Regalo ai No Tav di Torino: sì ai domiciliari

TorinoSono incensurati solo dal punto di vista formale e mostrano un pervicace atteggiamento di rifiuto delle regole che sfocia nella disponibilità a commettere anche reati di una certa gravità, tanto che potrebbero compiere altre azioni violente contro il cantiere Tav. Eppure, per evitare che accada, i giudici della Corte d'Assise Torino, che la scorsa settimana hanno assolto quattro No Tav dall'accusa di attentato con finalità terroristiche per l'assalto al cantiere di Chiomonte, hanno concesso loro i domiciliari. Ritenendo che la misura sia sufficiente a evitare la pianificazione un altro attacco. Mattia Zanotti, Niccolò Blasi, Chiara Zenobi e Claudio Alberto potranno passare le feste di Natale a casa.

I giudici d'Assise hanno accolto la richiesta presentata dai legali all'indomani della sentenza con cui sono stati sì assolti dall'accusa di terrorismo, ma condannati a tre anni e sei mesi per porto e fabbricazione di armi da guerra e danneggiamento aggravato. Nell'ordinanza la Corte spiega come siano venute meno le motivazioni che avevano spinto, il Gip prima e il Riesame poi, a confermare a inizio anno il carcere. La Corte evidenzia come, con la sentenza di primo grado, «la gravità del fatto abbia subito un significativo ridimensionamento» sotto un duplice profilo: da un lato c'è l'infondatezza dell'ipotesi accusatoria, secondo cui l'attacco al cantiere di Chiomonte sarebbe stato sferrato per finalità terroristiche; e dall'altro, «come hanno evidenziato gli stessi pm, le condotte dovevano essere intese come eseguite al fine di attentare all'incolumità e non alla vita delle persone nel cantiere». I giudici hanno anche tenuto conto che gli imputati in carcere hanno sempre avuto una condotta rispettosa dei regolamenti e anche il comportamento processuale «seppur caratterizzato da una sorta di indifferenza verso le vicende dibattimentali, è stato corretto».