Renzi e Boldrini mandano in galera un uomo malato e (forse) innocente

Il premier ci spieghi perché il condannato Errani (Pd) è libero e l'ex ministro indagato è in cella

Caro Matteo Renzi può spiegarci la differenza tra Vasco Errani e Giancarlo Galan? Non è una domanda polemica. Galan è indagato, Errani è stato condannato. Galan viene arrestato con il lasciapassare della Camera. Errani, gridano il governo e il Pd, non dovrebbe neppure dimettersi, perché è un uomo al di sopra di ogni sospetto. Galan è presunto colpevole, Errani è innocente per definizione. Galan ha la faccia sbagliata, Errani è un galantuomo. Galan è cattivo perché di destra, mentre Errani è buono perché di sinistra. È questa, caro Renzi, la cultura politica della sua Italia? È questo il garantismo?

Vede presidente, questo Paese non avrà credibilità fino a quando i destini politici ed esistenziali degli individui dipenderanno dalla loro casacca. Lei dovrebbe sapere che un Parlamento che tutela la libertà dei suoi rappresentanti guarda con sospetto la carcerazione preventiva. Forse non se ne è accorto, ma quella che doveva essere una misura eccezionale, sbattere in cella le persone senza un processo, sta diventando la norma. È una precauzione per evitare la fuga o inquinare le prove? Siamo sicuri? Oppure è ormai una prassi medievale per ottenere una confessione? Se la sua missione è ricostruire la Repubblica forse allora deve passare da qui, dalla riforma della giustizia. Eppure lei che per garantismo si è speso per Errani non ha sentito il bisogno di dire due parole su Galan. Forse per quieto vivere o per mancanza di coraggio. O perché il Parlamento è giustamente sovrano.

Sovrano, ma quanto consapevole? Perché c'è anche questo dubbio che pesa sul voto di ieri. Chissà, infatti, quanti tra i votanti avranno letto davvero le carte inviate dalla Procura. Il fascicolo arrivato l'11 giugno è di 160mila pagine. In 40 giorni avrebbero dovuto leggere 4000 pagine al giorno. In sostanza si tratterebbe di 400 pagine l'ora (leggendo 10 ore al giorno). Capisce, presidente, che non si può cancellare la libertà di un uomo per sentito dire. E neppure per passaparola. Altrimenti questo Parlamento sovrano ha la stessa lucidità di giudizio della folla, quella che alza il cappio e corre verso la forca aizzata da qualcuno che grida più forte. Allora Galan diventa un simbolo. Ancora una volta si è oltrepassato un confine pericoloso. E lei, Matteo Renzi, che fa? Stia sereno perché c'è molta gente che non vede l'ora di partecipare alla sua impiccagione. La chiamano giustizia, ma spesso è vendetta. E lei di nemici se ne è già fatti tanti.

Commenti

GattoBrina

Mer, 23/07/2014 - 22:01

Primo : Errani non è parlamentare . secondo : Errani si è dimesso il giorno stesso Terzo : la gravità dei presunti reati di Galan non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella di Errani. Vorrei poi concludere chiedendo al giornalista autore dell'articolo se non si vergogna a pubblicare sul Giornale della famiglia Berlusconi un articolo simile quando abbiamo dovuto tollerare le nefandezze di Silvio Berlusconi commesse anche quando era Premier. Si sappia quindi che SB, pur assolto dai reati penali in appello...., avrebbe dovuto dimettersi un'ora dopo la diffusione della notizia su Ruby. Questo se fosse stato un uomo delle istituzioni come Errani. Invece ha strepitato anche dopo la condanna Mediaset. Non tenete vergogna e non parlate più di giustizia perché non ne siete degni!