Raggi non cambi nome alla Cultura

Se vuole allargarsi, posso suggerirle la denominazione che io stesso ho scelto

Nonostante gli autorevoli consulenti, Virginia Raggi ha minacciato di forzare le denominazioni generali, ma non generiche, degli assessorati alla Cultura e all'Ambiente in quelle di «Crescita culturale» e «Sostenibilità ambientale»: due formule senza senso.

La cultura è in sé crescita, come insegnava Spinoza, nella sua Ethica ordine geometrico demonstrata: bene e male non sono una buona o una cattiva azione, ma bene è ciò che fa crescere la conoscenza, male è ciò che la ostacola.

Non è infrequente leggere formule tautologiche come «indagine conoscitiva» o «restauro conservativo». Particolare fortuna hanno avuto vocaboli come «crescita» e «sostenibilità». Si è parlato, e si parla, di «sviluppo sostenibile», per indicare il limite fino al quale si può arrivare nel danno all'ambiente. Come dire: a un certo punto bisogna fermarsi.

In realtà lo sviluppo dovrebbe essere semplicemente coerente e armonioso, non alterando i caratteri dominanti della natura e delle aree urbane.

La parola «armonia» sembra dimenticata. Manca, probabilmente, un «assessorato all'armonia».

Tutto il resto è «insostenibile», e generato dalle mode linguistiche determinate dal pensiero debole prevalente negli ultimi decenni, in cui si è formata la Raggi, fra retorica e giustizialismo.

Occorre, invece, «intransigenza», parola dimenticata nonostante i comportamenti che ha ispirato. Ecco: occorre essere intransigenti, anche con se stessi.

E misurare le parole senza concessioni a mode, culturali e linguistiche.

Eviti, dunque, la Raggi, le formule sostitutive che le sono attribuite, e ritorni al semplice linguaggio della Costituzione: assessorato alla tutela del paesaggio
(o dell'ambiente); assessorato alla Cultura.

Se vuole allargarsi, posso suggerirle la denominazione che io ho scelto, e che anche a lei, come credo, conviene: «assessorato alla Rivoluzione (culturale)».

Con tutti gli auguri.

Commenti

joecivitanova

Mar, 05/07/2016 - 16:26

..loro sono 'diversi', anche nelle parole, diversi da tutti gli altri che li hanno preceduti e migliori, ovviamente, e cambieranno il mondo, iniziando dalle parole, probabilmente; veramente tutto dovrebbe nascere, innanzitutto, dal pensiero, credo, quindi niente di meglio, per loro che creare anche un 'Assessorato alla crescita del pensiero'. Che cultura 'culturosa' che dovranno avere questi 'pentastellini', chissà..!! g. p.s.: mah, semmai, magari più che una crescita culturale..ci vorrebbe una..mescita culturale, ed assai copiosa da quelle parti..!!

carpa1

Mar, 05/07/2016 - 16:35

Non è cambiando i nomi agli assessorati che si risana la situazione. Meglio intervenire sui nomi e soprattutto su onestà, affidabilità e competenza degli assessori. Ma si sà, il primo è sempre un intervento di maquillage che poi, di norma, rimane il solo per finire tutto come prima.

Beaufou

Mar, 05/07/2016 - 16:54

Eh, caro Sgarbi, la Raggi è anche parca di innovazioni lessicali: veda un po' cosa propone il neosindaco di Gallipoli, che introduce gli assessorati alla Felicità, alla Bellezza (che comprenderebbe anche l'urbanistica:auguri) e varie altre fregnacce che non mi sforzo nemmeno di ricordare. I Figli dei Fiori di parecchi anni fa sono dei barbosi cruscanti, al confronto. Ahahah.

unz

Mer, 06/07/2016 - 07:55

Orwell ride....