Record di omicidi a Rovigo più che a Napoli e a Foggia

Tra le province italiane col più alto indice di omicidi per abitante ci sono città come Napoli, Foggia e Vibo Valentia. Nulla di sorprendente. Il sud, si dirà, con i suoi irrisolti problemi socio-economici. A stupire è piuttosto Rovigo, la provincia che guida questa classifica. Ogni centomila persone 2,9 omicidi. In proporzione più che a Palermo o Reggio Calabria. Stiamo parlando di numeri, ma anche di equazioni matematiche e dunque il dato va preso nelle giuste proporzioni. In generale il tasso di omicidi (0,7 per 100mila abitanti in Italia nel 2016) varia in misura ampia tra le province; i valori più bassi sono particolarmente concentrati nelle province dell'Italia centrale e piuttosto frequenti al Nord, area che comunque mostra un profilo meno omogeneo. Dopo Rovigo c'è tanto sud: Foggia (2,2), Napoli, Nuoro, Vibo Valentia, Trapani (1,8). Dati certificati dall'ultimo Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes) dell'Istat relativo al 2016.

Naturalmente interessano i dati sulla sicurezza, numeri che sentenziano ancora una volta il divario tra zone del nostro Paese. Per quanto riguarda gli omicidi, il tasso più basso è delle province del centro, anche se Rieti si aggiudica il primato dei delitti violenti (7,7 ogni 10mila abitanti), seguita da Napoli.

Il resto del rapporto è piuttosto scontato. Come il tasso dei delitti diffusi (che tiene conto delle denunce fatte per furti di ogni tipo) che attesta la maggiore pericolosità delle città metropolitane rispetto ai piccoli centri. Sempre sui delitti diffusi, il Nord e il Centro sono in netto peggioramento, con Roma (323) e diverse città toscane a posizionarsi tra le province più esposte. Male anche la zona tra Liguria ed Emilia Romagna, con Rimini (484,6 delitti diffusi per 10mila abitanti) che si attesta in assoluto come peggiore provincia italiana.

Ma il dato sui delitti diffusi è in calo negli ultimi due anni: nel 2016 si sono registrate 222,5 denunce ogni 10mila abitanti. In questo caso il gradiente territoriale si inverte mettendo in luce un generale vantaggio delle province del Mezzogiorno rispetto a quelle del centronord. Solo Catania e Bari si collocano ultime tra i territori più penalizzati con circa 247 denunce per 10mila abitanti. Nel resto del Sud invece, fatta eccezione per Napoli (226) e Pescara (224), i tassi sono uguali o inferiori alla media del Paese. Delle 41 province e città metropolitane meridionali, ben 15 entrano nel gruppo dei territori meno esposti (il primo 20 per cento della graduatoria), con il minimo per Potenza (63,2). In questo stesso gruppo si trovano solo 4 province del Nord (Verbano-Cusio-Ossola, Sondrio, Belluno e Pordenone) e due del Centro (Rieti e Frosinone). Come detto, al Nord il tasso di delitti diffusi è alto soprattutto a Milano (455) e Torino (312).

Commenti
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giovinap

Ven, 15/06/2018 - 13:18

jacopo granzotto, questo cognome non mi è nuovo, almeno sappiamo per che fa il giornalista! egregio giornalista al sua articolo manca il finale, che lei avrà omesso per dimenticanza(!?) nella foga di estrapolare i dati che "premiano" i territori a lei cari ha dimenticato il dato più importante, la classifica delle città più pericolose d'italia, dove lei ha estrapolata quella notizia: il "gran premio" lo vince milano ormai vincitrice da una decina d'anni. seconda classificata bologna a seguire torino, firenze, catania, roma, rimini, genova, bari e venezia.se non le piace la classifica, contatti il sole 24 ore(cosa do cosa vostra)

venco

Ven, 15/06/2018 - 14:21

giovinap, le città del nord che tu citi, la criminalità che hanno quando non è dovuta agli immigrati stranieri è dovuta agli immigrati delle tue terre