Quella ricca fondazione vicina ad Al Qaida

Soldi per nuove moschee. Ma anche legami col terrore

«Se Dio vuole conquisteremo Roma. Non con la spada, ma con la Dawa (il proselitismo, ndr)». Così ripete da anni citando un «hadith» del Profeta Yusuf al-Qaradawi, il leader spirituale della Fratellanza Musulmana che predica dal Qatar e dagli schermi di Al Jazeera, l'emittente satellitare dell'emirato wahabita.

Per capire cosa intenda basta seguire gli investimenti della «Qatar Charity Foundation», la più importante istituzione di assistenza islamica dell'Emirato, destinati alla costruzione di moschee in Italia. Il primo passo risale al 2013 quando la fondazione mette a disposizione 2,5 milioni di euro per la costruzione di quattro moschee in Sicilia. Il centro islamico di Ispica riceve, all'epoca, 256.956 euro, mentre 428.260 vanno al progetto di moschea di Catania, 879mila al centro islamico di Messina e 809 mila alla moschea di Comiso. A gennaio di quest'anno Ibrahim Mohamed, tesoriere dell'Ucoii (Unione delle Comunità islamiche d'Italia), annuncia l'arrivo di 5 milioni per la costruzione della moschea di Bergamo, ma aggiunge che la somma rappresenta «un quinto dei 25 milioni di euro trasferiti in Italia per realizzare 33 nuovi centri islamici». Grazie alla quinta colonna dell'Ucoii, un'organizzazione vicina alla Fratellanza Islamica, la fondazione qatariota favorisce dunque una diffusione capillare dell'Islam nelle città italiane.

Sulle attività della «Qatar Charity Foundation» pesano però molti sospetti. Nel febbraio 2011 Jamal Ahmed Al Fadl, un ex collaboratore di Osama Bin Laden, membro «pentito» della sua organizzazione, riferisce alla Commissione d'Inchiesta del Congresso Usa sull'11 settembre che Abdullah Mohammed Yusef, presidente al tempo della «Qatar Charitable Society», è stato un militante di Al Qaida. E, stando alla deposizione, ha garantito il soggiorno del capo di Al Qaida in Sudan nei primi anni '90. Un successivo rapporto del ministero della Giustizia statunitense specifica che i soldi destinati dalla «Qatar Charity» alle operazioni di Al Qaida «vengono elencati nei registri dell'organizzazione come spese per la costruzione di moschee e scuole oltre che al sostegno di poveri e bisognosi». Nel 2013 i «missionari» della «Qatar Charity Foundation» vengono individuati nel Nord del Mali trasformato, prima del successivo intervento militare francese, in un feudo di Al Qaida.

Secondo fonti dell'intelligence francese i tre principali movimenti islamisti che controllano il Nord del Paese vengono finanziati dal Qatar attraverso le organizzazioni legate alla «Qatar Foundation». «Sia i Tuareg, sia Ansar Dine il gruppo legato ad Al Qaida, sia il Mujao (Movimento per l'unità e la Jihad nell' Africa occidentale) - spiegano le fonti - ricevono denaro da Doha». Un'accusa confermata da Sadou Diallo, il sindaco di Gao, la più importante città del Nord del Mali. «Il governo francese - sostiene il sindaco - sa perfettamente chi appoggia quei terroristi. Il Qatar, per esempio continua a mandare aiuti e cibo negli aeroporti di Gao e Timbuktu». E ora ha incominciato a farlo anche in Italia.

Commenti
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Situation

Gio, 11/08/2016 - 08:23

basta renderla illegale "what else"????????????

TruthWarrior1

Gio, 11/08/2016 - 09:32

Non ci vuole tanto per capire quali paesi siano i più grandi sostenitori e finanziatori dei luoghi di culto "islamici" nel mondo. Lo fanno da decenni. Il problemino, però, è che questi "signori sceicchi" abbiano corrotto molto dei politici occidentali a rimanere zitti sulla faccenda. Stare al letto col nemico, per così dire.

st.it

Gio, 11/08/2016 - 09:57

non sarà mica ora di smettere di avere una visione parziale , per non dire miope della realtà ? a mirandola , cittadina devastata dal terremoto è stata costruita una moschea milionaria , la messa viene celebrata in container e a carico della comunità ci saranno i servizi (istruzione sanità Welfare) e la ricostruzione delle case abitate dagli islamici , e l'unica domanda che ci facciamo è se i soldi per la moschea abbiano origini lecite o meno, in parole misere , a loro arrivano i soldi per la moschea agli italiani il dovere di mantenerli, complimenti per la lungimiranza!!!

Maver

Gio, 11/08/2016 - 10:19

Tutto il mondo si regge sull'ipocrisia e il malaffare. In malafede sono i governi occidentali così come le "anime belle rivoluzionarie" dell'islamismo radicale. Infatti la retorica Jihadista che intende colpire indiscriminatamente i civili come rappresaglia per le nefandezze dei potentati occidentali è ipocrita e irrazionale tenuto conto che: Governi, gruppi economici, massonerie varie, da sempre lavorano all'insaputa della cittadinanza. Fa comodo agli jihadisti cercare nel popolo responsabilità politiche che non esistono quando la realtà è che serve loro una scusa per: colpire stili di vita che non riescono a tollerare e poter dare la stura ad un piano imperialistico che li consuma nel profondo dell'anima.

dakia

Gio, 11/08/2016 - 13:27

Io spero sempre in PUTIN, non perché sia chi sia ma perché la Russia è in maggioranza cristiano-ortodossa e non credo faccia passare in Eu questi cammelli trasportatori di denaro per affossare l'altrui storia, ha già dichiarato che non è in accordo completo con erdogan e mi auguro che uno di quesdti disaccordi riguardi proprio questi fatti. Non so chi fu colui che tolse in Italia l'obbligo della leva militare, è stato lo sbaglio più grande poiché si poteva modernizzare ma lasciare ai ragazzi ciò, la cui assenza ha fatto di essi uomini senza amore patrio, pavidi e mollaccioni. negli anni passati i clandestini se lo potevano scordare d'invadere il nostro paese.

diesonne

Gio, 11/08/2016 - 13:40

diesonne come mai tutti questi migranti vengono in europa per chiedere la costruzione di moschee e non per cercare lavoro?TUTTI QUESTI NILIONI DI EURO SIANO DATI AI MIFGRANTI OPPURE L'EUROPA BLOCCHI QUESTI FINANZIAMENTI PER ASSITERE I MIGRANTI-SE QUESTI FINANZIAMENTI SARANNO BLOCCATI FINIRANNO ANCHE I MIGRANTI-PUNTO

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Omar El Mukhtar

Gio, 11/08/2016 - 14:27

diesonne: ma cosa diavolo dici? Questo è un problema (la mancanza di Moschee) esclusivamente italiano! Nella sola Monaco di Baviera ci sono 49 Moschee e nella sola Norimberga, dove abito, ormai ce ne sono 11!!!

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Omar El Mukhtar

Gio, 11/08/2016 - 14:30

«Se Dio vuole conquisteremo Roma. Non con la spada, ma con la Dawa ("Predicazione" non "proselitismo")». E allora cosa ci sarebbe di male? Dimenticato che anche il cristianesimo conquistò Roma proprio per la predicazione di alcuno immigrati dal Medio Oriente? O pensi che l'Italia sia stata sempre Cattolica Apostolica Roma?

Maver

Gio, 11/08/2016 - 15:37

@Omar El Mukhtar le sue frequentazioni le fanno commettere errori d'espressione marchiani, frutto di una mentalità grettamente imperialistica. Il Cristianesimo non conquistò un bel nulla (la conquista è un'ossessione sua e dei suoi "compagni di merende" ). Semplicemente il Messaggio Evangelico riuscì convincente e da ciò si arrivò alla conversione, cosa ben diversa dal tentare di imporsi con l'autoritarismo e la violenza. Mi creda: risultare convincenti a una cultura, ad una società a ad etnie che hanno secolare dimestichezza con l'uso della ragione è impresa tutt'altro che semplice.

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Omar El Mukhtar

Gio, 11/08/2016 - 17:50

Maver se avesse letto bene l'articolo (cosa di cui dubito) sta scritto proprio: "«Se Dio vuole conquisteremo Roma. Non con la spada, ma con la Dawa" - NON CON LA SPADA ma con la Dawa (predicazione)!!!!

Anonimo (non verificato)

Anonimo (non verificato)

Maver

Gio, 11/08/2016 - 20:54

( Terzo tentativo d'invio ). @Omar El Mukhtar se avesse letto bene il post (cosa di cui dubito) avrebbe inteso che il termine conquista non si addice al Cristianesimo il quale per definire le motivazioni che portano alla conversione utilizza piuttosto termini come: toccare il cuore, risvegliare la coscienza.. Il passaggio da una cultura ad un'altra esige che si utilizzino termini appropriati per farsi comprendere, quindi la sua precisazione era assolutamente doverosa. Prendo atto delle sue buone intenzioni e le garantisco che una predicazione rispettosa della laicità democratica non si nega a nessuno.

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Omar El Mukhtar

Gio, 11/08/2016 - 21:18

Maver: stai scalando uno specchio! "Il termine daʿwa (in arabo: دعوة‎) significa letteralmente "richiamo, appello, propaganda". "Invitare il prossimo all'Islam" è considerato un dovere dai musulmani. Daʿwa è riferito all'azione di "predicare l'Islam". Un musulmano che pratica la daʿwa, che sia o meno un "uomo di religione", è chiamato dāʿī. Un dāʿī è così un uomo che invita la gente ad abbracciare l'Islam attraverso un METODO DIALOGICO, e in certi casi può essere tradotto col termine "missionario".

Maver

Gio, 11/08/2016 - 23:26

@Omar El Mukhtar, cercherò di essere sintetico per l'ultima volta (dato che ho inteso le sue buone intenzioni) poi mi congederò da lei definitivamente: nessuno vuole negarle i doveri di predicazione della sua religione (non è questo il punto), deve però fare attenzione all'utilizzo della terminologie perché non hanno il medesimo significato in contesti socio-culturali differenti. Dire che l'Impero Romano fu conquistato dal Cristianesimo è un'analisi falsa perché la realtà storica è molto più complessa ma non è questo il luogo per una lezione di storia così profonda e delicata.

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Omar El Mukhtar

Ven, 12/08/2016 - 10:30

Maver il termine "conquista" (facilmente sostituibile - in questo caso - col termine "conversione") l'ha usato il giornalista nel suo articolo. Se lei facesse attenzione vedrebbe che si tratta di un copia e incolla proprio dell'inizio dell'articolo. Per giunta virgolettato.