Raggi, il benvenuto dei pm: un fascicolo sull'incarico Asl

Nel giorno della proclamazione, l'inchiesta della Procura sulle sue consulenze. Per ora nessun indagato

Aveva appena ringraziato i pm per l'inchiesta sulle tangenti per i campi rom ed ecco che a Virginia Raggi arriva la notizia che la procura di Roma sta indagando sulle sue consulenze, non dichiarate, alla Asl di Civitavecchia.

Il neo sindaco Cinque Stelle di Roma è stato appena proclamato e, prima ancora del suo insediamento, ecco il suo primo guaio giudiziario.

L'esposto presentato alla vigilia delle elezioni da Anlep, associazione nazionale libertà e progresso con un vicepresidente Pd, ha offerto la sponda all'ultimo, velleitario, attacco dei dem alla candidata grillina prima del voto.

Ora che ha vinto le elezioni l'esposto fa il suo corso e gli inquirenti aprono sul caso un fascicolo, senza ipotesi di reato né indagati. Un atto dovuto.

Si tratta di due incarichi di recupero crediti ricevuti dal giovane avvocato, oggi sindaco di Roma, dall'azienda sanitaria locale: uno nel 2012 e l'altro nel 2014. Come consigliera comunale a Roma doveva dichiararli secondo la legge sulla trasparenza, ma fino al 2015 non l'ha fatto. Una storia che i pm vogliono chiarire, mentre il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone ha spiegato che l'autorità anticorruzione non ha ritenuto finora di aprire un'istruttoria.

La Raggi ripete la sua giustificazione, già fatta dal legale nei giorni scorsi. «Non si è trattato di consulenze ma di un incarico di assistenza giudiziale, che è molto diverso. Avevo il compito di mettere in esecuzione una sentenza della Corte dei Conti che acclarava che la Asl era stata vittima di una truffa da parte di un medico e aveva pagato più soldi di quelli che avrebbe dovuto, quindi doveva rientrare. Io ho avuto l'incarico di recuperare questi soldi nel 2012, ho effettuato una serie di attività, ho emesso una fattura di acconto nel 2014, che è entrata nella contabilità dell'azienda, ha fatto una serie di giri come in tutte le aziende medio-grandi, poi è stato emesso un mandato di pagamento nel 2015. La fattura mi è stata liquidata nel 2015 e quindi è entrata in tutte le mie dichiarazioni nel 2015, esattamente come è previsto per i liberi professionisti che debbono dichiarare secondo il principio di cassa e non quello di competenza». Il sindaco rischia una sanzione amministrativa da 500 a 10mila euro, ma senza dolo è facile che si arrivi all'archiviazione.

Una delle concorrenti sconfitte nella corsa al Campidoglio, la leader di Fdi Giorgia Meloni su Facebook invita a «rispettare il voto dei cittadini e lasciar lavorare il nuovo sindaco» e dice a Renzi: «Accetti la sconfitta».

Intanto vengono a galla i primi problemi per il sindaco. Ieri si sono dimessi i vertici dell'Ama, la municipalizzata dei rifiuti della Capitale: il presidente e ad Daniele Fortini e il consigliere Carolina Cirillo hanno rimesso il mandato nelle mani del primo cittadino. Mentre un confronto delicato per la Raggi resta quello con i costruttori, soprattutto dopo che il suo assessore all'Urbanistica Paolo Berdini ha detto «no» a nuove costruzioni, sostenendo che bisogna solo riqualificare il patrimonio esistente. Nella categoria per ora prevale la cautela, ma i costruttori avvertono che fermare la macchina delle costruzioni non fa bene a nessuno. A cominciare dai lavoratori.