Sarebbe un guaio se si esaurissero le miniere d'odio

Il 10 ottobre 2014, quando l'ultimo giacimento d'odio si esaurì, il pianeta precipitò nel panico.

Le centrali a odio si fermarono all'unisono alle 11.56 del mattino, ora di Greenwich.

Ogni singola macchina che funzionasse a odio sulla faccia della terra si fermò.

E nel 2014 ormai tutto funzionava a odio.

Nel suo appartamento al sesto piano del Chelsea Hotel di New York, Asaph Powers, l'uomo più vecchio del mondo, non aveva idea del disastro. La sua stanza perfettamente isolata non lasciava filtrare nulla del caos che regnava per le strade della città.

Le urla della folla erano (...)

(...) uno stormire di foglie in un bosco distante.

L'appartamento non aveva finestre. Il ricambio d'aria era assicurato da un sistema di ricircolo brevettato per i sottomarini. I muri esterni erano isolati con una congerie di materiali diversissimi, che andavano dagli isolanti industriali ai prodotti di formule alchemiche vecchie di secoli.

L'appartamento non aveva divisioni interne. Era un enorme open space di 160 metri quadri, al centro del quale era posizionata la Macchina Orgonica, una struttura progettata e realizzata dallo scienziato Wilhelm Reich. Era lì dentro che Asaph dormiva, si alimentava, e a volte sognava.

La Macchina faceva molte cose.

Una di queste era mantenere in vita il suo padrone per più tempo di quanto chiunque potesse immaginarsi.

La Macchina di Reich era una piramide isoscele, fatta anch'essa, come i muri, di un misto di sostanze organiche e inorganiche, spesso stravaganti. Frammenti d'ambra contenenti minuscoli insetti preistorici stavano accanto a lamine di metallo provenienti dalla carlinga di uno Space Shuttle e a un frammento di papiro egizio della XVIII Dinastia.

All'interno della Macchina c'erano solo un futon e una coperta sottile.

Asaph Powers non usava vestiti ormai da più di vent'anni. Non si tagliava le unghie, né i capelli. Si lavava ogni giorno usando acqua fresca, trattata da macchinari così ben progettati e costruiti da poter durare in eterno.

Macchinari altrettanto ingegnosi provvedevano alle esigenze fisiche dell'uomo più vecchio del mondo, nutrendolo e dissetandolo.

Avrebbero potuto continuare a farlo per migliaia d'anni.