"Ma questo disastro unisce davvero tutta l'Europa"

Riccardo Cocciante, autore del musical sulla cattedrale: "È il vero centro della Francia, non soltanto religioso"

Riccardo Cocciante è quasi senza parole. Notre-Dame è il simbolo della sua «francesità» (in Francia lui è Richard) e anche della seconda parte della sua carriera, quella da compositore di opere popolari. «Con Notre Dame de Paris ho dato voce a quel monumento descritto con impareggiabile maestria da Victor Hugo», dice con un filo di voce parlando dall'estero. «È il vero centro della Francia, non solo dal punto di vista religioso. Tutto passa da lì». Poi prende fiato.

Che cosa ha provato davanti alle immagini?

«Nella sua immensità solitaria, Notre-Dame ha fatto danni soltanto a se stessa, come se volesse uscire dal passato e rinascere. Mi ha stupito il silenzio composto e addolorato dei francesi che la guardavano bruciare».

Che cosa rappresenta per loro Notre-Dame?

«Credo che sia più o meno come per noi San Pietro».

E la reazione dopo le fiamme?

«Mi ha colpito tantissimo. È stata positiva. Il dolore ha subito lasciato spazio alla voglia di ricostruire, alle donazioni, ai progetti. Nella tragedia, è stato un effetto positivo che va oltre il vuoto lasciato dall'incendio».

Ossia?

«Ho letto la dichiarazione di un rabbino che diceva: Sono con voi, soffro con voi nonostante le differenze che abbiamo. Ecco, in questo sacrificio, Notre-Dame ha mostrato una forza enorme e gigantesca».

Come si è risvegliata la Francia?

«Intanto tutti i giornali del mondo hanno parlato all'unisono di questo disastro, si sono raccolti e hanno vibrato all'unisono. E poi c'è un'altra considerazione da fare, che è ancora più importante».

Quale?

«Di fronte a questo disastro, è rifiorita l'unità. Non solo quella religiosa, che è giusta e inevitabile in ogni angolo del mondo cattolico. Ma anche quella politica. In tutti i Paesi europei, ogni leader ha espresso vicinanza e concordia. Non mi è sembrata una posizione stucchevole o retorica, ma dettata dal sentimento. Come spesso purtroppo accade, sono i disastri a unificare, ad abbattere le differenze».

A modo suo lei è un «testimonial» di Notre-Dame nel mondo.

«Quando ho iniziato a scrivere le musiche, avevo un solo obiettivo: cercare di non tradire la grandezza di Victor Hugo. E ho avuto anche momenti di smarrimento di fronte a quell'opera, a quella chiesa che lui ha rilanciato con il suo romanzo perché all'epoca era in decadenza e usata soprattutto come un deposito».

Notre Dame de Paris riparte proprio dall'Italia a ottobre con Vivo Concerti agli Arcimboldi di Milano.

«Sarà un modo ulteriore di rendere omaggio a un monumento ferito che vuole rinascere».