italia, salite su un barcone direzione africa, cina, australia e se vi ACCETTANO, restateci. Nessuno sentirà la vostra mancanza. IETTATORI !!!

Ritratto di OraBasta

OraBasta

Gio, 11/09/2014 - 12:02

Ci sono tanti post che vedono la realtà della situazione e la commentano realisticamente. Ci sono TANTISSIMI post di TAFAZZI, lo sport preferito dagli italioti. Se non vi va bene l'italia, salite su un barcone direzione africa, cina, australia e se vi ACCETTANO, restateci. Nessuno sentirà la vostra mancanza. IETTATORI !!!

gisto

Gio, 11/09/2014 - 12:06

Due estremi! Da una parte,schiavismo lavorativo,un padrone che comanda,dall'altra il massimo di tutela e privilegi,senza render conto di produttività.Due modi sbagliati!

gisto

Gio, 11/09/2014 - 12:07

Due estremi! Da una parte,schiavismo lavorativo,un padrone che comanda,dall'altra il massimo di tutela e privilegi,senza render conto di produttività.Due modi sbagliati!

gneo58

Gio, 11/09/2014 - 12:27

PER abraxasso - oltre al commento di Ausonio aggiungo che, tralasciando eventuali agevolazioni locali questa gente praticamente vive dentro al negozio, mangia una ciotola di riso bianco sempre in negozio (e non metaforicamente) e sono aperti 7 gg su 7 12 ore la giorno - noi facciamo altrettanto ? - questo non per difenderli ma per evidenziare i modi di vita - poi che vendano porcherie, che ci sia dietro la mafia cinese ecc ecc questo e' un altro discorso

eolo121

Gio, 11/09/2014 - 12:46

infatti dai cinesi non ci vado pi' a mangiare da loro .. da me non prenderanno un euro.. in thailandia i cinesi per aprire un attività devono assumere locali per legge..impariamo dalla thailandia ..

sedatavo

Gio, 11/09/2014 - 13:02

ma è ovvio, e ci sono anche un sacco di belle ragazze aspiranti trote che vengono rifiutate dai numerosi centri ma$$aggi... vi pare giusto? vi pare giusto che non possiamo farci smandrucchiare altro che che da mani cinesi svegliaaaaa!!11!11

Marco_Montana

Gio, 11/09/2014 - 13:07

Razzisti? A me sembra il contrario! Gli imprenditori cinesi non vogliono sfruttare gli italiani facendoli lavorare giorno e notte in nero ma solo i loro connazionali.

mifra77

Gio, 11/09/2014 - 13:11

Hanno tanti di quei connazionali che dormono sotto il banco di lavoro e nei magazzini che non hanno bisogno di italiani. Hanno una forza lavoro di scorta che li garantisce e li mette al riparo da assenze o malattie e quando uno non rende più e non produce si dice che viene sostituito e fatto sparire.

plaunad

Gio, 11/09/2014 - 13:19

Finché ci saranno UTILI IDIOTI che sbavano per negozi e ristoranti cinesi non possiamo lamentarci perché quella gentaglia fa tutto il cavolo che vuole. Bisogna SABOTARLI AL CENTO PER CENTO e se commettono infrazioni DENUNCIARLI IMMEDIATAMENTE, compreso se si rifiutano di assumere italiani. Non lo sabete che é un reato?

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 11/09/2014 - 13:20

@eolo121:sarebbe "discriminante",e "razzista"!!Lei chiede troppo!!Vuole scherzare,che governi vari in italia possano legiferare in tale senso,a vantaggio degli Italiani?Non sia mai detto!!Noi siamo "accoglienti"!!!Ricordiamocelo.....I ns "sindacati" del cavolo(eufemismo),provino ad informarsi de UNO,volesse aprire una fabbrica in Cina(non solo),utilizzando manodopera "straniera"(fatta eccezione per qualche quadro Dirigenziale SUPER SPECIALIZZATO NON ESISTENTE IN LOCO),cosa gli dicono.....Saluti!

Ritratto di bobirons

bobirons

Gio, 11/09/2014 - 13:29

Difesa d'ufficio dei cinesi ? Noooo ! Ma un poco di ragione ce l'hanno. Faccio un esempio: entro in un negozio, prendo un oggetto, ringrazio e me ne vado senza pagare e senza che qualcuno abbia alcunché da obbiettare. La volta dopo ritorno, ne prendo un altro, forse due. I cinesi fanno i loro affari, i loro interessi. Ma le leggi italiane, ed i politici che le fanno ed approvano, hanno mai pensato che: 1) Le insegne, i Italia, devono essere in lingua italiana, poi, se proprio uno vuole, può aggiungerne una traduzione in altra lingua; 2) L'imprenditore ed i suoi dipendenti in contatto con il pubblico devono saper parlare correntemente la nostra lingua; 3) l'impresa deve impiegare anche mano d'opera indigena, la cui percentuale potrà essere strutturata su diversi e differenti parametri come numero totale di addetti, fatturato o altri. Qualcuno ha mai fatto un'indagine su i permessi di soggiorno ^ se ci sono, della cui cosa a volte dubito, sono turistici, e quindi precludono il lavoro, oppure per lavoro dipendente ? In quest'ultimo caso é stata fatta una valutazione se ci sono lavoratori italiani che possono ricoprire dette mansioni ? Ed infine, le autorità non ci vengano a dire che non sanno cosa accade nelle fabbriche dei cinesi. Lavoro minorile, fuori orario, utilizzo di materie nocive, albergazione umana all'interno della struttura produttive senza autorizzazione abitativa, controllo socio sanitario, pagamento contributi INPS, Inail ecc. Sveglia !!! Alcune leggi ci sono e se sono applicabili agli italiani devono essere applicate anche alle imprese di stranieri operanti in Italia.

gibuizza

Gio, 11/09/2014 - 13:48

Non occore fare tante finzioni, basta andare in un qualsiasi negozio, supermercato, attività cinese e vedere quanti noncinesi ci lavorano. Si capisce chi sono gli xenofobi! Lasciamo perdere il razzismo che già viene tirato in ballo per ogni sciocchezza.

Ritratto di FrancoTrier

FrancoTrier

Gio, 11/09/2014 - 13:49

i cinesi per me diranno vediamo che tipi di comunisti sono questi italiani, infine diranno ostia ma questi italiani sono dei comunisti proprio fessi.

Ritratto di Flex

Flex

Gio, 11/09/2014 - 14:01

Perchè mai dovrebbero assumere un Italiano. Siete mai entrati in un capannone o box dove lavorano i cinesi?. La cronaca, spesso, ci ha mostrato come lavorano i Cinesi. Vi ricordate i Capannini di Prato? pensate che il "Governo" abbia fatto accertamenti a tappeto su questo problema? io non credo. Predica la lotta all'evasione ma solo per i fessi.

pastello

Gio, 11/09/2014 - 14:07

Italiano? Camusso? No lavoro.

Ritratto di sempreforzasilvio#

sempreforzasilvio#

Gio, 11/09/2014 - 14:09

Probabilmente anche loro leggono l'equivalente del Giornale (cinese) e si sono fatti la stessa idea degli italiani, di quella che gli italini si sono fatti dei cinesi

GB01

Gio, 11/09/2014 - 14:10

anche la mafia nostrana è soppiantata da quella cinese..."cosa nostLa"

torodamonta

Gio, 11/09/2014 - 14:14

Il novanta per cento di stranieri che vivono in Italia sono RAZZISTI E CI ODIANO.

pinolino

Gio, 11/09/2014 - 15:28

sottoscrivo torodamonta 14:14, in particolare i cinesi sono razzisti anche tra le loro varie etnie.

Ritratto di stenos

stenos

Gio, 11/09/2014 - 16:59

Gli imbecilli siamo noi che ci facciamo fottere a casa nostra permettendo a questi lo schiavismo sotto il nostro naso, di non rispettare le regole, di Non pagare le tasse, di fottersene delle nostre leggi che vengono applicate senza pietà agli italiani. Tradotto : lo stato Non esiste.

giolio

Gio, 11/09/2014 - 19:21

un cinese entra in un Pub va al banco dove il barista é... di colore e dice plego una billa il barista lo corregge ,si dice birra il cinese, si! si! una billa, l‘uomo di colore al banco ,,guarda passa tu da questa parte del banco e ti faccio spiego come si dice, detto fatto..... colorato al cinese per favore una birra, il cinese risponde..... mi dispiace no serviamo billa ai negli!!!!{questa non la pubblicate }

mbotawy'

Gio, 11/09/2014 - 19:52

Queste critiche rivolgetele ai colpevoli,ai vari governi italiani responsabili di questa "svendita" della nostra(ex)Italia

Ritratto di FrancoTrier

FrancoTrier

Ven, 12/09/2014 - 10:17

plaunad se tutti i cinesi fossero mafiosi non lavorerebbero 18 ore al giorno per una miseria ti pare?

neme

Dom, 08/05/2016 - 16:16

Ovvio che dobbiamo capire che i privilegi di noi lavoratori non sono in sintonia con il periodo di crisi che stiamo affrontando. Le aziende italiane semplicemente sono allo stremo per colpa dello stato e dei sindacati. Con questo non giustifico l'illegalità cinese. Diciamo che tra le nostre leggi (per loro eccessive) e la loro sopravvivenza aziendale hanno scelto se stessi. Speriamo non imparino mai il buon gusto e la creativià. Concludo dicendo che in Messico per legge un' azienda straniera ha l'obbligo di assumere almeno un 10% di personale LOCALE. Questo piccolo dettaglio avrebbe reso la nostra italia sostanzialmente migliore.